La sfida di Iosonouncane: "Con l'album voglio trasmettere sensazioni di estraneità"
di Carmine Saviano , di Carmine SavianoNegli ultimi cinque anni ha composto oltre venti ore di musica. Prima improvvisando con la sua band, poi scremando, rifinendo e lavorando su ogni singolo elemento. E nel farlo, Jacopo Incani ovvero Iosonouncane, ha lasciato all'esterno i confini, l'identità, le strutture forti. Una dismissione che ha riguardato innanzitutto la propria voce, la propria lingua e la musica realizzata nei suoi primi due dischi: La macarena su Roma e Die sembrano lontani decenni. Il risultato è IRA: 17 tracce, un'ora e cinquanta minuti di musica. Ha debuttato in classifica alla posizione numero 6. Una trama sonora scura, profonda, sui cui Iosonouncane canta a più voci parole italiane, inglesi, arabe, francesi, spagnole. Fonemi che coesistono in una lingua provvisoria. Niente di più lontano dagli orizzonti attuali della canzone italiana. Niente di più vicino alla contemporaneità multiforme del nostro paese e dell'Europa. Se la Babele contemporanea ha…
Negli ultimi cinque anni ha composto oltre venti ore di musica. Prima improvvisando con la sua band, poi scremando, rifinendo e lavorando su ogni singolo elemento. E nel farlo, Jacopo Incani ovvero Iosonouncane, ha lasciato all'esterno i confini, l'identità, le strutture forti. Una dismissione che ha riguardato innanzitutto la propria voce, la propria lingua e la musica realizzata nei suoi primi due dischi: La macarena su Roma e Die sembrano lontani decenni. Il risultato è IRA: 17 tracce, un'ora e cinquanta minuti di musica. Ha debuttato in classifica alla posizione numero 6. Una trama sonora scura, profonda, sui cui Iosonouncane canta a più voci parole italiane, inglesi, arabe, francesi, spagnole. Fonemi che coesistono in una lingua provvisoria. Niente di più lontano dagli orizzonti attuali della canzone italiana. Niente di più vicino alla contemporaneità multiforme del nostro paese e dell'Europa. Se la Babele contemporanea ha un suono, il suono è molto vicino a quello di IRA.
Ancora: "Il lavoro sui testi è iniziato cinque o sei anni fa. La scrittura delle melodie è stato un processo molto veloce". E veloce non significa non ponderato. "Nel disco non c'è nessuna scelta casuale. Tutto risponde a una trama concettuale di fondo". E se si chiede a Incani di indicarli, questi concetti di fondo, le risposte sono due: "Moltitudine, stratificazioni". Parole immediatamente politiche se si pensa al periodo (2015-2019) in cui è stato composto IRA: i quattro anni di Trump, l'internazionale sovranista che calpesta comunità e diritti, la guerra a bassa intensità contro tolleranza e uguaglianza.