Spettacoli

Mace, un concerto dai tetti a Milano: "Non mi piace giocare facile"

Foto: @ Maria Sang 
Dopo il successo dell'album 'OBE', l'artista ha realizzato un progetto inedito che sarà disponibile dal 5 luglio sul suo canale YouTube: "Il mio piccolo contributo alla rinscita della città"
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Il tetto dell'arco trionfale della Galleria Vittorio Emanuele II di Milano è stato inondato di musica. A farlo, per la prima volta, un'artista, Mace, che è salito sui tetti della città per dar vita ad uno speciale evento, "Mace x Milano" che verrà trasmesso in streaming gratuitamente lunedì 5 luglio alle 21 sul canale YouTube dell'artista. Un concerto, un evento, una performance, una sorta di percorso 'dal tramonto all'alba' che vedrà Mace protagonista assieme a diversi ospiti in tre diversi set ideati dal live media designer Stefano Polli.

Con lui saranno in scena cinque cantanti, Gemitaiz, Rkomi, Colapesce, Venerus, Joan Thiele e tre musicisti, Rodrigo D'Erasmo, Enrico Gabrielli e Danny Bronzini, che daranno vita a cinquanta minuti di musica originale e in gran parte inedita, un'esperienza multimediale che ruota attorno all'ultimo album di Mace, OBE, vuole essere il simbolo evidente della ripartenza della musica e, come sottolinea il musicista, "speriamo sia anche l'ultimo grande concerto senza pubblico". "Sono venuti da me con questa modesta richiesta di utilizzare la terrazza che sovrasta la galleria", ha detto ridendo il sindaco di Milano Giuseppe Sala, "E noi abbiamo detto di sì, per la qualità della proposta e dell'artista, ma anche per dimostrare il nostro impegno a favore del mondo dello spettacolo che ha sofferto tantissimo e che ora ha bisogno di ripartire con slancio. Abbiamo molti giovani in giro per la città, a volte pensiamo che siano anche troppi la sera, e questo accade anche perché non hanno la possibilità di andare nei locali, di sentire musica. E questo non va bene. Ascoltando la parte più giovane della città so che c'è bisogno di ricominciare e lo facciamo da uno dei posti più belli della città. La bellezza delle immagini del concerto spiega molto bene tutto questo".

Registrato negli scorsi giorni, frutto di quattro mesi di intenso lavoro da parte di oltre 50 persone ("che dovevano finalmente poter tornare a lavorare", sottolinea Mace), il concerto sul tetto del producer milanese è stato realizzato da Artist First, con il patrocinio del Comune di Milano e dopo la "prima" il 5 luglio alle 21 resterà disponibile gratuitamente sul canale YouTube dell'artista. Produttore, autore, musicista, Mace (al secolo Simone Benussi) è uno degli artisti più interessanti e originali della scena italiana di oggi, collaboratore di molti dei nomi che hanno segnato gli ultimi anni della musica del nostro paese, da Salmo a Marracash, da Venerus a Ghali, da Fabri Fibra a Ernia. Mace ha conquistato il grande pubblico proprio con OBE, che nel primo weekend dalla pubblicazione è risultato l'album d'esordio più ascoltato al mondo su Spotify, con oltre 25 milioni di stream. Il singolo che ha lanciato l'album, La canzone nostra con Salmo e Blanco, diventato un inno generazionale, è stato per oltre un mese al primo posto della classifica dei singoli più venduti in Italia (FIMI/GfK) ed è certificato triplo platino, con oltre 70 milioni di stream. "Un successo che francamente non mi aspettavo", sottolinea Mace, "mi sembrava un album troppo rap per il pubblico adulto e allo stesso tempo troppo stratificato e complesso per il pubblico più giovane. E invece ha riunito generazioni completamente diverse, dai figli ai padri, dai ragazzini ai sessantenni. E questa è stata per me la soddisfazione più grande".

Foto: @ Francis Delacroix 

Di certo non si aspettava nemmeno di arrivare a Palazzo Marino accanto al Sindaco Sala. È il segnale di un cambiamento, è l'inizio di qualcosa di nuovo anche a livello istituzionale?

"Mi auguro che sia così, non ho la sfera di cristallo, ma di certo per migliorare le cose io do il mio piccolo contributo. Sala mi è sembrato sinceramente coinvolto, spero quindi che qualcosa cambi. Di sicuro per me è un grande orgoglio essere arrivato a questo punto alla mia maniera, perseguendo un progetto artistico e senza cambiare nulla del mio modo di essere e di pensare. Per molti versi è quasi surreale...".

'OBE' segna anche l'esigenza di una maturazione nella nuova scena musicale italiana.

"Sì, per me era una necessità quella di crescere e andare oltre. Ho scoperto che il trucco, però, è quello di fare sempre qualcosa che mi sarebbe piaciuto ascoltare se lo avesse fatto qualcun altro, anche se più difficile o complesso. La musica più semplice serve, è giusto che ci sia, se una persona lavora dodici ore al giorno è anche giusto che quando torna a casa voglia ascoltare musica che ti fa spegnere il cervello. Ma è anche giusto guardare avanti e cercare di fare cose diverse".

Come questo concerto?

"Sì perché saranno 50 minuti molto densi, più della metà dei quali fatti di musica strumentale. Non mi piace giocare facile, ho pensato che potesse essere una cosa interessante uscire dai canoni delle canzoni, fare una live session che sia anche cantata, ma ricca di tanta musica elettronica, anche inedita, nata parallelamente a OBE".

Tutte le sue anime in scena, dunque, quella pop, quella ambient, quella techno...

"Ho voluto toccare tutti gli ambiti, dalla musica più eterea e sospesa nel vuoto alla techno più psichedelica, passando per le canzoni. Tutto convive in un unico flusso sonoro. Ho potuto farlo anche perché avevo a disposizione musicisti eccezionali. Tutto quello che loro hanno suonato è stato filtrato dal vivo dal mio rack, creando effetti curiosi e aprendo nuovi scenari, nei quali una chitarra non suona mai come una chitarra".

Il tutto sui tetti di Milano.

"La mia città, nella quale sono cresciuto e alla quale mi lega un rapporto di amore e odio. Però è stato molto forte, emotivamente, fare questo concerto a casa, mi è sembrato giusto e naturale dare il mio piccolo contributo alla ripartenza della città che mi ha dato la vita".