Spatial Audio, Apple mira alla perfezione sonora: "Sarà come il passaggio dalle immagini normali a quelle in HD"
di Ernesto Assante , di Ernesto Assante“In principio ci fu l’audio mono, poi arrivò quello stereo. Oggi inizia l’era dell’audio spaziale”. Zane Lowe, dj, speaker radiofonico, musicista, e da qualche tempo uno dei 'music master' della Apple, con la sua radio per smartphone Beats1, non ha dubbio: stiamo per entrare in una nuova era dell’ascolto musicale, con l’arrivo dello Spatial Audio, una tecnologia innovativa che porta l’ascolto ad un nuovo livello. “Sarà come il passaggio dalle immagini normali a quelle in HD”, sottolinea Lowe, “l’impatto sarà rivoluzionario, il miglior ascolto mai avuto prima”.
Già, ma di che si tratta? In parole semplici è il modo per rendere l’audio tridimensionale, usando le cuffie, non più suoni che arrivano solo da destra e sinistra ma che prendono tridimensionalmente tutto lo spazio auricolare a disposizione. Lo fa prendendo una sorgente audio multicanale e applic…
“In principio ci fu l’audio mono, poi arrivò quello stereo. Oggi inizia l’era dell’audio spaziale”. Zane Lowe, dj, speaker radiofonico, musicista, e da qualche tempo uno dei 'music master' della Apple, con la sua radio per smartphone Beats1, non ha dubbio: stiamo per entrare in una nuova era dell’ascolto musicale, con l’arrivo dello Spatial Audio, una tecnologia innovativa che porta l’ascolto ad un nuovo livello. “Sarà come il passaggio dalle immagini normali a quelle in HD”, sottolinea Lowe, “l’impatto sarà rivoluzionario, il miglior ascolto mai avuto prima”.
Già, ma di che si tratta? In parole semplici è il modo per rendere l’audio tridimensionale, usando le cuffie, non più suoni che arrivano solo da destra e sinistra ma che prendono tridimensionalmente tutto lo spazio auricolare a disposizione. Lo fa prendendo una sorgente audio multicanale e applicando quella che si chiama HRTF, Head Related Transfer Function, ovvero una funzione matematica che tiene conto della posizione della nostra testa e del modo in cui le frequenze arrivano alle nostre orecchie, modificate anche dalla forma della nostra testa. Suona complicato ma è un sistema già disponibile in diverse forme, come il Dolby Atmos e il 3D Audio della PlayStation 5, che consentono di gestire oltre cento diversi “oggetti” sonori, ognuno con le proprie caratteristiche, ai quali viene assegnato una qualsiasi posizione in uno spazio tridimensionale, variabile nel tempo.
Apple l’aveva già inclusa come funzione del sistema operativo nel settembre del 2020, per i film e le serie TV, ma è l’arrivo nell’universo musicale ad essere innovativo e capace di cambiare lo scenario audio per sempre. “Da oggi migliaia di canzoni su Apple Music sono già in questo nuovo formato”, ha detto Zane Lowe, ma pian piano tutto il catalogo musicale di Cupertino verrà proposto nella nuova dimensione sonora, partendo dalle nuove uscite delle prossime settimane. Il passaggio dal suono monofonico a quello stereo non fu soltanto un avanzamento tecnologico, ma un vero e proprio strumento creativo per gli artisti: i Beatles lo sfruttarono ampiamente negli anni Sessanta, mentre altri, come i Pink Floyd, portarono l’evoluzione verso un audio 'immersivo' alla soluzione della quadrifonia, che non ebbe particolare successo ma permise loro di creare un capolavoro sonoro come Dark Side Of The Moon, pensato per l’ascolto quadrifonico, che comunque la band continuò a proporre dal vivo.
“Io sono nato nell’era della stereofonia”, ricorda Lowe, “ma gli artisti di oggi nascono nell’era dello Spatial Audio, che è già disponibile non solo negli studi di registrazione ma anche nei software che consentono a tutti gli autori di creare la loro musica. Fino ad oggi il desiderio di innovazione dei musicisti si fermava al mix, che era una roba da ingegneri, la tecnologia non era nelle mani degli artisti. Lo Spatial Audio cambia tutto, perché ora i brani possono essere creati direttamente usando uno scenario sonoro nuovo. Il che non vuol dire che lo stereo sparirà, anzi io continuo a comprare addirittura dei dischi monofonici, perché erano stati realizzati così nel passato e voglio sentirli ancora in questo modo. Ma lo Spatial Audio fa un passo in avanti, perché porta nella musica il 'feeling', quando si ascolta si crea una reazione emotiva diversa, una connessione più profonda, un’apertura clamorosa, un’esperienza d’ascolto avvolgente dove il suono si muove intorno a te provenendo da più direzioni”.
Negli anni più recenti l’avvento dell’mp3, della compressione audio per poter trasmettere i brani via Internet, ha portato la qualità media dell’ascolto a scendere parecchio, i vecchi impianti stereo che dominavano nei soggiorni sono stati sostituiti da speaker Bluetooth, gli unici impianti destinati ad un ascolto sofisticato erano rimasti quelli degli appassionati di cinema, con il 'surround' 5+1, un numero assai ridotto di utenti e comunque non principalmente musicali. Pian piano, però, il desiderio di ascoltare meglio la musica è tornato d’attualità, e prima Tidal poi pian piano tutti gli altri servizi di streaming, hanno iniziato a rendere disponibili versioni in alta definizione, 'loseless' è il termine specifico, della loro musica.
Oggi Apple Music fa un passo avanti essenziale, sia proponendo il suo intero catalogo in formato 'loseless', sia aprendo la strada verso la nuova tecnologia dello Spatial Audio. E il tutto non sarà limitato solo a chi usa Apple Music sui device di Cupertino, ma anche agli utenti Android sui loro smartphone. Per ora Apple Music suonerà automaticamente lo Spatial Audio con le tracce in Dolby Atmos su tutti gli auricolari AirPods e le cuffie Beats che usano i chip H1 e W1, e negli speaker delle ultime versioni di iPhone, iPad e Mac.