Sulle piattaforme streaming è boom di musica da vedere
di Ernesto Assante , di Ernesto AssantePer molto tempo il racconto della musica è avvenuto principalmente attraverso i giornali, i libri, la radio, in parte la tv. Certo, ci sono stati episodi clamorosi e storici anche al cinema (basti citare Woodstock di Michael Wadleigh su tutti, ma l'elenco è assai più lungo), ma in generale la "storicizzazione" della musica attraverso film e documentari è stata saltuaria, non sistematica. Le cose stanno cambiando: complice innanzitutto il fattore "generazionale", il fatto che i protagonisti della grande epopea del rock sono diventati anziani e con essi anche gran parte del pubblico che li ha seguiti ed amati in gioventù, sono arrivati e stanno arrivando molti documentari musicali, legati alle gesta, alle vite, alle opere delle star del rock e della musica nera, soprattutto quelli che hanno vissuto le stagioni degli anni Sessanta e Settanta da protagonisti. Altri due fattori importanti hanno portato a questa fioritura di do…
Per molto tempo il racconto della musica è avvenuto principalmente attraverso i giornali, i libri, la radio, in parte la tv. Certo, ci sono stati episodi clamorosi e storici anche al cinema (basti citare Woodstock di Michael Wadleigh su tutti, ma l'elenco è assai più lungo), ma in generale la "storicizzazione" della musica attraverso film e documentari è stata saltuaria, non sistematica. Le cose stanno cambiando: complice innanzitutto il fattore "generazionale", il fatto che i protagonisti della grande epopea del rock sono diventati anziani e con essi anche gran parte del pubblico che li ha seguiti ed amati in gioventù, sono arrivati e stanno arrivando molti documentari musicali, legati alle gesta, alle vite, alle opere delle star del rock e della musica nera, soprattutto quelli che hanno vissuto le stagioni degli anni Sessanta e Settanta da protagonisti. Altri due fattori importanti hanno portato a questa fioritura di documentari musicali: la diffusione delle piattaforme streaming, soprattutto quelle musicali, che con la loro orizzontalità hanno fatto conoscere molta musica "vecchia" a un pubblico giovane, e il lockdown, che ha da una parte costretto la musica, tutta, a esistere solo in streaming, visto il blocco dei concerti, e dall'altra ha spinto sia i vecchi appassionati che i giovani curiosi a cercare nelle piattaforme streaming video non solo film e serie, ma anche contenuti di altro genere.
Così negli ultimi mesi e nelle prossime settimane, sono arrivati e arriveranno molti film, documentari, serie, accanto agli "special" più simili a concerti o comunque palliativi dei live assenti, che hanno riportato il racconto della musica in primo piano, con risultati eccellenti.
Una delle punte di questa ondata, un documentario che definire "bellissimo" e dire poco, è Summer of soul, testimonianza dell'Harlem Cultural Festival che si svolse in diversi fine settimana tra il 29 giugno e il 24 agosto nel cuore di Harlem, in quello che allora era chiamato Mount Morris Parke e che oggi si chiama Marcus Garvey Park. Sei eventi che celebrarono, attraverso la musica, la cultura e l'identità afroamericana, con un cast assolutamente stellare del quale fecero parte Stevie Wonder, Nina Simone, B.B.King, Sly and the Family Stone, i 5Th Dimension, Gladys Knight and The Pips, Mahalia Jackson, gli Staples Singers, Abbey Lincoln e Max Roach, Mongo Santamaria, Sonny Sharrock, i Chambers Brothers e moltissimi altri. Il meglio di ogni forma di black music dell'epoca, soul, blues, jazz, afro, funk, pop. E al loro fianco politici (il reverendo Jesse Jackson, che sul palco ricorda Martin Luther King, ucciso solo un anno prima) o l'allora sindaco di New York, John Lindsay, repubblicano ma liberal, "our blue eyed soul brother", come lo presenta il conduttore e direttore artistico del festival Tony Lawrence.
