Ivano Fossati, i 70 anni di un uomo libero
di Giovanni Gagliardi , di Giovanni GagliardiDieci anni fa ha dato l'addio alle scene (con l'unica eccezione del disco con Mina di due anni fa che porta i loro nomi), ma Ivano Fossati non ha mai abdicato al suo ruolo di intellettuale raffinato, artista schivo e musicista d'eccezione, capace di lasciare il segno nella musica d'autore. Il 21 settembre Fossati compie 70 anni (è nato nel 1951 a Genova, e non si può negare l'influenza che la scuola genovese ha avuto sulla sua formazione) e la sua lezione di "viaggiatore viaggiante" perennemente alla ricerca di nuove rotte e percorsi da inseguire.
Dieci anni fa ha dato l'addio alle scene (con l'unica eccezione del disco con Mina di due anni fa che porta i loro nomi), ma Ivano Fossati non ha mai abdicato al suo ruolo di intellettuale raffinato, artista schivo e musicista d'eccezione, capace di lasciare il segno nella musica d'autore. Il 21 settembre Fossati compie 70 anni (è nato nel 1951 a Genova, e non si può negare l'influenza che la scuola genovese ha avuto sulla sua formazione) e la sua lezione di "viaggiatore viaggiante" perennemente alla ricerca di nuove rotte e percorsi da inseguire.
Ma Fossati non ha scritto solo per sé e ha regalato pezzi di vera poesia anche ad altri: da Un'emozione da poco con cui una 17enne Anna Oxa debuttava all'Ariston nel 1978 a Non sono una signora, manifesto rock di Loredana Bertè datato 1982 (per lei ha prodotto anche diversi album), passando per Pensiero stupendo, portata al successo da Patty Pravo nel 1978.
C'è stata poi la collaborazione con Mia Martini, con la quale ebbe anche una lunga relazione sentimentale dalla quale nacquero brani come E non finisce mica il cielo del 1982, La costruzione di un amore (1978).
Mia Martini canta Ivano Fossati: "E non finisce mica il cielo"
Un ruolo fondamentale lo ha avuto anche nella carriera di Fiorella Mannoia: un sodalizio iniziato nel 1988 quando l'interprete romana portò a Sanremo Le notti di maggio e che passa anche dal grande successo de I treni a vapore.
La sua lezione più importante, forse, è stata quella di riuscire a realizzare la ricetta giusta per trasformare in canto collettivo musiche eleganti ma con testi forti, mescolando pop e poesia, ma sempre in totale indipendenza. "Io sono un uomo libero / Né destra né sinistra / Sogno ancora credendo di pensare / Sogno ancora coi gomiti affacciato alla finestra", scriveva nel brano Io sono un uomo libero, per Adriano Celentano.
Eppure le canzoni di Fossati sono diventate anche inni politici, come La canzone popolare, voluta dall'Ulivo e, appunto, Uomo libero, utilizzata da Democrazia europea di Giulio Andreotti e Sergio D'Antoni.