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Piero Pelù torna sul palco: "Tante preoccupazioni per i concerti ma per i festeggiamenti degli Europei nessun controllo"

Il rocker fiorentino con la sua band il 14 luglio a Brescia, poi a Milano, Molfetta, Roma: "Mi sono commosso mentre provavo 'Gigante' per il tour: stiamo uscendo dal tunnel"
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Il rock torna nelle strade e sarà Piero Pelù ad accendere la miccia della nuova esplosione musicale. Lo ha già fatto, in realtà, pochi giorni fa in una 'data zero' a Marostica, ma l'apertura vera e propria del Gigante Live, il nuovo tour del rocker fiorentino e della sua band, sarà il 14 luglio a Brescia, per proseguire poi a Milano, Molfetta, Roma, e poi ancora in tutta Italia fino a settembre, con due date in un solo giorno a Verona, il 2 settembre.

Con lui ci saranno  Alessandro "Finaz" Finazzo (chitarrista della Bandarbardò e da tempo fedele militante rock con Pelù), il potentissimo Luca "Luc Mitraglia" Martelli alla batteria, Dado "Black Dado" Neri, solidissimo al basso e Francesco "Felcio" Felcini al controllo dei suoni e degli effetti speciali. Non sarà un tour come tutti gli altri, non è stata 'normale' nemmeno la prova generale a Marostica, "do…

Il rock torna nelle strade e sarà Piero Pelù ad accendere la miccia della nuova esplosione musicale. Lo ha già fatto, in realtà, pochi giorni fa in una 'data zero' a Marostica, ma l'apertura vera e propria del Gigante Live, il nuovo tour del rocker fiorentino e della sua band, sarà il 14 luglio a Brescia, per proseguire poi a Milano, Molfetta, Roma, e poi ancora in tutta Italia fino a settembre, con due date in un solo giorno a Verona, il 2 settembre.

Con lui ci saranno  Alessandro "Finaz" Finazzo (chitarrista della Bandarbardò e da tempo fedele militante rock con Pelù), il potentissimo Luca "Luc Mitraglia" Martelli alla batteria, Dado "Black Dado" Neri, solidissimo al basso e Francesco "Felcio" Felcini al controllo dei suoni e degli effetti speciali. Non sarà un tour come tutti gli altri, non è stata 'normale' nemmeno la prova generale a Marostica, "dove mi sono commosso, ho avuto le lacrime agli occhi, non mi era mai successo", ci dice Pelù, "Mentre provavamo Gigante l'emozione mi ha letteralmente catturato, mi è venuto un groppo alla gola. Sentivo mentre suonavamo che si stava uscendo fuori dal tunnel in cui siamo finiti, non pensavo di potermi emozionare ancora così.

Quindi, ancora una volta, cambia tutto?

"Cambia tutto ma non cambia l'energia, la forza, la voglia di esserci. Faremo una scaletta misurata apposta per questo tour, divisa in quartine di pezzi, due crescendo per due volte diverse, con pezzi medi, più veloci e poi forti, che permetterà a tutti di godersi ogni sfaccettatura delle mie canzoni, dalle ballate intime e psichedeliche fino ai pezzi veloci e tosti, tutto il ventaglio delle emozioni possibili. E con la massima attenzione alla sicurezza del pubblico. Per altro, se posso, non si capisce perché per i concerti ci sono tante preoccupazioni quando la sicurezza è andata letteralmente a puttane nella serata di festeggiamenti per gli Europei, non si capisce proprio...".

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Beh, il rock è naturalmente musica da assembramento, quindi qualche rischio c'è...

"Ma da noi i rischi sono estremamente calcolati, e non da me ma dai regolamenti che sono stati studiati per permettere alla gente di partecipare senza problemi. La gente non si risparmia in entusiasmo, a Marostica si sono alzati sulle sedie, restando ai loro posti, si riesce a fare tutto, in maniera diversa. Era ora che si potesse ricominciare, lo dico anche da spettatore, amo andare in giro a vedere i concerti degli altri, il teatro, cinema, le mostre, tutto serve da stimolo umano e creativo, quindi sono ultra felice che si siano riaperte queste 'porte della percezione'".

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La pandemia le ha permesso anche di fare cose diverse, come quella di scrivere un romanzo.

"Di necessità virtù, dalle nuove necessità nascono nuovi progetti. Uno si era interrotto, all'indomani di Gigante a Sanremo, ma riprende adesso e nel frattempo la canzone è cresciuta, è diventata una bomba atomica. Ma è vero, questa pandemia mi ha permesso di fare altro, sperimentare cinema, teatro, romanzo, la mia reazione è stata estremamente positiva e creativa. Ma quello che è successo attorno è stato terribile e non lo dimenticherò mai. Come non dobbiamo dimenticare i drammi che continuano, come quello dei 440 operai licenziati in tronco con una mail dalla multinazionale inglese GKN a Campi Bisenzio, queste sono le vere tragedie che i governi devono saper ancora affrontare".

Il libro è nato da una necessità dunque.

"Sì, necessità di sopravvivenza. Dopo Sanremo e l'uscita dell'album tutto è imploso, rischiavo di impazzire, ma la scrittura del romanzo, Spacca l'infinito, mi ha aiutato tantissimo, avevo tempo e modo per ricordare tutte le storie della mia famiglia, un romanzo che parte dalle trincee della Prima Guerra Mondiale di mio nonno Mario e arriva fino ai giorni nostri. E alla fine è tutto legato, il mio antimilitarismo, l'essere contro le armi, contro le regole rigide, deriva proprio alla terribile esperienza di mio nonno nella guerra".

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Scaletta nuova, quindi molte cose resteranno fuori...

"Questa composizione di scaletta ha funzionato a Marostica di brutto, ci speravo, è stata strepitosa, fantastica. La scelta dei pezzi, tra 180 dei Litfiba e gli 80 della mia carriera solista è letteralmente impossibile. Comunque stavolta ci saranno canzoni che non suonavo da decenni, come Re del silenzio, riarrangiata come una vera ballata, c'è La preda, la canzone più antica dei Litfiba, alla quale però ho aggiunto un ritornello nuovo, una sorpresa. Può sembrare strano che possa nascere un ritornello nuovo per una canzone che ha tanti anni, invece è proprio il senso della continuità, dell'energia che lega tutte le canzoni, anche quelle di progetti profondamente diversi, il mio e quello dei Litfiba. Mi inorgoglisce, c'è un filo rosso che lega tutto".

Piero Pelù 

Cosa riserva il futuro di Piero Pelù?

"Ci riserva tanto impegno, non solo nella musica e nell'arte ma anche sul fronte ambientale. Quello del  cambiamento climatico è un problema che in Italia non ancora percepito come in altri paesi del nord Europa. Mi impegno nel cercare di debellare il cancro delle plastiche usa e getta, e delle emissioni nocive, una grande grande lotta che porto avanti anche con il tour e che va al di la della musica. Poi si scriveranno ancora canzoni, tra poco uscirà un singolo, quello per film di Amendola I cassamortari, per il quale ho anche realizzato la colonna sonora con Valerio Carboni. E poi c'è il Dante rock con Cazzullo, esperienza pazzesca che porteremo in tour nei teatri d'inverno. Insomma, ho una vita piena. Anzi, ho tante vite...".