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J-Ax, dentro il suo mondo 'Surreale': "Dopo il Covid sono cambiato. Provo un pesante odio per i no vax"

L'artista milanese presenta il disco 'ReAle' in versione 'repack' e, dunque, 'Surreale': otto nuovi brani, tante collaborazioni e un linguaggio 'duro': "Quando rappo torno ventenne testa di ca**o. Fedez? Su Salmo ha ragione"
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Surreality show. Ecco cos'è il nuovo-vecchio disco di J-Ax. ReAle doveva uscire in una versione repack, come va di moda adesso: qualche arrangiamento rifatto, un paio di canzoni nuove e via andare. Solo che i pezzi nuovi qui dentro sono addirittura 11, segno di una felicità e continuità di ispirazione che ha anche un aspetto negativo, nel senso che sono questi tempi balordi e surreali a stimolare la creatività del rapper (ma la definizione è riduttiva, visto come gioca con pop, elettronica, reggae, country).

La copertina di 'Surreale' 

Tempi balordi anche per lui: in primavera ha avuto il Covid in forma pesante, «ho saputo della malattia il giorno stesso dell'annuncio del disco di platino. Un mese tra fortissimi dolori che mi hanno lasciato due cose. Primo, un altrettanto pesante odio verso i no vax con cui al momento non ho voglia di dialog…

Surreality show. Ecco cos'è il nuovo-vecchio disco di J-Ax. ReAle doveva uscire in una versione repack, come va di moda adesso: qualche arrangiamento rifatto, un paio di canzoni nuove e via andare. Solo che i pezzi nuovi qui dentro sono addirittura 11, segno di una felicità e continuità di ispirazione che ha anche un aspetto negativo, nel senso che sono questi tempi balordi e surreali a stimolare la creatività del rapper (ma la definizione è riduttiva, visto come gioca con pop, elettronica, reggae, country).

La copertina di 'Surreale' 

Tempi balordi anche per lui: in primavera ha avuto il Covid in forma pesante, «ho saputo della malattia il giorno stesso dell'annuncio del disco di platino. Un mese tra fortissimi dolori che mi hanno lasciato due cose. Primo, un altrettanto pesante odio verso i no vax con cui al momento non ho voglia di dialogare, ma al massimo di stirarli in auto. Secondo una regressione da ateo a religioso, nel senso che sono tornato a recitare quelle preghierine imparate da bambino, il Padre nostro, l'Ave Maria e l'Angelo custode».

Ma J-Ax non è così provocatorio solo nelle interviste. Basta ascoltare le canzoni. A esempio Stronzy, che riassume l'Italia del virus con sconforto: “Ne usciremo più stronzi convinti di essere eroi”. Un'altra, I film di Truffaut, è dedicata proprio ai suoi colleghi che ostentano citazioni colte e intellettualoidi solo per darsi un tono quando parlano coi giornalisti, poi scrivono canzoni infarcite di banalità d'amore. Un brano diretto, dal testo crudo e maleducato (“Ho perso il treno aspettando Godot. Quando rappo torno ventenne testa di ca**o e ho sempre ragione soprattutto quando sbaglio”). E incarna bene una delle due anime del disco, e in fondo di J-Ax, «quella greve» (sorvoliamo su alcune descrizioni intime sessuali sparse in varie canzoni).

L'altra è quella «family friendly», ben spiegata ad esempio da Sono un fan (“Tu non lo diresti ma io sono fan di Gaber, ma pure delle storie che fa Dj Khaled. Di Umberto Eco, però, io non so una frase. La mia filosofia di base l’ho presa da Guerre stellari con le spade laser”) prodotto da Merk & Kremont, con sonorità e atmosfere alla Max Pezzali, e d'altronde negli anni Novanta il nostro era un adolescente. «La sola coesione tra queste due anime sta in me e nella mia voce. D'altronde Surreale non è un album,è più una raccolta di canzoni, come usava una volta e come sta tornando di moda grazie allo streaming».

Poi certo, parlare con J-Ax è sempre di grande soddisfazione, perché non nega mai un risposta su qualunque tema. Caso Salmo: «La penso totalmente come Fedez e come chiunque abbia senno. Non è che se abbiamo sbagliato con gli assembramenti per gli Europei dobbiamo sbagliare ancora. Perdipiù mi sono sentito un fesso a rispettare le regole e a non fare i concerti. Tornerà il tempo, ma non è ancora ora». A proposito di concerti, ReAle si era meritato un concerto al Forum di Assago, il 19 settembre 2020, poi rinviato al 6 marzo 2021 e quindi al 20 giugno. Infine annullato per ovvi motivi. Ebbene, J-Ax ha fatto quel che non si fa mai: ha fatto rimborsare i biglietti integralmente e materialmente, non con coupon. «Alcuni colleghi mi hanno telefonato furibondi per avergli fatto fare figuracce in una situazione simile. Non faccio nomi, ma ognuno fa come crede, so che sono un privilegiato, e mi pareva giusto. Devo ringraziare il promoter che mi è venuto dietro, dando indietro i soldi di 9.500 biglietti».

Capitolo Milano, la città alla cui anagrafe è registrato dal 1972 col nome di Alessandro Aleotti: «È stata rovinata dalla gente cool, che prende una cosa e la fa diventare mainstream, rovinando il gusto di tuti. I quartieri ora sono tutti uguali, zeppi di hamburgerie che vendono hamburger orrendi, posso dirlo io, avendo una moglie americana, eppure ci sono più hambrugherie che a Boston. Per tacere del poke, ma quanto ne mangiano i milanesi? Voterò Sala, in mancanza di meglio».

E il politicamente corretto, che – basta ascoltare Surreale – non pratica: «Nei testi dico quel che voglio. In generale la mia regola è “se non sei non dire quella parola”. Cioè solo chi è di colore può dire la parola che inizia per “enne”, solo chi è gay può usare la parola che inizia con “f”. Ribellarsi al politicamente corretto come hanno fatto Pio e Amedeo è sbagliato».

Con Jake La Furia 

Il resto si può scoprire in Surreale, dove spiccano 4 collaborazioni: Ermal Meta (Un Tera di felicità), Francesco Sarcina (Che classe), Federica Abbate (Canzone country) e Jake La Furia (la hit estiva Salsa). In più, chi comprerà il disco in versione fisica riceverà anche il vinile di J-Axonville – Uncool and proud, album punk rock che Ax si è autoprodotto e ha regalato a tutti gli amici. Un lavoro nato come puro piacere personale che riflette la sua anima più ribelle e dissacrante. Anzi, l'anima ancor più ribelle e dissacrante. Evidentemente esiste un J-Ax oltre J-Ax.