Gigi D'Alessio torna in tour. "Pianoforte e voce, per cantare di nuovo con voi"
di Ernesto Assante , di Ernesto Assante“Lo dicono tutti, so che sembra un’ovvietà ma tornare a incontrare il pubblico dopo tutto questo tempo è davvero una grandissima emozione”. Gigi D’Alessio ha finito le prove del suo nuovo tour, il primo dopo la pandemia, che debutta stasera, 9 luglio, all’Auditorium Parco della Musica di Roma. E’ “elettrico”, divertito, vivace, pronto a rientrare in pista. E in una maniera del tutto nuova: “Incontrare il pubblico in questo caso è la parola giusta, perché la capienza dei concerti è limitata e farò uno spettacolo completamente diverso, da solo, con il pianoforte e le tastiere. Niente fuochi d’artificio, niente effetti speciali, tanta musica e tanta intimità”.
Una dimensione più da cantautore che da entertainer.
“E’ vero, più da cantautore, con le canzoni spogliate, prese così come sono nate. Ma c’è anche una parte in cui suono …
“Lo dicono tutti, so che sembra un’ovvietà ma tornare a incontrare il pubblico dopo tutto questo tempo è davvero una grandissima emozione”. Gigi D’Alessio ha finito le prove del suo nuovo tour, il primo dopo la pandemia, che debutta stasera, 9 luglio, all’Auditorium Parco della Musica di Roma. E’ “elettrico”, divertito, vivace, pronto a rientrare in pista. E in una maniera del tutto nuova: “Incontrare il pubblico in questo caso è la parola giusta, perché la capienza dei concerti è limitata e farò uno spettacolo completamente diverso, da solo, con il pianoforte e le tastiere. Niente fuochi d’artificio, niente effetti speciali, tanta musica e tanta intimità”.
Una dimensione più da cantautore che da entertainer.
“E’ vero, più da cantautore, con le canzoni spogliate, prese così come sono nate. Ma c’è anche una parte in cui suono le tastiere, un po’ più mossa, elettronica, tanto per dare uno schiaffo a chi rischia di addormentarsi. Scherzi a parte, è proprio un’esperienza diversa, sarà ricca di parole. L’idea di comunicare con il pubblico è essenziale, si torna davvero a stare insieme solo se si comunica senza trucchi e senza inganni. In questo senso non nego che la parte più difficile sia quella della scaletta, scegliere quali canzoni cantare”.
E come lo sta facendo?
“Ancora non lo so bene. Ho preparato quattro medley, due con le canzoni napoletane e due con i brani in italiano. Poi ci sono le hit storiche, e ancora, le canzoni che penso siano giuste per questo momento. Tante cose, insomma”.
Conoscendola, ci sarà anche spazio per l’improvvisazione.
“Certo, improvviso sempre molto, la scaletta la preparo e poi ogni sera faccio quello che me dice a’ capa. La dimensione di questi concerti, io e il pianoforte, me lo permette: il piano per me è come un giubbotto antiproiettile, mi consente di espormi ai rischi. Non avrò problemi a capire il clima della serata e cambiare strada, fare cose che non erano in programma, come mi viene. Anche perché non so quale tipologia di pubblico verrà ad ascoltarmi. Navigherò a vista. E poi ho anche un Gigi D’Alessio nuovo da proporre, quello dei miei due ultimi album, le cose fatte con i rapper. Sarà come avere due cantanti diversi in scena, uno che canta in italiano e uno che lo fa in napoletano. Dovrò saper bilanciare le due cose a seconda delle città e delle serate”.
Lei è abituato a grandi teatri, palazzetti, stadi. Come sarà avere davanti un pubblico piccolo e attento?
“Ma io ho una grande esperienza. Ho fatto i matrimoni, ho cantato a lungo davanti a duecento, trecento persone, non ho paura del contatto diretto, anzi: mi stimola. Quando hai uno show costruito sai già quello che devi fare; qui invece dovrò reagire in base al clima che si crea ogni sera, vedere se la gente parteciperà, se vorrà cantare. Di solito ai miei concerti l’unico che non canta sono io…”.
Riconquistare una dimensione più “ristretta” accadrà a tutti i suoi colleghi, questa estate. Pensa che si tornerà indietro o alcune cose, come questa, resteranno?
“Tornare a fare concerti per un pubblico ristretto è una conquista che non nega la possibilità di fare cose grandi. Quel che conta è ricominciare, soprattutto per i tecnici che lavorano con noi e che così a lungo sono rimasti fermi. Sarà come riprendere la strada dal principio, so che dovrò riconquistare il pubblico sera dopo sera. Una bella prova del nove”.
E poi?
“Mi aspetta la nuova stagione di The Voice Senior, dopo il grande successo della prima edizione. Poi spero che si riesca a portare il tour nei palazzetti e dovremmo chiudere tutto allo Stadio San Paolo di Napoli il 18 giugno del prossimo anno. Per adesso però partiamo con questo tour. Sarà come andare a trovare i parenti dopo una lunga assenza: faremo festa”.