Nuovo album e tour: il ritorno dei Faces
di Ernesto Assante , di Ernesto AssanteCi sono band che hanno fatto la storia per proprio conto, altre che, invece, pur segnando con il loro successo una parte importante della storia del rock, hanno concesso ai loro componenti di avere successo dopo lo scioglimento del gruppo. È questo il caso dei Faces: tutti i membri della band nata nel 1969, dopo lo scioglimento degli altrettanto celeberrimi Small Faces (dei quali faceva parte Steve Marriott) sono diventati in un modo o nell’altro leggendari negli anni seguenti alla fine del gruppo nel 1975.
Rod Stewart ha fatto in tempo a diventare addirittura Sir, Ronnie Wood è entrato nella famiglia reale dei Rolling Stones, Kenny Jones ha sostituito niente di meno che Keith Moon negli Who, Ian McLagan è stato un session man i cui servigi sono andati ad arricchire il lavoro di decine di musicisti (non ultimi Bob Dylan e Bruce Springsteen), e Ronnie Lane è stato uno dei più grandi autori e musicisti del rock inglese. McLagan e Lane non sono p…
Ci sono band che hanno fatto la storia per proprio conto, altre che, invece, pur segnando con il loro successo una parte importante della storia del rock, hanno concesso ai loro componenti di avere successo dopo lo scioglimento del gruppo. È questo il caso dei Faces: tutti i membri della band nata nel 1969, dopo lo scioglimento degli altrettanto celeberrimi Small Faces (dei quali faceva parte Steve Marriott) sono diventati in un modo o nell’altro leggendari negli anni seguenti alla fine del gruppo nel 1975.
Rod Stewart ha fatto in tempo a diventare addirittura Sir, Ronnie Wood è entrato nella famiglia reale dei Rolling Stones, Kenny Jones ha sostituito niente di meno che Keith Moon negli Who, Ian McLagan è stato un session man i cui servigi sono andati ad arricchire il lavoro di decine di musicisti (non ultimi Bob Dylan e Bruce Springsteen), e Ronnie Lane è stato uno dei più grandi autori e musicisti del rock inglese. McLagan e Lane non sono più tra noi ma i rimanenti tre, Stewart, Jones e Woods, hanno deciso di provare a far rivivere la leggenda e dopo oltre 40 anni di separazione sono tornati insieme in studio per scrivere e cantare nuovi brani.
Il risultato, come ha annunciato Kenny Jones, sta per arrivare alle nostre orecchie: “Abbiamo realizzato 14 brani, un misto di canzoni nuove molto belle e di brani che non avevamo mai pubblicato e che invece valeva la pena far ascoltare. E dei testi si è occupato Rod”. I tre si erano ritrovati per la prima volta sullo stesso palco dopo tanti anni nell’edizione 2020 dei Brit Awards, suonando dal vivo una bella versione di Stay with me, e all’indomani di quella session hanno iniziato a ragionare sulla possibilità del loro ritorno in studio.
La notizia della reunion, pubblicata dal New Musical Express, ha messo in moto i fan del 'classic rock' e i social di Rod Stewart si sono rapidamente animati con molti commenti incuriositi, e tante affermazioni di grande attesa per un possibile tour della band. “Non sappiamo se faremo un grande e lungo tour”, ha detto Jones, “ma di certo abbiamo deciso di fare alcuni show, a Londra, a New York e magari in qualche altro grande spazio in America”.
Nel frattempo, all’inizio di ottobre, Rod Stewart riprende la sua attività di 'crooner' negli Stati Uniti, con una serie di concerti a Las Vegas, al Colosseo del Cesar Palace, dal 6 al 23 ottobre. L’ultimo album dei Faces è datato 1973, il bellissimo Ooh la la, il canto del cigno di una formazione che tra alti e bassi ha segnato in maniera determinante il suono del rock britannico all’inizio degli anni Settanta.