Omar Pedrini, prima intervista dopo l'intervento. "Il mio dolore è un punto di forza"
di Giovanni Gagliardi , di Giovanni Gagliardi"Mi sento bene e sto bene. Ho quasi finito la riabilitazione e ho questi primi tre appuntamenti live acustici". È un fiume di energia e di buon umore Omar Pedrini: dopo 19 giorni dal suo terzo intervento a cuore aperto, il rocker bresciano non smentisce la sua fama di 'guerriero', come lo chiamano i suoi fan utilizzando il titolo di una sua canzone del periodo con i Timoria, e a Repubblica dice di essere pronto a imbracciare di nuovo la chitarra. Le prime due date sono già fissate: il 3 luglio al Festival di Vimercate e l'8 a Livorno "la città di Piero Ciampi", sottolinea e poi aggiunge cauto: "Non si aspetti il pubblico un Omar scatenato, ma dentro di me sarà come un concerto punk. Per me sarà un'emozione che già sento".
"Non bisogna stare sul divano - sottolinea al telefono dalla sua casa di Milano - ci siamo stati fin troppo, ma non bisogna nemmeno fare fare gli stupidi. L'aspetto…
"Mi sento bene e sto bene. Ho quasi finito la riabilitazione e ho questi primi tre appuntamenti live acustici". È un fiume di energia e di buon umore Omar Pedrini: dopo 19 giorni dal suo terzo intervento a cuore aperto, il rocker bresciano non smentisce la sua fama di 'guerriero', come lo chiamano i suoi fan utilizzando il titolo di una sua canzone del periodo con i Timoria, e a Repubblica dice di essere pronto a imbracciare di nuovo la chitarra. Le prime due date sono già fissate: il 3 luglio al Festival di Vimercate e l'8 a Livorno "la città di Piero Ciampi", sottolinea e poi aggiunge cauto: "Non si aspetti il pubblico un Omar scatenato, ma dentro di me sarà come un concerto punk. Per me sarà un'emozione che già sento".
"Non bisogna stare sul divano - sottolinea al telefono dalla sua casa di Milano - ci siamo stati fin troppo, ma non bisogna nemmeno fare fare gli stupidi. L'aspetto psicologico in questi casi è fondamentale. Io il mio dolore lo faccio diventare un punto di forza e anche la medicina va in questa direzione. In interventi a cuore aperto come il mio devi ripartire da zero: ti manca il fiato e devi 'reimparare' a camminare. Io sapevo già cosa fare - dice ridendo - e già al secondo giorno dopo l'operazione mi hanno fatto fare i primi passi".
"Spesso mi chiamano negli ospedali a portare conforto - rivela - È la mia missione. Io ho la fortuna di essere ancora vivo perché ho un problema congenito molto grosso in cui 'ho pestato dentro' con gli eccessi dei miei venti anni da rocker. Ma ho imparato a reagire e mi piace portare la mia esperienza anche agli altri".
Per ora i concerti rock più scatenati devono attendere e Omar Pedrini deve dare spazio alla sua anima più acustica "alla Neil Young o al teatro canzone. I medici mi hanno detto: il 3 luglio saranno passati 25 giorni dall'intervento, puoi provare a fare qualcosa però non fare rock, non saltare. Stai seduto. E questa di Vimercate è l'occasione perfetta. È un reading: leggerò un testo di Kurt Vonnegut e al mio fianco ci sarà Emilio Russo, drammaturgo, attore, regista, direttore del teatro Menotti di Milano (e assessore alla Cultura del Comune di Vimercate ndr). Si intitola Quando siete felice fateci caso, un titolo che trovo tremendamente attuale. Vorremmo ricavarne uno spettacolo da mettere in scena questo inverno. Però a Vimercate cercherò anche di cantare qualche canzone e vedrò come andrà con la ferita dell'operazione".
"In più ho una promessa che voglio mantenere: avevo detto che sarei stato a Vimercate dove hanno questa bella iniziativa della residenza per giovani artisti, attraverso un concorso ne vengono scelti sei, e io voglio fare da cassa di risonanza. Quest'anno l'arte ha un valore particolare per la ripartenza e io voglio esserci. Ci sarei andato anche con le stampelle".
Poter ripartire, mettere un piede sul palco "un piccolo passo per me ma un grande passo per l'umanità", dice ridendo, è importante "visto che il mio cuore malandrino mi ha tradito proprio mentre stavo per ripartire dopo la pandemia". Poi il pensiero va a sua moglie e ai suoi 3 figli, in particolare al cucciolo di casa, Leone Paolo, nato il 6 febbraio "lo stesso giorno di Bob Marley, per questo 'The Lion'". E con la voce increspata dalla tenerezza aggiunge: "Devo pensare anche a loro e non solo al pirla e al selvaggio che sono dentro, visto che per me farei già un concerto heavy metal domani sera".