Carmen Consoli, il ritorno: "Sono pronta per Sanremo"
di Gino Castaldo , di Gino CastaldoPotrebbe essere un sogno riuscito, per una volta. Il ritorno di Carmen Consoli ha il sapore onirico dell'invenzione che attraversa memorie, vite vissute, speranze, che parla ai nostri tempi ma viene da molto lontano. Il nuovo album s'intitola Volevo fare la rockstar e dite voi se questo non è un sogno riuscito. "Ho sempre raccolto dei diari, avevo anche quello di quando andavo dalle Orsoline", racconta con la sua voce che canta anche quando non canta, "e io ero una mancina corretta, ero più lenta perché dovevo scrivere con la destra che non era la mia mano, la sinistra era la mano del diavolo, quindi io ero quella cattivella".
Potrebbe essere un sogno riuscito, per una volta. Il ritorno di Carmen Consoli ha il sapore onirico dell'invenzione che attraversa memorie, vite vissute, speranze, che parla ai nostri tempi ma viene da molto lontano. Il nuovo album s'intitola Volevo fare la rockstar e dite voi se questo non è un sogno riuscito. "Ho sempre raccolto dei diari, avevo anche quello di quando andavo dalle Orsoline", racconta con la sua voce che canta anche quando non canta, "e io ero una mancina corretta, ero più lenta perché dovevo scrivere con la destra che non era la mia mano, la sinistra era la mano del diavolo, quindi io ero quella cattivella".
È un fiume in piena, bisogna quasi fermarla di tanto in tanto per riportarla alla cronaca, al tema caldo dei concerti in restrizione e ovviamente anche lei parla di cultura sottovalutata - "E invece ne abbiamo bisogno, dopo tutti questi lutti, e poi spesso si dimenticano che la musica è cibo per l'anima, ed è una risorsa economica" - ma anche alla cronaca della carriera, il ritorno dopo qualche anno in cui sembrava sparita: "Eravamo in cucina a lavorare al disco, e arrivò la notizia: Wuhan invasa dal virus e pensammo: non arriverà mai". Le canzoni erano lì già pronte e nel disco ci sono tutte, tranne tre che ha tolto "per fare posto a tre nuove canzoni che mi sembravano più attuali".
È tutto molto toccante, come se con gli anni la musica fosse diventata una materia sempre più preziosa, da maneggiare con cura, così importante da affidarle il senso di tutto quello che la riguarda. Come accade nella canzone che dà il titolo al disco, pieno di spezie profumate di memoria e di accenni beatlesiani, e che chiude il viaggio ricordando strofa dopo strofa piccoli e grandi bilanci di vita: "Ho passato la mia vita sognando" spiega. E per finire manda anche un segnale, quando si nomina Sanremo: "Io per il festival sono sempre pronta. In questo sono una vera italiana, il festival lo amo".