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Eurovision song contest 2022, Roma fuori dai giochi

I Maneskin nella sala stampa dell'Eurovision Song Contest festeggiano la vittoria 
Si restringe la scelta per la città che ospiterà la manifestazione il prossimo anno. Dopo l'esclusione della capitale ne rimangono in lizza cinque: Bologna, Milano, Pesaro, Rimini e Torino
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Sono Bologna, Milano, Pesaro, Rimini e Torino le cinque città in lizza nel rush finale della gara per la scelta della città ospiterà l’Eurovision Song Contest 2022. Ad annunciarlo è Il Resto del Carlino. Roma, dunque, è fuori. 

Il 23 maggio, la sindaca Virginia Raggi aveva promosso la candidatura della capitale con un tweet all'indomani del trionfo dei Maneskin: "Quella dei Maneskin è stata una vittoria fantastica. Roma orgogliosa dei suoi ragazzi. L'anno prossimo l'Italia ospiterà l'Eurovision Song Contest 2022. Roma è il palcoscenico perfetto per rilanciare la sfida".

Ma, evidentemente, la commissione incaricata di scegliere la città adatta …

Sono Bologna, Milano, Pesaro, Rimini e Torino le cinque città in lizza nel rush finale della gara per la scelta della città ospiterà l’Eurovision Song Contest 2022. Ad annunciarlo è Il Resto del Carlino. Roma, dunque, è fuori. 

Il 23 maggio, la sindaca Virginia Raggi aveva promosso la candidatura della capitale con un tweet all'indomani del trionfo dei Maneskin: "Quella dei Maneskin è stata una vittoria fantastica. Roma orgogliosa dei suoi ragazzi. L'anno prossimo l'Italia ospiterà l'Eurovision Song Contest 2022. Roma è il palcoscenico perfetto per rilanciare la sfida".

Ma, evidentemente, la commissione incaricata di scegliere la città adatta all'evento è stata di parere diverso e la band romana non avrà il piacere di esibirsi nella propria città. 

La visita alle location

Secondo fonti vicine al dossier, nei giorni scorsi una rappresentanza dell’EBU (European Broadcasting Union) e della Rai, ha visitato le sei location prese in considerazione per ospitare l’evento. Due per Bologna (il Padiglione 37 di BolognaFiere e il Pala Alpitour a Calasecchio di Reno) e una per le altre città: la Vitifrigo Arena per Pesaro, l’area Fiera per Rimini, dove era presente anche il sindaco Andrea Gnassi, e il Pala Alpitour per Torino.

Per quanto riguarda Milano, la prima scelta del Comune sembra essere rimasta quella del Palazzo delle Scintille e, al momento, non ci sarebbero conferme di un sopralluogo anche al Forum di Assago.

La gioia del sindaco di Pesaro

"La nostra città si gioca il rush finale con Milano, Torino, Bologna e Rimini - annuncia il sindaco di Pesaro Matteo Ricci in un post su Facebook - Erano 17 le città che hanno manifestato interesse per ospitare il prestigioso evento musicale. È Una gioia apprendere oggi che il comune di pesaro è entrato di diritto nel rush finale delle 5 città in lizza per raggiungere questo grande obiettivo. Proveremo a giocarci tutte le nostre importanti carte, credendoci con determinazione fino in fondo".

Delle 17 città che avevano manifestato interesse a ospitare l’Eurovision 2022, solo 11 hanno poi inviato il dossier dettagliato della propria candidatura. Ora con un’ulteriore scrematura si è giunti alle attuali 5 città. Sarebbero quindi, definitivamente fuori dai giochi Acireale, Alessandria, Genova, Palazzolo Acreide, Sanremo, ma soprattutto la capitale Roma. Ma, a ben guardare, la scelta ruoterebbe solo su tre città.

I requisiti per ospitare l’Eurovision Song Contest

Le città candidate devono obbligatoriamente possedere alcuni requisiti per poter ospitare lo show. Per ora non è dato sapere cosa ha portato all'esclusione della capitale, ma l'elenco delle richieste è molto chiaro e dettagliato.

Le città che intendono candidarsi, devono avere un aeroporto internazionale a non più di 90 minuti dalla città. Oltre 2 000 camere d’albergo nella zona vicina all’evento. Un’infrastruttura (stadio/sede/centro) in grado di ospitare una trasmissione in diretta su larga scala con alcuni requisiti minimi.

La struttura deve essere al coperto, dotata di aria condizionata secondo gli standard vigenti e ben perimetrabile; avere una capienza di 8.000 - 10.000 spettatori nella sala principale durante l’evento (che corrisponda al 70 per cento della capienza massima prevista per i normali concerti, prendendo in considerazione le specifiche esigenze di Eurovision per palco e produzione). Essere dotata di un’area principale che possa ospitare un allestimento e tutti gli altri requisiti necessari a realizzare una produzione di alto livello con altezze disponibili di circa 18 metri, in particolare, con buone capacità di carico sul tetto, e facile accesso al carico.

Inoltre deve avere una struttura logistica intorno all’area principale che supporti le esigenze della produzione dello show quali: infrastrutture per la sicurezza, un centro stampa per mille giornalisti, un’area per le delegazioni (artisti) che includa i camerini, strutture per il personale ed uffici, un’area per l’hospitality, servizi per il pubblico come toilettes e punti per la vendita di cibo e bevande ecc.;

Disporre di aree a raso e di facile accesso contigue ed integrate nel perimetro dell’infrastruttura per il supporto tecnicologistico di 5.000 metri quadri; essere disponibile esclusivamente per 6 settimane prima dell’evento, 2 settimane durante lo spettacolo (che si svolgerà a maggio) e una settimana dopo la fine dell’evento per lo smontaggio.

La scelta si restringe

In base ai criteri sopra elencati, le città che avrebbero maggiori possibilità di farcela sono Bologna, Milano e Torino. Tutte e tre superano i requisiti minii richiesti dall’EBU, sia per quanto riguarda la capienza delle location scelte, che per i trasporti pubblici per arrivarci, per l’ospitalità e i collegamenti internazionali (con Milano che può contare addirittura su ben tre aeroporti a meno di 50 minuti).

La Rai, in accordo con l’European Broadcasting Union, sceglierà la città ospitante a breve, tra la fine di agosto e l’inizio di settembre. C'è da capire se la scelta verrà influenzata o meno anche dalla presenza di centri di produzione Rai, che sono presenti solo a Milano e Torino.