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Madame e la foto mentre mangia: il mutato rapporto tra l'artista e i fan

La reazione "scorbutica" dell'artista sui social ha riaperto il dibattito tra l'entusiasmo di un fan e il limite invalicabile della privacy di una persona popolare: la buona educazione
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Il rapporto tra artisti e fan è apparentemente semplice: io sono un divo, tu mi adori. E tutto si risolve lì. In realtà è decisamente più complesso, sfaccettato, meritevole di attenzione, interessante. Perché è un rapporto d'amore, è un rapporto politico, è un rapporto economico, un rapporto in cui si mescolano riconoscibilità e riconoscimento, devozione e sottomissione, e molto altro ancora. Qui, però, possiamo ridurlo all'essenziale: il fan ama "fanaticamente" il proprio oggetto del desiderio, l'artista, e vuole, come può e quando può, essere con lui, avere qualcosa di lui, di unico, singolare, importante. Anni fa il massimo possibile era l'autografo, la firma che solo io ho ottenuto, singola, irripetibile e mia.

Il rapporto tra artisti e fan è apparentemente semplice: io sono un divo, tu mi adori. E tutto si risolve lì. In realtà è decisamente più complesso, sfaccettato, meritevole di attenzione, interessante. Perché è un rapporto d'amore, è un rapporto politico, è un rapporto economico, un rapporto in cui si mescolano riconoscibilità e riconoscimento, devozione e sottomissione, e molto altro ancora. Qui, però, possiamo ridurlo all'essenziale: il fan ama "fanaticamente" il proprio oggetto del desiderio, l'artista, e vuole, come può e quando può, essere con lui, avere qualcosa di lui, di unico, singolare, importante. Anni fa il massimo possibile era l'autografo, la firma che solo io ho ottenuto, singola, irripetibile e mia.

Oggi l'oggetto più comune, ma per assurdo ancora più importante, è la foto, che testimonia l'incontro e il fatto che il fan sia stato fisicamente accanto al divo. Il proliferare degli smartphone e la rivoluzione dei social hanno cambiato profondamente lo scenario: i secondi, i social, hanno apparentemente abbattuto tutte le barriere, le distanze, tra divo e fan, il rapporto è diretto, quotidiano, vitale, la parte artistica è diventata assolutamente secondaria, Instagram, Facebook, Tik Tok, Twitter, solo per citare i più noti, permettono al fan l'illusione di essere "amico" dell'artista, di sapere quello che fa 24 ore su 24, di conoscere le sue abitudini, i suoi amori, la sia vita, sempre, comunque. E a questa realtà si sono adattati più o meno tutti gli artisti, c'è chi ci ha costruito una carriera, chi un'identità, chi una vita.

A questo va aggiunta una seconda variabile, quella della "popolarità", che va al di là del "fandom": basta essere apparsi in tv o aver avuto qualche immagine "virale" su Internet (in passato contavano anche i giornali, soprattutto i settimanali dediti al gossip), per diventare una preda appetibile per milioni di cacciatori di foto armati di smartphone. Il che ha moltiplicato in maniera esponenziale le possibilità di essere fermati per strada con la richiesta di una foto o di una firma per chiunque abbia un minimo di notorietà.

Non tutti vivono bene il rapporto con i fan, che sono spesso "entusiasti" oltre ogni ragionevole limite. C'è chi, come Roger Waters, infastidito dal rumorosissimo entusiasmo di un fan sotto al palco di un concerto dei Pink Floyd a Montreal nel 1977 gli sputò in faccia, salvo poi pentirsene, capire che tra lui e i fan si era costruito una sorta di muro di incomunicabilità e arrivare a scrivere The Wall. Francesco De Gregori ci ha scritto una canzone, Guarda che non sono io, nella quale prova a spiegare il rapporto difficile: "Guarda che non sono io la mia fotografia /Che non vale niente e che ti porti via.... Se credi di conoscermi / Non è un problema mio", recita una parte del testo. E poi si arriva a Madame e al suo post nel quale chiede né più né meno che rispetto della sua privacy mentre è a pranzo con la sua famiglia.

Nel nuovo mondo della celebrità, dei social, esiste un limite invalicabile della privacy di un artista, di una star, di un personaggio pubblico? Certamente sì, quello della buona educazione, e ha ragione Madame a chiederne il rispetto. La buona educazione va usata sempre e comunque, disturbare il pranzo familiare di una star, di un personaggio pubblico, per chiedere una foto o un autografo di certo non è la cosa giusta da fare. Ma il tweet di Madame pone due problemi in più, diversi e altrettanto interessanti. Il primo è quello della mercificazione del rapporto tra artisti e fan. Ora, è vero che è sempre stato un rapporto mercificato, si basa sull'acquisto di tutto, dischi, biglietti di concerti, poster, magliette, fascette, tazze, sticker, qualsiasi cosa possa essere legata alla star in questione. Ma l'acquisto è una scelta, non una "prova d'amore".

Ci sono tantissimi fan, probabilmente la maggioranza, che del proprio artista del cuore possiedono poco o nulla, per semplici e invalicabili problemi economici, ma non sono meno fan, non danno minor rilevanza alle canzoni, non considerano l'artista meno rilevante nella loro vita, anche senza dischi o biglietti di concerti. Per loro, anche più che per gli altri, una foto o un autografo, che non hanno costo, hanno un valore colossale. Madame in realtà lo sa e infatti, dopo un primo, adirato, tweet, nel quale sembrava che fosse fondamentale avere un rapporto "mercificato" con i propri fan, ha ampiamente corretto il tiro con una storia Instagram.

Ma resta il secondo problema, quello della popolarità, del mutato rapporto con il pubblico che la giovanissima cantante ha dopo aver conquistato una clamorosa attenzione con la sua partecipazione a Sanremo. La popolarità non è la stessa cosa, si è "popolari" per molti motivi, primo fra tutti la visibilità televisiva, e anche con quella, se si vive e si lavora nel mondo dello spettacolo, bisogna fare i conti. Anche in questo caso in realtà Madame sa bene quale sia la realtà e infatti, come lei stessa ha scritto, la foto con chi ha interrotto sgarbatamente il suo pranzo familiare dicendo di non conoscerla, di non apprezzare la sua musica, ma di averla vista in tv, l'ha fatta comunque. Quindi?

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Quindi è stata semplicemente "scorbutica", ha reagito come reagisce chiunque scriva sui social senza pensarci su, ha posto un problema giusto, quello della buona educazione, che andrebbe praticata sempre e comunque, in un modo sbagliato, dividendo tra chi è suo fan e chi no, sapendo bene che è una divisione impossibile. Ma soprattutto ha usato i social nella maniera sbagliata, per reagire, come fa un normale "hater" nella sua pratica quotidiana, senza pensarci su. Se lo avesse fatto, invece, avrebbe semplicemente scritto che essere disturbata quando è a pranzo con la famiglia non va bene mai, che esiste il confine di una privacy che non andrebbe valicato mai, che c’è una differenza tra il personaggio pubblico e quello privato, tra il lavoro e la vita, tra Madame e Francesca Calearo, anche per chi compra i dischi, va ai concerti e conosce a memoria tutte le sue canzoni, anche per il più fedele dei suoi fan.