Quell'amore complicato tra arte e hip hop: da Drake a Kanye West fino a Jay-Z, così la musica si completa
di Ernesto Assante , di Ernesto AssanteQuello tra arte e rap è un rapporto storico, lungo e profondo, a partire dalle radici stesse della cultura hip hop, da quella lunga striscia di graffiti che ha colorato muri, metropolitane, angoli bui e grandi condomini fin dalla fine degli anni Settanta ad oggi. Ed è un rapporto che nel corso del tempo si è arricchito di invenzioni, ipotesi, sperimentazioni su fronti diversi. L’ultimo capitolo è proprio di ieri, in occasione dell’uscita del nuovo album di Drake, Certified lover boy. La copertina dell’album, statica sull’account ufficiale di Drake, animata invece su Apple Music, è firmata dall’artista inglese Damien Hirst, ed è composta da 12 emoji di donne incinte. Immagine che al primo sguardo sempre banale, gli emoji sono quelli che abitualmente vediamo sui nostri smartphone, in realtà portano con se il richiamo a due altre opere di Hirst, prima di tutto la serie Spot, fatta letteralmente di puntini…
Quello tra arte e rap è un rapporto storico, lungo e profondo, a partire dalle radici stesse della cultura hip hop, da quella lunga striscia di graffiti che ha colorato muri, metropolitane, angoli bui e grandi condomini fin dalla fine degli anni Settanta ad oggi. Ed è un rapporto che nel corso del tempo si è arricchito di invenzioni, ipotesi, sperimentazioni su fronti diversi. L’ultimo capitolo è proprio di ieri, in occasione dell’uscita del nuovo album di Drake, Certified lover boy. La copertina dell’album, statica sull’account ufficiale di Drake, animata invece su Apple Music, è firmata dall’artista inglese Damien Hirst, ed è composta da 12 emoji di donne incinte. Immagine che al primo sguardo sempre banale, gli emoji sono quelli che abitualmente vediamo sui nostri smartphone, in realtà portano con se il richiamo a due altre opere di Hirst, prima di tutto la serie Spot, fatta letteralmente di puntini colorati dipinti su tela che l’artista inglese ha realizzato in diecimila copie accompagnate ognuna da un NFT digitale, molto simile nell’impianto; ma potrebbe anche essere un richiamo a The virgin mother, una statua femminile in oro, argento e bronzo, alta dieci metri, che Hirst realizzò nel 2005, in tre esemplari che furono esposti nel nel cortile di Lever House a New York, all’esterno della Royal Academy di Londra e al Porto di Fontvieille a Monaco. Non si dovrebbe trattare dell’unica opera di Hirst per Drake, visto che sull’account DrakeRelated è stata pubblicata una foto dell’opera che è sulla cover dell’album accompagnata da una didascalia che recita "1 of 2 by Damien Hirst", il che dovrebbe indicare che ci sarà un’altra versione della copertina o addirittura un secondo lavoro dell’artista inglese per Drake.
Anche per il nuovo album di Kanye West, Donda, uscito qualche giorno fa, era stata scelta un’opera d’arte, in questo caso un dipinto su carta di Louise Bourgeois, artista francese scomparsa nel 2010 che ha realizzato nella sua carriera molte opere al rapporto con la madre, intitolato Femme. Il disco di West, fin dal titolo, è infatti dedicato a sua madre, scomparsa nel 2007. Ma l’opera della Bourgeois è stata ufficialmente la copertina del disco per poco, ovvero solo per la presentazione che West ha fatto il 22 luglio scorso, poi l’immagine è stata sostituita, per motivi sconosciuti, da un semplice riquadro nero.
Il rapporto tra l’arte contemporanea e gli artisti della musica nera delle ultime leve è stato negli ultimi anni molto ricco e interessante. In alcuni casi si è trattato di un rapporto diretto, come quello di Frank Ocean con il fotografo Wolfgang Tillmans, che ha realizzato il bellissimo scatto che è sulla copertina di Blond del 2016, rapporto complesso visto che Tillmans alla fine della collaborazione ha pubblicamente detto che lavorare con Ocean è stato un “incubo”.
In altri casi il rapporto è stato del tutto indiretto, come quello tra Drake e James Turrell, i cui “campi percettivi totali” sono stati ampiamente citati dall’artista afroamericano nel video del suo più grande successo, Hotline bling.
Di vera e propria collaborazione invece si tratta tra l’artista italiana Vanessa Beecroft e Kanye West, che hanno lavorato assieme sia per la performance realizzata dall’artista per la presentazione di 808 & Heartbreak nel 2008, che per il film, oltre trentacinque minuti, diretto dalla Beecroft per il brano di West Runaway. E West ha lavorato negli scorsi anni anche con George Condo e con Takashi Murakami.
E interessante è stata anche la relazione, breve, che si è instaurata nel 2013 tra Jay-Z e Marina Abramovic, quando il rapper ha, con il consenso della Abramovic, riadattato la sua performance The artist is present nel suo clip Picasso baby, relazione finita in polemica quando l’artista ha accusato Jay-Z di averla “usata”.