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Riopy: "Io, Chris Martin e la mia musica 'benedetta'"

Il pianista e compositore francese parla dell'ultimo album 'Bliss', della sua esperienza con le note e dell'incontro con il frontman dei Coldplay che gli ha cambiato la vita
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L'album si intitola Bliss, benedizione e il suo autore, Riopy, pianista e compositore francese tra i più ascoltati al mondo, con oltre 200 milioni di stream, si sente davvero 'benedetto'. Perché la sua musica è una sorta di rivelazione, un modo per scandagliare l'anima, una maniera di mettere insieme desiderio e pace interiore. Obbiettivi 'alti', non c'è dubbio, ma Riopy, con questo nuovo lavoro, riesce ad essere sia profondo che leggero, facile e complesso, in quel territorio affollato che è oggi la musica per pianoforte che, per comodità, definiamo "neo classica".

È un artista di grandissimo successo, che attraverso un incontro fortunato con Chris Martin ha conosciuto la notorietà internazionale, ma per lui, però, suonare è qualcosa di più intenso, di più importante: "La prima volta che ho trovato la musica, torno trent'anni indietro con la memoria"…

L'album si intitola Bliss, benedizione e il suo autore, Riopy, pianista e compositore francese tra i più ascoltati al mondo, con oltre 200 milioni di stream, si sente davvero 'benedetto'. Perché la sua musica è una sorta di rivelazione, un modo per scandagliare l'anima, una maniera di mettere insieme desiderio e pace interiore. Obbiettivi 'alti', non c'è dubbio, ma Riopy, con questo nuovo lavoro, riesce ad essere sia profondo che leggero, facile e complesso, in quel territorio affollato che è oggi la musica per pianoforte che, per comodità, definiamo "neo classica".

È un artista di grandissimo successo, che attraverso un incontro fortunato con Chris Martin ha conosciuto la notorietà internazionale, ma per lui, però, suonare è qualcosa di più intenso, di più importante: "La prima volta che ho trovato la musica, torno trent'anni indietro con la memoria", dice, "è stato per necessità più che per scelta. Potrei dire che la musica per me non è una passione ma un bisogno, come bere o mangiare, anzi suono il pianoforte più di quanto mangio, quando ho registrato Bliss per la verità non ho mangiato per due giorni. Mi concentro molto quando penso alla musica, faccio fatica a fare altro, ragiono su come tirare fuori la mia anima e farla arrivare sui tasti, su come posso ampliare le mie percezioni".

Come raggiungere un diverso livello di coscienza?
"Sì, è così, la parola giusta è proprio coscienza, perché noi siamo coscienza e crescere nella coscienza è l'obbiettivo di ogni artista. E il mio è anche quello di trovare quel momento di 'bliss', di beatitudine, quel luogo interiore in cui sai che tutto è esattamente al posto giusto".

Pensa di esserci riuscito?
"Qualche volta, certamente quando sono dentro alla musica che suono. Non è stato sempre così, ci sono arrivato con il tempo. Quando ero ragazzo, non me ne vergogno, ho fatto di tutto, ho provato di tutto, sostanzialmente perché ero infelice, depresso, sono arrivato sul punto di pensare di farla finita. Ma una volta toccato il fondo ho usato tutto quello che potevo per risalire, e la musica, oltre che la terapia e la meditazione, mi ha aiutato tantissimo. Ma so che non posso suonare 24 ore su 24 e quindi ho dovuto trovare altro, cambiare il mio modo di pensare, avere nuove abitudini. Quando cambi modo di pensare alcuni credono che tu sia diventato pazzo, ma trovi anche molti nuovi amici".

Sono in tanti, oggi, a creare musica per pianoforte, è una tendenza, sta diventando anche una moda?
"Non posso rispondere per gli altri, io so perché lo faccio. Quando ho iniziato, nel 1983, di certo non era di moda come oggi, adesso sono in tanti a farlo e io penso sia molto bello. Suonare il piano è come praticare yoga, c'è chi lo fa per le ragioni giuste e chi no, se parti per le ragioni sbagliate di certo non troverai mai il posto giusto per te. L'obiettivo è suonare il pianoforte e trovare il tuo dono, non siamo tutti uguali, ognuno ha la sua strada, e va bene così".

Lei è anche stato fortunato, l'incontro con Chris Martin dei Coldplay ha cambiato le cose...
"Sono stato molto fortunato. Ero stato invitato a un evento di moda a Londra. Chris Martin era tra il pubblico e a quanto pare ha apprezzato quello che ho suonato quella sera. Quindi ha chiesto al mio manager come potesse aiutarmi, e lui scherzando gli ha risposto: 'Magari con un pianoforte', perché all'epoca non avevo un mio piano. Chris ha risposto: 'Lascia che glielo compri'... così ho ricevuto un pianoforte da Chris Martin. Nessuno era mai stato così gentile con me nella mia vita, è stato un gesto fantastico, incredibile. Ma ho 37 anni, non sono giovane, ci è voluto tempo per arrivare, e di certo ho spinto la mia fortuna. Cerco sempre qualcosa, cerco la verità, quello che non posso vedere ma sentire, alcuni lo chiamano dio, altri coscienza, io tutt'e due. Amo cercare attraverso la musica il mio posto nel mondo. Cerco di essere positivo, per me e per gli altri".

E il successo?
"È ovvio che io voglio successo perché faccio il musicista, ma so dentro di me che non conta poi tanto. Se faccio quello che amo sono contento, la felicità accade ora e qui, quando pensi al futuro o al passato diventi depresso, quando pensi a quello che non hai non sei contento. Io non voglio di più, non mi interessa, e oggi essendo un padre, sono fortunato di avere abbastanza per una buona vita per me e per i miei cari".