I cinque dischi della settimana: le pagelle di Ernesto Assante
di
Ernesto Assante
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di Ernesto Assante
Musica e artisti da conoscere o riscoprire, ascoltare o riascoltare
Aggiornato 3 minuti di lettura
Faye Webster - I know I'm funny hahaha
C’è vita nella canzone americana, e tanta. Non c’è solo hip hop, mainstream, elettronica, stranezze, orignalità, nuove forme sonore, non c’è solo country, pop, rock, americana e le mille contaminazioni tra una cosa e l’altra. C’è chi scrive grandi, belle, canzoni contemporanee, che hanno i piedi piantati nella storia e gli occhi dritti verso il futuro, senza ansie, corse, scarti improvvisi, angoli dietro i quali lasciarsi sorprendere. No, belle canzoni e basta quelle di Faye Webster, da Atlanta, che intitola l’album in maniera semplice come le sue canzoni, e ha ragione, perché è divertente, sentimentale, profonda, malinconica, solitaria, affascinante e potremmo andare avanti a lungo con gli aggettivi perché l’album è bello e pieno di belle canzoni. Una canzone giusta p…!-->!-->
C’è vita nella canzone americana, e tanta. Non c’è solo hip hop, mainstream, elettronica, stranezze, orignalità, nuove forme sonore, non c’è solo country, pop, rock, americana e le mille contaminazioni tra una cosa e l’altra. C’è chi scrive grandi, belle, canzoni contemporanee, che hanno i piedi piantati nella storia e gli occhi dritti verso il futuro, senza ansie, corse, scarti improvvisi, angoli dietro i quali lasciarsi sorprendere. No, belle canzoni e basta quelle di Faye Webster, da Atlanta, che intitola l’album in maniera semplice come le sue canzoni, e ha ragione, perché è divertente, sentimentale, profonda, malinconica, solitaria, affascinante e potremmo andare avanti a lungo con gli aggettivi perché l’album è bello e pieno di belle canzoni. Una canzone giusta per ogni ora del giorno, per ogni sentimento, per ogni personalità. Canzoni che non smetterete di amare tra qualche settimana, pronte per diventare dei classici in tutte le vostre playlist.
Voto: 9
Black Midi - Cavalcade
Bastano i primi quaranta secondi di John L, il brano che apre Cavalcade, per capire se la musica dei Black Midi fa per voi. Spoken word che lambisce il rap, progressive contemporaneo, con potenti iniezioni di elettricità e elettronica, in una miscela esplosiva che proprio non è da ascoltare in macchina mentre si è nel traffico. Oppure sì, fatelo, e capirete meglio che la vita che state facendo non è quella che volete e che meritate di più e di meglio. Album creativo, dirompente, più vicino a Zappa e ai migliori King Crimson che a Drake e Billie Eilish, ma ovviamente ultracontemporaneo. Amate la musica che vi sorprende, che vi mette in condizioni di pensare, complessa e emozionante al tempo stesso? Non volete nulla di semplice e immediato ma al tempo stesso cercate coinvolgimento e passione? Allora Cavalcade fa per voi. Il meglio della musica di oggi, suonata come se non ci fosse un domani. Il rock non è morto, ha cambiato pelle e natura. Definitivo.
Voto: 9
Lana Del Rey – Chemtrails over the country club
Difficile non lasciarsi catturare nel mondo di Lana Del Rey, soprattutto adesso che la cantautrice ha, con questo album in maniera più sicura, un’affascinante percorso verso la luce. Chemtrails over the country club è l’album più bello e completo della già ricca e bellissima discografica dell'artista, le canzoni hanno una sinuosità meno tagliente, la luce illumina momenti in cui la voce della cantante arriva dritta al cuore del sentimenti, le strutture sono aperte, la poesia è suadente, le note volatili come vorremmo che fossero sempre. Norman Fucking Rockwell era un bellissimo e iperrealista ritratto dell’America prepandemia, dell’era di Trump con le sue disturbanti immagini quotidiane, Chemtrails è, anche se probabilmente senza volerlo, l’album che segna l’inizio della rinascita, scritto durante i mesi del lockdown, guardando al mondo con la sensibilità di sentimenti che sono diventati necessariamente collettivi, condivisi, nostro malgrado. Gioielli come l’iniziale White dress e la scura Dark but just a game confermano che Lana Del Rey è una delle migliori autrici della sua generazione, ma la versione di For free di Joni Mitchell che esegue alla fine con Weyes Blood e Zelia Day ci dice di più, che nulla è perduto, che il meglio può tornare, che il momento è ora. Un album che aggiunge colori al mondo di Lana Del Rey e al nostro.
Voto: 9
McCartney III Imagined
“Mi si nota di più se non vengo o se vengo e mi metto da una parte?”. In questo caso Paul McCartney si è messo da una parte e ha affidato le sue canzoni a un pugno di belle menti, con le quali ha reimmaginato le canzoni di McCartney III. Il risultato è a dir poco caleidoscopico, per molti versi sorprendente e quasi sempre ad altissimo livello. Perché McCartney con altri (mi perdonino i "die hard fan" di Macca) è quasi sempre meglio che McCartney da solo (come con Lennon, come con Elvis Costello, come con tanti altri…). Perché gli "altri" vedono nelle canzoni quello che Macca non vede più, e le trasformano senza tradirne mai lo spirito, le rendono qualcosa di diverso senza mai attaccarne l’anima. E’ un disco divertente e meravigliosamente irregolare, che celebra l’arte di McCartney, la sua capacità di autore, la sua genialità, la sua unicità. E’ un "padre" per tutti noi, e molti dei suoi figli di divertono a prendere le sue pantofole e portarle in un’altra stanza della casa, scherzano con lui, rispettosamente. E il risultato è in molti casi brillante. Beck, Phoebe Bridgers, Damon Albarn, Anderson Paak, St. Vincent e altri mettono mano al McCartney di oggi e in qualche caso lo fanno diventare il McCartney di domani.
Voto: 8
Ya Tseen – Indian Yard
Nicholas Gananin viene dall’Alaska, è un’artista visuale, artigiano, creativo, internazionalmente acclamato, molto originale. Ma ha anche un’identità musicale, anzi almeno un paio, da solista, con band e sotto diverse sigle, cinque album dal 2008 ad oggi. Come Ya Tseen ha da poco pubblicato questo album, il suo sesto, che arricchisce il suo autoritratto in maniera interessante e che permette a un pubblico più ampio di venire in contatto con la sua arte e la sua personalità. La musica è in bilico tra dream pop e canzone, ha una qualità eterea e al tempo stesso solida, un po’ come il ghiaccio del suo paese natio. E i contenuti sono rilevanti, tematiche importanti, anticoloniali, ambientaliste, ricche della sua ricerca sull’identità culturale sviluppata nel corso degli anni. L’album è bello, gode di qualche prezioso featuring (come quello di apertura di Portugal. The Man) ha pezzi in alcuni casi imperdibili (Born in to rain) ed offre un’ottima occasione per conoscerlo ed apprezzare il suo lavoro, che va molto oltre le canzoni. Sorprendente quanto basta per meritare molto più di un ascolto.