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(foto di Fabio Serino) 

Notte della Taranta, torna il pubblico e si riaccende la festa

A Melpignano mille spettatori hanno assistito al concerto con Madame, Al Bano, Il Volo, che sarà trasmesso il 4 settembre su Rai 1
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Definirli insoliti è poco, ma la Taranta è abituata ad accettare visitatori estremi. Il maestro concertatore Enrico Melozzi dirige imbracciando una chitarra elettrica al posto della bacchetta, e insinua brutali fragranze rock nell'universo della pizzica: la maestra concertatrice Madame è una meraviglia di stupore, alla scoperta di questo mondo, lei diciannovenne in un evento che di anni ne compie 24, e nei tre pezzi che canta e danza insieme ai musicisti e danzatori che sono il cuore di questa manifestazione, traduce e inventa, riscrive insieme a loro la hit Marea, aggiunge parole ai testi della tradizione in Dici ca nu me voi, e trasmette l'euforia della scoperta, la viviamo insieme a lei, ed è una delle emozioni più forti di questa serata, anche in senso simbolico, per quello che significa, e per quello che può voler dire spingere verso la nuova musica il messaggio del ragno, la divinità zoomorfa che avvelena ma induce a un pr…

Definirli insoliti è poco, ma la Taranta è abituata ad accettare visitatori estremi. Il maestro concertatore Enrico Melozzi dirige imbracciando una chitarra elettrica al posto della bacchetta, e insinua brutali fragranze rock nell'universo della pizzica: la maestra concertatrice Madame è una meraviglia di stupore, alla scoperta di questo mondo, lei diciannovenne in un evento che di anni ne compie 24, e nei tre pezzi che canta e danza insieme ai musicisti e danzatori che sono il cuore di questa manifestazione, traduce e inventa, riscrive insieme a loro la hit Marea, aggiunge parole ai testi della tradizione in Dici ca nu me voi, e trasmette l'euforia della scoperta, la viviamo insieme a lei, ed è una delle emozioni più forti di questa serata, anche in senso simbolico, per quello che significa, e per quello che può voler dire spingere verso la nuova musica il messaggio del ragno, la divinità zoomorfa che avvelena ma induce a un processo di liberazione.

(foto di Fabio Serino) 
Libertà è stata la la parola d'ordine di questa edizione che tutti potranno vedere su Rai 1 il 4 settembre, in un formato necessariamente più televisivo di quanto vorrebbe il lato sciamanico del rito. Certo, ci voleva una bella dose di fantasia per mettere insieme Enrico Melozzi e Madame come maestri concertatori da una parte e Al Bano, narratore e ospite musicale, e infine il Volo dall'altra. Segno di una Taranta sempre più ecumenica, aperta a tutto, anche alla semplice sopravvivenza, essendo tempi durissimi per la musica, e tanto più per un evento che viveva la sua infuocata gloria nella travolgente condivisione di un rito antico, proiettato nella contemporaneità.

(foto di Fabio Serino) 
Vero è che ormai la presa del ragno è indistruttibile, 24 anni di vita gli hanno dato una personalità a cui tutto deve piegarsi, e così Al Bano ha recitato soprattutto il suo orgoglio di appartenenza, il Volo ha cantato in griko-salentino Kali Nifta. Insomma chiunque arrivi, com'è giusto, finisce per rendere omaggio alla insuperabile forza di questa terra e al suo folklore capace di bucare le censure dell'omologazione culturale.

(foto di Fabio Serino) 
Melozzi ha lavorato molto bene, trovando un equilibrio maestoso tra l'elettricità del suo gruppo, l'orchestra sinfonica, i tamburelli e le voci dell'Orchestra Popolare, Madame ha regalato il brivido del futuro.

(foto di Fabio Serino) 
Avevamo lasciato la piazza di Melpignano l'anno scorso in una surreale condizione di deserto poetico, un palco luminoso che sembrava un faro nel nulla, privato del suo indispensabile e partecipe pubblico. Quest'anno si è fatto un passo avanti. Ci sono mille spettatori, poco per una manifestazione che radunava oceani di persone, ma è tutto quello che ci si poteva permettere. A chiudere la serata una versione con testo aggiornato di Fimmene Fimmene, altro inno della manifestazione giustamente dedicata al ricordo struggente di Daniele Durante, il direttore arristico della manifestazione da poco scomparso, nella speranza che finalmente l'anno prossimo i possedimenti della Taranta tornino a essere quelli di migliaia e migliaia di anime.