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Amy Winehouse, la divina che non ha eredi: dieci anni senza la voce del tormento e della verità

Il 23 luglio del 2011 moriva a Londra l'artista di straordinario talento che ha interpretato senza errori il "copione" della vita perduta
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Il pop al femminile non è più lo stesso da quando Amy Winehouse è a scomparsa, esattamente dieci anni fa. Con lei è per ora scomparso un certo modo di far musica, molto legato alla libertà espressiva, alla vita, e assai poco al mercato e alle sue tendenze. Senza di lei sembra passato in secondo piano il cantare i sentimenti, mettere in scena la verità, affrontare le canzoni senza filtri o schemi. Senza di lei molta, troppa, della vita cantata nelle canzoni non sembra più vera.

Amy Winehouse: il video con Tony Bennett

Retorica? Forse, ma provate a riascoltare oggi Love is a losing game e mettetela a confronto con il maggior numero possibile di brani contemporanei e vedrete che la distanza, nella stragrande maggioranza dei casi, è abissale. E il bello è che, a differenza di altre vicende finite in dramma, quello che rendeva Amy Winehouse unica e diversa non erano i suoi ecces…

Il pop al femminile non è più lo stesso da quando Amy Winehouse è a scomparsa, esattamente dieci anni fa. Con lei è per ora scomparso un certo modo di far musica, molto legato alla libertà espressiva, alla vita, e assai poco al mercato e alle sue tendenze. Senza di lei sembra passato in secondo piano il cantare i sentimenti, mettere in scena la verità, affrontare le canzoni senza filtri o schemi. Senza di lei molta, troppa, della vita cantata nelle canzoni non sembra più vera.

Amy Winehouse: il video con Tony Bennett

Retorica? Forse, ma provate a riascoltare oggi Love is a losing game e mettetela a confronto con il maggior numero possibile di brani contemporanei e vedrete che la distanza, nella stragrande maggioranza dei casi, è abissale. E il bello è che, a differenza di altre vicende finite in dramma, quello che rendeva Amy Winehouse unica e diversa non erano i suoi eccessi, non era il suo dramma, non era la vita difficile o la disperazione, gli amori falliti o l’insicurezza. Era la sua incredibile, meravigliosa, irraggiungibile leggerezza. Quella che trovava quando andava in studio a cantare, quella che, quando riusciva a mettere a tacere i suoi fantasmi, la “possedeva” quando andava in scena, quando la sua libertà diventava totale e non c’erano ex mariti, genitori, discografici, falsi amici o spacciatori a cercare di farla tornare sulla terra, dove soffriva, viveva male, esagerava, sfuggiva a ogni ragionevole compromesso con se stessa, dritta verso la sua terribile e prevedibile fine.

Il “copione” della vita perduta lo ha sfortunatamente interpretato senza errori, ma oggi, a riascoltare i suoi unici due album, Frank e Back to black, o a rivedere alcuni dei suoi più bei concerti, era proprio quando sfuggiva alle regole della perdizione che brillava di luce propria, una spanna sopra tutte le sue colleghe, brava al punto di far cambiare rotta, per un po’ di anni, a tutte le voci femminili arrivate dopo di lei.

Ma la sua eredità è già andata in gran parte perduta. In circolazione sono rimaste solo le imitazioni: della sua libertà, della sua ricerca di verità, del suo saper mescolare il jazz, il soul, il reggae e il pop in un unico stile, in bilico tra il “vintage” e il futuribile, sono rimaste solo poche tracce sparse. Ma le sue canzoni, proprio perché non databili, non catalogabili, difficili da etichettare, sono ancora tra noi, le amiamo incondizionatamente, sappiamo ancora distillarne l’essenza quando le ascoltiamo. Sono ancora in grado di farci sorridere o piangere, di rompere il monotono scorrere delle nostre giornate con una scossa di emozione e di verità. E la sua voce è ancora in grado di parlare al nostro cuore, usando lo strumento della canzone e il linguaggio della musica, splendidamente immateriale, inafferrabile, eterna.

La ricorderemo ancora, arriveranno due nuovi documentari, Reclaiming Amy di Mark Savage, via BBC, e Amy Winehouse & me: la storia di Dionne, su MTV, con la testimonianza di Dionne Bromfield, "figlioccia" della cantante. Arriveranno altri libri, come quello dell’amico Tyler James, La mia Amy, arriveranno altre canzoni, come ha annunciato il padre, ma saranno ancora quelle dei suoi due unici album a farla viaggiare nel tempo, a farla conoscere alle nuove generazioni, a perpetuare la sua leggenda e a far vivere la sua musica.