✕
(foto di Alberto Marchetti) 

Nuova Compagnia di Canto Popolare: "Grazie a Eduardo da cinquant'anni siamo la voce di Napoli"

Fausta Vetere, voce del gruppo, ricorda la loro storia: dall'incontro con Roberto De Simone al sostegno di Eduardo, l'exploit e la crisi con 'La Gatta Cenerentola' fino alla rinascita con Sanremo
2 minuti di lettura

Il loro primo sponsor fu Eduardo De Filippo, che se ne innamorò dopo averli ascoltati una sera al Conservatorio di Napoli; Roberto De Simone fu invece il deus ex machina, il regista e curatore che li lanciò nel mondo. La Nuova Compagnia di Canto Popolare festeggia i 50 anni dall'uscita del primo e omonimo disco, il 16 giugno 1971, e lo fa con un concerto all'Auditorium Parco della Musica di Roma (la sera del 15, attendendo mezzanotte) in cui viene anche a presentare i brani del nuovo album Napoli 1534, Targa Tenco 2020. Sarà il primo di una serie di spettacoli in cui la Compagnia interpreterà le canzoni che l'hanno resa un punto di riferimento del movimento folk, una storia prestigiosa che collegandosi alla tradizione continua a influenzare nuovi artisti e manifestazioni di massa come la Notte della Taranta. La cantante Fausta Vetere è la voce che caratterizza dai primi anni il loro suono.  

…

Il loro primo sponsor fu Eduardo De Filippo, che se ne innamorò dopo averli ascoltati una sera al Conservatorio di Napoli; Roberto De Simone fu invece il deus ex machina, il regista e curatore che li lanciò nel mondo. La Nuova Compagnia di Canto Popolare festeggia i 50 anni dall'uscita del primo e omonimo disco, il 16 giugno 1971, e lo fa con un concerto all'Auditorium Parco della Musica di Roma (la sera del 15, attendendo mezzanotte) in cui viene anche a presentare i brani del nuovo album Napoli 1534, Targa Tenco 2020. Sarà il primo di una serie di spettacoli in cui la Compagnia interpreterà le canzoni che l'hanno resa un punto di riferimento del movimento folk, una storia prestigiosa che collegandosi alla tradizione continua a influenzare nuovi artisti e manifestazioni di massa come la Notte della Taranta. La cantante Fausta Vetere è la voce che caratterizza dai primi anni il loro suono.  

Fausta Vetere (foto di Renzo Chiesa) 
Come arrivò nella Compagnia?

"All'inizio degli anni 60, a 15 anni, avevo conosciuto Roberto De Simone cantando in alcune trasmissioni Rai per ragazzi, lui era consulente musicale. Diventammo molto amici, curava lui i miei concerti con repertorio cinquecentesco di villanelle. Qualche anno dopo aveva un ensemble con Eugenio Bennato, Roberto D'Angiò e Tommaso Mauriello, e quando la ragazzina che cantava con loro andò via, Roberto mi chiese di sostituirla".

La Nccp nasce con l'idea di recuperare la tradizione e di portarla nella contemporaneità.

"Una scelta in controtendenza, in quegli anni si dava molta attenzione alla canzone napoletana classica, 'O sole mio, Reginella. La Nccp si esibì in una grande Piedigrotta sul lungomare di Napoli in cui c'erano i cantanti della tradizione, Nunzio Gallo, Gloria Christian, Fausto Cigliano. Quando cantammo La rumba degli scugnizzi ci fu la sollevazione popolare".

Nel '71 esce il vostro primo album.

"Ci siamo arrivati pagandocelo da soli. Per puro caso una sera al Conservatorio ci venne ad ascoltare Eduardo De Filippo, ci disse: 'Ragazzi andatevene via da Napoli, siete troppo bravi. Appena posso vi metterò a disposizione il mio teatro, il San Ferdinando'. Eduardo, che faceva Il sindaco del Rione Sanità, invitò tutti i giornali più importanti per farci ascoltare: 'Fate tre o quattro brani e se vi chiedono il bis nun facite niente, devono pagare per vedervi suonare'. Ai giornalisti disse solo: 'Ecco a voi la Nuova Compagnia, rappresentano la Napoli che io amo'. Ci mandò poi lui a fare un provino per il Festival dei Due Mondi di Spoleto. Era amico di Giancarlo Menotti, conosceva i grandi, Romolo Valli. E a Spoleto è nato tutto".

La Nccp al Festival dei due mondi di Spoleto (1974) 
Andaste tre volte e nel '76 l'exploit con La Gatta Cenerentola.

"Con la Cenerentola De Simone non ha solo introdotto tutta la sua conoscenza storica di Napoli ma anche i rapporti tra noi della Compagnia: infatti sono scattati meccanismi delicati e stranissimi, anche difficili da raccontare, come Peppe Barra che visse il dramma di non riconoscersi più, di non essere più la persona che fino ad allora fingeva di essere. De Simone ci mise in competizione, lui nel ruolo della matrigna io in quello di Cenerentola. Ci conosceva bene, metteva in scena anche le nostre debolezze personali".

Fu il culmine del successo ma anche l'esplosione come gruppo.

"Ci fu la prima crisi, Peppe Barra voleva lasciare per dedicarsi al teatro. C'era già stato l'abbandono di Eugenio Bennato che non voleva che affrontassimo questo lavoro teatrale, forse aveva intuito, ma come si faceva a dire di no di fronte a un tale capolavoro?".

Per tutti gli anni 80 non produceste nulla di nuovo.

"Un blackout, anche se non fummo soltanto noi a non trovare più il bandolo della matassa. In quegli anni però girammo tutto il mondo: Europa, Cina, Giappone, Sud America". 

La copertina del nuovo album 'Napoli 1534' 
Poi negli anni 90 il ritorno con Medina e l'arrivo a Sanremo.

"Ero contrarissima, non so quanto tempo ci abbiano messo a convincermi i discografici. Presentammo Pe' dispietto, un pezzo che parlava della mancanza di comunicazione, fummo subito eliminati ma vincemmo il Premio della Critica. In fondo eravamo andati per quello. E significò la ripresa".