Beach Boys, quella musica sull'onda dei ricordi
di Ernesto Assante , di Ernesto AssanteSiete pronti per tuffarvi tra le onde con i Beach Boys? Bene, il viaggio sarà lungo e appassionante, con un cofanetto che contiene una straordinaria quantità di musica realizzata tra il 1969 e il 1971, in uno dei periodi più complessi, drammatici e particolari della loro storia, nei quali realizzarono due album, Sunflower e Surf's Up. Il cofanetto, che uscirà il 30 luglio e sarà intitolato Feel Flows: The Sunflower & Surf's Up Sessions 1969-1971, comprende nuove versioni rimasterizzate degli album Sunflower del 1970 e del leggendario Surf's Up del 1971, ma il vero tesoro è composto da oltre 100 tracce inedite tra registrazioni dal vivo, radio promo, versioni demo, strumentali, alternate e a cappella, un mare di musica nel quale nuotare davvero a lungo. Il lavoro, realizzato da Mark Linett e Alan Boyd (lo stesso team di produttori che si era occupato dieci anni fa del r…
Siete pronti per tuffarvi tra le onde con i Beach Boys? Bene, il viaggio sarà lungo e appassionante, con un cofanetto che contiene una straordinaria quantità di musica realizzata tra il 1969 e il 1971, in uno dei periodi più complessi, drammatici e particolari della loro storia, nei quali realizzarono due album, Sunflower e Surf's Up. Il cofanetto, che uscirà il 30 luglio e sarà intitolato Feel Flows: The Sunflower & Surf's Up Sessions 1969-1971, comprende nuove versioni rimasterizzate degli album Sunflower del 1970 e del leggendario Surf's Up del 1971, ma il vero tesoro è composto da oltre 100 tracce inedite tra registrazioni dal vivo, radio promo, versioni demo, strumentali, alternate e a cappella, un mare di musica nel quale nuotare davvero a lungo. Il lavoro, realizzato da Mark Linett e Alan Boyd (lo stesso team di produttori che si era occupato dieci anni fa del ricco e complesso progetto che aveva portato alla luce le session dell'album "perduto" dei Beach Boys, Smile), contiene anche un libretto di 48 pagine con note bio-discografiche curate da Howie Edelson, rare foto, testi, memorabilia, oltre a interviste, nuove e d'archivio, ad Al Jardine, Brian Wilson, Bruce Johnston, Carl Wilson, Dennis Wilson, Mike Love e molti altri, oltre ai cinque cd che raccolgono i brani.
Nel passaggio tra gli anni Sessanta e Settanta i Beach Boys attraversarono la loro crisi più grande: la band diventata famosa nei Sixties raccontando l'epopea del surf, il gruppo che aveva rivaleggiato creativamente con i Beatles raggiungendo il vertice musicale con Pet Sounds, aveva toccato alla fine del decennio il suo punto più basso, aveva smarrito la strada, perso il successo, dilapidato un grande patrimonio di credibilità e, dopo essere entrata in sintonia perfetta con un'intera generazione con Good Vibrations nel 1966, aveva mancato in pieno la rivoluzione giovanile che invece era esplosa proprio nella loro natia California. Ma i problemi non erano solo di natura musicale: Brian Wilson era entrato in una fortissima crisi depressiva, aveva sempre maggiori problemi mentali e al tempo stesso consumava droga in notevoli quantità, le sue difficili condizioni lo avevano allontanato dall'attività della band e anche dalla composizione; suo fratello Dennis era diventato amico di Charles Manson, che aveva ambizioni musicali, e che riuscì, in assenza di Brian, anche a far incidere al gruppo una sua canzone.
Il pubblico giovanile del rock li considerava sostanzialmente finiti, e l'album che la band, senza Brian Wilson, pubblicò nel gennaio del 1969, 20/20, fu accolto malissimo dalla critica e dal pubblico. All'inizio del 1970 Brian Wilson e i suoi fratelli firmarono un nuovo contratto discografico, con la Reprise, e si misero al lavoro cercando di uscire dalla crisi, anche finanziaria, in cui erano finiti. Il 21 agosto del 1970 vide la luce Sunflower, l'inizio di una nuova vita per il gruppo, con Wilson recuperato all'arte e alla musica, autore di 12 dei brani e in grado di spingere il gruppo fuori dalle secche sia del suo personale delirio che della vecchia immagine "surf" che li avrebbe condannati al definitivo oblio. L'album non riuscì a essere un successo, anzi, con il misero 150esimo posto nelle classifiche americane fu il disco meno venduto della loro storia fino a quel momento, ma la critica lo accolse molto bene, oggi Rolling Stone lo considera uno dei 500 più bei dischi di tutti i tempi. Il disco seguente, Surf's Up, non solo confermò il buon momento creativo di Wilson, prima di un'ulteriore è drammatica crisi, ma permise alla band, nel 1971, di rientrare anche nel circuito della controcultura californiana che li aveva letteralmente cancellati. Con l'album riconquistarono anche una parte del loro successo, non i primi posti delle classifiche ma almeno la presenza nei Top 30 più venduti.
Beach Boys, i ragazzi del surf 50 anni dopo
Il cofanetto ci porta nel bel mezzo di questo tumultuoso periodo, fatto di crisi, ripensamenti, drammi personali, liti, ma anche sogni, visioni, follie dettate dal desiderio di Brian Wilson di trovare la nota perfetta, il magico accordo, l'armonia definitiva. Una fase caotica, testimoniata dalla grande varietà musicale che è già ben rappresentata nei due album ma che nel cofanetto, con le sue outtakes, demo e live, trova migliore rappresentazione, con brani dimenticati ma curiosissimi come Student Demonstration Time, un pezzo rock blues scritto da Mike Love sulla base di Riot in Cell Block Number 9 di Leiber e Stoller, nel quale denuncia la violenza della polizia contro gli studenti che protestano e la morte dei quattro studenti uccisi dall'esercito alla Kent State University poche settimane prima (lo stesso tema di Ohio di Neil Young), o semplicemente meravigliosi come la title track Surf's Up, una delle più belle composizioni di Wilson in assoluto. E poi le versioni a cappella, con le leggendarie voci dei Boys senza alcuno strumento accanto, le demo, i nuovi mix, 133 brani in tutto, roba da maniaci, da completisti, da fan del gruppo e da studiosi, che però illuminano di una luce nuova un momento in cui, tra morte e rinascita, i Beach Boys provavano a trovare nuovamente il loro posto nel mondo della musica. Un cofanetto prezioso, dunque, per chiunque voglia perdersi tra le onde di una band leggendaria.