Eric Clapton, gli anni difficili del suo esordio solista
di Andrea Silenzi , di Andrea Silenzi"Clapton is God", si leggeva su un muro appena ditro l'angolo di una delle sale concerto più celebri e frequentate di Londra. Era appena passata la metà degli anni 60 e Eric Clapton, all'epoca chitarrista dei Cream, era una rockstar rispettata e ammirata. A leggere le cronache recenti, con il chitarrista lanciato in incaute dichiarazioni sul Covid e i vaccini, sembrano passate ere geologiche da quai giorni in cui il suo blues elegante aleggiava maestosamente su Londra.
Dopo la fine dei Cream, che si lasciarono tra litigi e incomprensioni, Clapton aveva continuato a inseguire la chimera dei supergruppi con i Blind Faith, accanto a Ginger Baker e a Steve Winwood. Poi riprovò con Delaney & Bonnie e infine (alla fine del 1970) con Derek & The Dominoes, con cui incise Layla, uno dei suoi brani più celebri.
Ma alla fine dei favolosi anni 60, vissuti comunque a cento all'ora, l'inquietudine e la necessità di trovare…
"Clapton is God", si leggeva su un muro appena ditro l'angolo di una delle sale concerto più celebri e frequentate di Londra. Era appena passata la metà degli anni 60 e Eric Clapton, all'epoca chitarrista dei Cream, era una rockstar rispettata e ammirata. A leggere le cronache recenti, con il chitarrista lanciato in incaute dichiarazioni sul Covid e i vaccini, sembrano passate ere geologiche da quai giorni in cui il suo blues elegante aleggiava maestosamente su Londra.
Dopo la fine dei Cream, che si lasciarono tra litigi e incomprensioni, Clapton aveva continuato a inseguire la chimera dei supergruppi con i Blind Faith, accanto a Ginger Baker e a Steve Winwood. Poi riprovò con Delaney & Bonnie e infine (alla fine del 1970) con Derek & The Dominoes, con cui incise Layla, uno dei suoi brani più celebri.
Ma alla fine dei favolosi anni 60, vissuti comunque a cento all'ora, l'inquietudine e la necessità di trovare un equilibrio umano e artistico iniziarono a farsi sentire. "Per vent'anni sono stato un caso disperato - ha raccontato tempo fa - il mio drink tipico era una birra speciale con vodka. La bevevo perché mi sembrava di bere una lager e invece era tutt'altro". Nel tentativo di ritrovare un punto di equilibrio, Clapton decise di affrontare un esordio da solista che testimoniasse la sua inedita attenzione verso una forma canzone di stampo più americano e 'rootsy'.
A Eric Clapton, che uscì nell'agosto del 1970, parteciparono grandi stelle della scena rock internazionale tra cui Delaney & Bonnie, Leon Russell e Stephen Stills. Quello che all'epoca venne trattato con un po' di sufficienza dalla critica era in realtà un disco che conteneva alcuni gioielli come After midnight di JJ Cale (l'autore di Cocaine, autentico idolo di Clapton), Blues power e Let it rain, che gli consentirono per la prima volta di scalare le classifiche con brani a suo nome. Il disco viene ristampato il 27 agosto in una versione deluxe in digitale, in un box di 4 cd e lp, con tanto di versioni outtake e alternative e di altre rarità.
Per tutti gli anni 70 la sua carriera solista visse di alti e bassi, tra album memorabili come 461 Ocean Boulevard (che conteneva la sua cover di I shot the sheriff di Bob Marley) e cadute di stile. La sua dipendenza da droga e alcol andò avanti ancora a lungo, al punto che alla fine degli anni Novanta confessò di aver picchiato e maltrattato più volte la sua ex moglie Pattie Boyd a causa delle sostanze: si separarono nel 1988. Pattie per lui aveva lasciato George Harrison: Layla era dedicata a lei.
Nel 2022 Clapton tornerà a esibirsi in Italia: il 18 maggio a Milano e il 20 e 21 a Bologna.