Le immagini realizzate all'epoca da Hal Tulchin, oltre 50 ore di filmati, non trovarono mai una dimensione televisiva (tranne uno special di un'ora trasmesso in quei giorni) o cinematografica e sono rimaste in uno scatolone in uno scantinato per oltre cinquant'anni. È stato il batterista dei The Roots, Ahmir "Questlove" Thompson a ritrovarle, ritirarle fuori e realizzare questo bellissimo documentario, presentato al Sundance, a Cannes e ora disponibile su Disney+. Due ore di musica, storia, cultura, politica, due ore commoventi, esaltanti, straordinarie, che ci riportano a quell'estate del 1969, quella di Woodstock e dello sbarco sulla Luna, facendoci vedere la realtà da una prospettiva diversa, quella della comunità nera di Harlem, con la sua cultura, i problemi, i sogni e i desideri. Non è un semplice documentario musicale, nonostante la stratosferica ricchezza delle esibizioni, ma un pezzo di Storia.
'1971 L'anno in cui la musica cambiò tutto' - trailer
Alla Storia fa riferimento una serie documentaria intitolata semplicemente 1971, in programmazione su Apple TV+. A firmarla è un grande regista, Asif Kapadia, autore di un altro imperdibile documentario musicale, quello sulla vita e l'arte di Amy Winehouse (Amy - The girl behind the name, disponibile anch'esso su Apple TV+). La storia è quella di un anno incredibile in cui, come dice il sottotitolo della serie, "la musica ha cambiato tutto". Un anno in cui sono usciti alcuni degli album più significativi degli anni Settanta, in cui gli artisti hanno cambiato il loro modo di intendere la musica e l'intrattenimento, in cui la società, quella americana in particolare, alla quale la serie è legata, era attraversata da tensioni fortissime. E tutto questo è raccontato in otto puntate nelle quali musica, società, politica, cultura, sono intrecciati in un racconto segnato dall'arte di Marvin Gaye, Sky Stone, David Bowie, Carole King, Joni Mitchell, Curtis Mayfield, Aretha Franklin, gli Who, Ike & Tina Turner, e moltissimi altri.
Se Summer of Soul e 1971 raccontano la Storia e le storie della musica, McCartney 3, 2, 1 in programmazione su Disney+ è invece un clamoroso approfondimento dell'arte e della musica di Sir Paul e dei Beatles. Tutto molto semplice e spartano: uno studio, un mixer, riprese rigorosamente in bianco e nero, e due persone sole in scena, il produttore e "guru" musicale contemporaneo Rick Rubin, e Paul McCartney, che parlano di musica, ripercorrono in maniera non cronologica le tappe della incredibile avventura musicale di "Macca", dai Beatles ad oggi, riascoltando insieme le canzoni, raccontandone la genesi e lo sviluppo, sezionandole con il mixer facendo in modo di farci ascoltare cose mai ascoltate prima in questa maniera. Sei episodi, abbastanza brevi ma di un'intensità inenarrabile, fatti solo di musica e parole.
Se cercate meno storia e più musica (dei nostri giorni), Disney+ propone anche lo special di Bille Eilish, Happier than ever. A love letter to Los Angeles con Billie Eilish che propone dal vivo, dall'Hollywood Bowl, i brani del suo ultimo album. Se invece sono le storie musicali del passato a interessarvi di più, c'è da aspettare ancora qualche settimana per vedere i due film più attesi della stagione, ovvero il documentario sui Velvet Underground firmato da Todd Haynes, che sarà programmato da Apple TV +, e Get back di Peter Jackson, realizzato con gli storici filmati diretti nel 1970 da Michael Lindsay-Hogg e aggiornato con molti materiali inediti, che arriverà su Disney+ a novembre.
Anche Netflix ha una lunga serie di offerte sullo stesso terreno e una delle più interessanti è Miss Americana, diretto da Lana Wilson e dedicato a ricostruire non solo la carriera di Taylor Swift, ma soprattutto la sua crescita personale e politica, la maturazione dell’artista e della "cittadina", un ritratto bello e intenso che ha ottenuto grandi riconoscimenti nei festival, e in particolare al Sundance, lo scorso anno. Un'ultima segnalazione per due documentari musicali dedicati ad artisti italiani, entrambi su Amazon Prime. Il primo è Ferro, il racconto della maturità di Tiziano Ferro, in un viaggio che lo ha portato attraverso le città che hanno segnato al sua vita, la natia Latina, poi Milano e oggi Los Angeles. L’altro è Famoso, un interessante “storytelling” costruito attorno alla realizzazione dell’omonimo album di Sfera Ebbasta.