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Il ritorno solista di Gary Kemp: "Gli Spandau non mi mancano, qui c'è tutta la mia verità"

Foto @Joe Magowan 
Il 16 luglio arriva sulle piattaforme 'Insolo', l'album che riporta in orbita l'ex chitarrista della band simbolo degli anni 80: "Adesso canto cose in cui credo"
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Nella vita di soddisfazioni Gary Kemp se n'è tolte molte. Al successo ottenuto in tutto il mondo con gli Spandau Ballett, si è aggiunta anche la soddisfazione di essere uno degli autori più acclamati del pop, con brani diventati classici proprio con gli Spands, come True o Through the barricades o Gold, e il riconoscimento come musicista che ha avuto quando Nick Mason lo ha scelto per far parte della band che lo accompagna quando ripropone dal vivo i pezzi storici dei Pink Floyd degli esordi. A 61 anni Kemp potrebbe ben dire di essere soddisfatto, e invece...

Invece a 61 anni il musicista e autore inglese scommette tutto su se stesso e "esordisce" con un album solista, intitolato appunto Insolo, che arriverà su tutte le piattaforme il prossimo 16 luglio. Non è il suo primo album solista, c'era già stato un episodio 25 anni fa, Little Bruises, ma le esperienze, la maturità, la crescita di questi anni, permettono a Kem…

Nella vita di soddisfazioni Gary Kemp se n'è tolte molte. Al successo ottenuto in tutto il mondo con gli Spandau Ballett, si è aggiunta anche la soddisfazione di essere uno degli autori più acclamati del pop, con brani diventati classici proprio con gli Spands, come True o Through the barricades o Gold, e il riconoscimento come musicista che ha avuto quando Nick Mason lo ha scelto per far parte della band che lo accompagna quando ripropone dal vivo i pezzi storici dei Pink Floyd degli esordi. A 61 anni Kemp potrebbe ben dire di essere soddisfatto, e invece...

Invece a 61 anni il musicista e autore inglese scommette tutto su se stesso e "esordisce" con un album solista, intitolato appunto Insolo, che arriverà su tutte le piattaforme il prossimo 16 luglio. Non è il suo primo album solista, c'era già stato un episodio 25 anni fa, Little Bruises, ma le esperienze, la maturità, la crescita di questi anni, permettono a Kemp in questo nuovo album una libertà che nell'occasione precedente non si era concesso. Così Insolo è veramente il suo esordio come "singer songwriter", cantautore se vogliamo dirla all'italiana, non il divo degli Spandau Ballett, non il musicista dei Saucerful of Secrets di Nick Mason, "ma il vero me stesso che, in un modo o nell'altro, non era mai venuto fuori del tutto", ci racconta, "invece questo album è fatto da me, per me, in maniera totale. Quando ho scritto per la band c'era sempre la necessità di piacere agli altri e l'ultimo da accontentare ero io, quando sono sul palco e recito dico delle parole scritte da altri, invece in questo caso ogni cosa è mia, c'è solo la mia verità". Verità che è raccontata nei testi delle canzoni, "che sono nati prima delle musiche, un modo diverso per me di scrivere, non ho mai fatto così con gli Spandau Ballett. Perché avevo bisogno di raccontarmi, di parlare in prima persona, di dare alle canzoni un senso profondo, al di la della musica".

Foto @ Joe Magowan 

Una scelta senza compromessi, dunque.

"Sì, non dovevo fare felice nessuno, posso fare i miei errori senza che nessuno soffra per colpa mia. E poi volevo cantare cose in cui credo. Ho 61 anni, non sono un giovane artista, in un'industria musicale che è fatta essenzialmente per i giovani. Ma so che ci sono tanti della mia età che vorrebbero ascoltare delle canzoni in cui si parla delle cose che sono importanti per loro, per la loro vita, raccontate in maniera onesta da qualcuno che ha la stessa età. Io credo che ci sia spazio per tipi come me per raccontare storie del genere, e ho voluto farlo".

Alla vecchia maniera, con un album e non con una raccolta di singoli...

"Mi piace l'idea di un album vero, completo, un percorso da fare dall'inizio alla fine. E l'esperienza con Mason mi ha anche fatto capire che una canzone non ha una durata standard, che se serve può anche durare sei minuti. È vero, tutto questo è un po' fuori moda, ma mi sento come un vecchio pistolero del west che cerca di trovare un suo ruolo nel nuovo mondo. Faccio quello che amo, lo faccio al meglio, racconto le mie storie e credo che ci sia chi possa volerle ascoltare. Ho fatto tante cose diverse nella mia vita ma ho capito che scrivere musica è il centro della mia esistenza, scrivere queste canzoni è stata una terapia, passare attraverso la quale è stato per me importantissimo".

Canzoni contemporanee che però sono volutamente fuori dal tempo.

"Non ho fatto calcoli scrivendo queste canzoni, ci ho messo dentro tutta la musica che amo, una certa dose di teatralità, le mie passioni. È stato liberatorio poterle scrivere, l'ho fatto quando non c'era nemmeno l'idea di avere un contratto discografico, le ho scritte per me. E ho parlato di quello che mi interessava, perché ho capito che non avevo obbiettivi da raggiungere se non quello di scrivere delle canzoni in grado di rappresentarmi. Sono in un'età in cui ho provato tutto, alti e bassi, ho vissuto gran parte di almeno sette vite, quindi ho qualcosa da raccontare. E anche nei casi in cui non scrivo direttamente di me c'è abbastanza verità, non potrei far cantare queste canzoni a nessun'altro".

La copertina di 'In solo' 

Quindi non le manca l'essere in una band?

"Non mi manca. Ho avuto il piacere di poter scegliere i musicisti con i quali suonare le canzoni che ho scritto, ho firmato questo progetto dall'inizio alla fine e non rinuncerei a questa autonomia per nulla al mondo. Anche questo l'ho imparato da Nick Mason, che dice sempre di aver messo su una band solo con persone con le quali va volentieri a cena".

Un passo importante è anche quello di prendere il ruolo del cantante...

"Mi piace vedermi come cantante, non sono certo un "lead singer" come Tony Hadley, ma ho imparato ad apprezzare la mia voce. Mi piace il fatto che tra me e chi ascolta ci sia un'unica connessione, mi ci è voluto un po' ad abituarmi, quando per anni sei dietro a un cantante come Tony è difficile fare paragoni. Ma ho sempre apprezzato chi canta le proprie cose, anche in una band: negli Who amo Daltrey, ma quando canta Pete Townshend è un'altra cosa...".

Pensa di portare dal vivo le canzoni di questo album?

"Spero di poterlo fare, abbiamo fatto qualche prova che si vede su YouTube, faremo qualche show televisivo, ma non penso che riuscirò a fare un tour, non avrò il tempo, perché dovrò tornare in scena con Nick Mason, il disco l'ho potuto fare perché la pandemia ha bloccato il tour con lui e quindi ho avuto il tempo di lavorarci su. Ma sono contento anche di tornare a suonare con lui, è stato proprio il lavoro fatto con Mason a farmi trovare la sicurezza necessaria per portare a termine questo progetto".