Sergio Cammariere, "piano" alla meta: "Un disco e un libro per raccontare la mia storia"
di Ernesto Assante , di Ernesto AssanteUn album di musiche per pianoforte, intitolato Piano nudo. Un libro che è un’autobiografia ma si legge come un romanzo, intitolato Libero nell’aria, scritto con la complicità di Cosimo Damiano Damato. I concerti che stanno per ricominciare e anche un nuovo album di canzoni in lavorazione. Per Sergio Cammariere è un periodo piuttosto intenso e ricco, di parole, di musica, di canzoni, così come è stata ricca e intensa la sua vita, quella che racconta nel libro, 340 pagine che ci accompagnano dalla sua adolescenza fino al successo sanremese nel 2003.
Perché raccontare la sua storia e perché adesso?
“Arriva un momento nella vita in cui uno deve fare un punto, deve stabilire cosa è successo e perché, volevo raccontare la mia esistenza fino al momento del successo, fino al momento di cantare a Sanremo Tutto quello che un uomo. Racconto come ha fatto un ragazzo che partiva a dal sud d’Italia, da Crotone,…
Un album di musiche per pianoforte, intitolato Piano nudo. Un libro che è un’autobiografia ma si legge come un romanzo, intitolato Libero nell’aria, scritto con la complicità di Cosimo Damiano Damato. I concerti che stanno per ricominciare e anche un nuovo album di canzoni in lavorazione. Per Sergio Cammariere è un periodo piuttosto intenso e ricco, di parole, di musica, di canzoni, così come è stata ricca e intensa la sua vita, quella che racconta nel libro, 340 pagine che ci accompagnano dalla sua adolescenza fino al successo sanremese nel 2003.
Perché raccontare la sua storia e perché adesso?
“Arriva un momento nella vita in cui uno deve fare un punto, deve stabilire cosa è successo e perché, volevo raccontare la mia esistenza fino al momento del successo, fino al momento di cantare a Sanremo Tutto quello che un uomo. Racconto come ha fatto un ragazzo che partiva a dal sud d’Italia, da Crotone, a vivere di musica”.
E come ha fatto?
“Attraversando vari momenti, tante avventure, incontri più o meno fecondi, coincidenze, tante cose che mi hanno portato fino al palco dell’Ariston. Fondamentale è stata la testardaggine, la caparbietà, il fatto di crederci davvero. In realtà prima di Sanremo ero già molto felice, vivevo di musica e era un bel vivere. Ero già oltre la metà dell’opera, poi è arrivato Baudo a invitarmi al Festival, avevo la canzone giusta ed era il momento giusto, tanto da far cambiare la mia esistenza. Nel racconto mi fermo al 2003, la parte seguente non credo possa interessare più di tanto, mentre la prima, quella del ragazzo che lascia Crotone, gli affetti, la famiglia, per dedicarsi completamente a un sogno, valeva la pena di essere raccontata”.
Cos’è rimasto di quel ragazzo?
“Intanto il fatto che ha vestito di libertà la sua musica, che ha il dono di fare questo mestiere, raccontare storie, comporre melodie, avere un sogno civile, la voglia di anticipare quello che accade attraverso delle visioni. Poi al mio fianco ho Roberto Kunstler, un grande poeta, con il quale ho fatto gran parte del mio percorso artistico e con cui sto per aprire un nuovo capitolo”.
Un nuovo album?
“Sì, un nuovo disco di dodici inediti a cui stiamo lavorando”.
Intanto esce 'Piano nudo', in cui non veste i panni del cantautore ma del compositore.
“Questo disco è il mio secondo album come pianista, raccoglie composizioni nate nell’improvvisazione tra le mura di casa. Ho raccolto il meglio di quello che ho scritto negli ultimi 4 anni, ho risuonato tutto, l’ho editato, riascoltato, dopo qualche mese ho risuonato tutto di nuovo, a mente fresca, e questo è il risultato”.
Perché scrivere musica per pianoforte?
“Perché la musica in sé mi ha sempre dato vibrazioni e emozioni che difficilmente sono ricostruibili in altri generi, compresa la canzone d’autore. Volevo essere immerso nell’essenza della musica che arriva dai compositori divini, Bach, Beethoven, il Novecento, e poi il jazz e tutto il resto, grandi pagine che offrono la percezione di una vita diversa e hanno la possibilità di essere reinterpretate, come gli standard americani. Musica che io stesso posso reinterpretare dal vivo, con i musicisti che sono al mio fianco da 25 anni. E poi quando ero nelle major, in Emi, in Sony, volevano sono dischi da cantautore, io avevo già questa propensione a scrivere brani pianistici, sono quelli dai quali nascono spesso le canzoni, ma non li volevano, fare. Da quando sono indipendenti ho realizzato il primo nel 2017 e ora il secondo”.
Le restrizioni della pandemia si stanno allentando. Si prepara a tornare in concerto, dunque?
“Abbiamo il primo il 7 giugno al Petruzzelli di Bari, inauguro la stagione della Camerata musicale barese, poi il Sannio Jazz di Benevento, poi il Parco della Musica a Roma e via via un’altra dozzina di concerti per ora, in quintetto, in trio, con Fabrizio Bosso… Spero che piano piano si ritorni alla normalità”.