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Carmen Consoli, il ritorno: "Sono pronta per Sanremo"

Dopo alcuni anni di pausa la cantautrice presenta il nuovo lavoro 'Volevo fare la rockstar'. In un brano parla al figlio: "Non tornerei mai indietro nel tempo a quando non c’era lui"
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Potrebbe essere un sogno riuscito, per una volta. Il ritorno di Carmen Consoli ha il sapore onirico dell'invenzione che attraversa memorie, vite vissute, speranze, che parla ai nostri tempi ma viene da molto lontano. Il nuovo album s'intitola Volevo fare la rockstar e dite voi se questo non è un sogno riuscito. "Ho sempre raccolto dei diari, avevo anche quello di quando andavo dalle Orsoline", racconta con la sua voce che canta anche quando non canta, "e io ero una mancina corretta, ero più lenta perché dovevo scrivere con la destra che non era la mia mano, la sinistra era la mano del diavolo, quindi io ero quella cattivella".

La monella Carmen ne ha fatta di strada e oggi lo racconta: pezzi di vita, ricordi ed emozioni, c'è tutto nello scorrere delle canzoni che sembrano davvero un diario, un estratto di consapevolezze. "Ho sempre con me un registratore, …

Potrebbe essere un sogno riuscito, per una volta. Il ritorno di Carmen Consoli ha il sapore onirico dell'invenzione che attraversa memorie, vite vissute, speranze, che parla ai nostri tempi ma viene da molto lontano. Il nuovo album s'intitola Volevo fare la rockstar e dite voi se questo non è un sogno riuscito. "Ho sempre raccolto dei diari, avevo anche quello di quando andavo dalle Orsoline", racconta con la sua voce che canta anche quando non canta, "e io ero una mancina corretta, ero più lenta perché dovevo scrivere con la destra che non era la mia mano, la sinistra era la mano del diavolo, quindi io ero quella cattivella".

La monella Carmen ne ha fatta di strada e oggi lo racconta: pezzi di vita, ricordi ed emozioni, c'è tutto nello scorrere delle canzoni che sembrano davvero un diario, un estratto di consapevolezze. "Ho sempre con me un registratore, un vecchio Philips e ho ancora le cassette originali Tdk che mi sono avanzate, prendo appunti, mi piace perché vado avanti e indietro, sono abituata, è come scrivere a mano, a volte il telefonino per registrare lo trovo 'camurriuso', antipatico". E sono immagini anche anche molto reali. Per Carmen "volevo fare la rockstar" è molto di più una metafora: "Da piccola mi mettevo sulla tavola della cucina, prendevo un mestolo e facevo finta che fosse un microfono, inventavo che avevo una band, facevo piccoli esperimenti di elettricità, le luci a intermittenza".

È un fiume in piena, bisogna quasi fermarla di tanto in tanto per riportarla alla cronaca, al tema caldo dei concerti in restrizione e ovviamente anche lei parla di cultura sottovalutata - "E invece ne abbiamo bisogno, dopo tutti questi lutti, e poi spesso si dimenticano che la musica è cibo per l'anima, ed è una risorsa economica" - ma anche alla cronaca della carriera, il ritorno dopo qualche anno in cui sembrava sparita: "Eravamo in cucina a lavorare al disco, e arrivò la notizia: Wuhan invasa dal virus e pensammo: non arriverà mai". Le canzoni erano lì già pronte e nel disco ci sono tutte, tranne tre che ha tolto "per fare posto a tre nuove canzoni che mi sembravano più attuali".

Si comincia da Sta succedendo, e parla dell'amore che bussa alle porte e viene a reclamare la sua parte, poi c'è L'aquilone, protagonista un ragazzo che sogna, poi arriva una delle più belle, Una domenica al mare, altro invito ad ascoltare il cuore, talmente convincente da sembrare una tentazione amorosa. In Le cose di sempre si rivolge al figlio, e lei ne parla come evento che ha sconvolto la sua vita: "Oggi dico: quanto vorrei tornare indietro nel tempo e salvare la vita a mio padre che è morto prima della nascita di mio figlio, ma quel momento corrisponde alla nascita di una me che guarda alla vita con l'urgenza di celebrarla in ogni istante. Se potessi tornare indietro nel tempo non vorrei mai prima della nascita di mio figlio, prima non avrebbe senso, non rimpiango nulla".

È tutto molto toccante, come se con gli anni la musica fosse diventata una materia sempre più preziosa, da maneggiare con cura, così importante da affidarle il senso di tutto quello che la riguarda. Come accade nella canzone che dà il titolo al disco, pieno di spezie profumate di memoria e di accenni beatlesiani, e che chiude il viaggio ricordando strofa dopo strofa piccoli e grandi bilanci di vita: "Ho passato la mia vita sognando" spiega. E per finire manda anche un segnale, quando si nomina Sanremo: "Io per il festival sono sempre pronta. In questo sono una vera italiana, il festival lo amo".