Paolo Conte: "Chissà se l’ispirazione verrà ancora a cercarmi"
di Ernesto Assante , di Ernesto AssanteC'è sempre una prima volta per qualcosa, e così anche per Paolo Conte, 84 anni, è arrivata la prima volta di un concerto in streaming. Il grande cantautore astigiano ha portato in scena la sua musica in un luogo speciale, la Sala di Diana nel cuore della Reggia di Venaria Reale a Torino, per realizzare un concerto esclusivo che arriverà sulla piattaforma streaming di ITsART il 30 settembre alle ore 21 (prezzo 9,90 euro). Un concerto che usa, quindi, le tecnologie di oggi per proporre una musica senza tempo, quella di un cantautore che dagli anni Sessanta a oggi ha costruito un mondo musicale e poetico davvero unico, inconfondibile, carico di fascino e di poesia, in un concerto che, come tutti quelli di Conte, vede insieme musica, poesia, teatro e cinema.
Paolo Conte live at Venaria Reale, il trailer del concerto
C'è sempre una prima volta per qualcosa, e così anche per Paolo Conte, 84 anni, è arrivata la prima volta di un concerto in streaming. Il grande cantautore astigiano ha portato in scena la sua musica in un luogo speciale, la Sala di Diana nel cuore della Reggia di Venaria Reale a Torino, per realizzare un concerto esclusivo che arriverà sulla piattaforma streaming di ITsART il 30 settembre alle ore 21 (prezzo 9,90 euro). Un concerto che usa, quindi, le tecnologie di oggi per proporre una musica senza tempo, quella di un cantautore che dagli anni Sessanta a oggi ha costruito un mondo musicale e poetico davvero unico, inconfondibile, carico di fascino e di poesia, in un concerto che, come tutti quelli di Conte, vede insieme musica, poesia, teatro e cinema.
Paolo Conte live at Venaria Reale, il trailer del concerto
Le piace come il mondo della musica è cambiato? La interessa ancora?
"In verità non mi piace: le 'sostanzè della musica mi sembrano svanite (e anche quelle della poesia)".
Lei è nato nato come autore e diventato cantautore e interprete più avanti negli anni. Oggi quanto conta per lei essere un cantante, un performer, rispetto alla sua dimensione di autore?
"Non mi sono mai sentito un vero cantante. Ogni volta, componendo una canzone nuova, immaginavo che fosse un cantante vero a eseguirla. E nonostante tutto le cose, anche oggi, sono rimaste le stesse".
Che rapporto ha con il pubblico dei suoi concerti? E come pensa sarà nel nuovo mondo digitale?
"Ho da molto tempo un pubblico molto sensibile ai miei concerti. Spero, tuttavia, che nel nuovo mondo digitale non vada perduta questa conquistata complicità (e libertà di scelta individuale)".
Ascolta musica? E se sì, come?
"Alla televisione ascolto molta musica classica su Sky classica Hd. Per il resto, jazz delle origini su cd e lettore auricolare".
"Un po' di cinema magari sì, ma senza una vera sceneggiatura. Questa appartiene alla composizione. Ci sono somiglianze, tra le due arti, nel maneggiare la sintesi. Una canzone che volesse ambire a essere perfetta non dovrebbe durare più di tre minuti. E anche in una canzone credo si possano usare le luci del cinema, gli sguardi del cinema".
Quanto conta l'improvvisazione a un suo concerto? Quanto spazio ha?
"Ben poco. Sono concerti preparati e mandati a memoria. Lascio un po' di spazio ai miei musicisti in qualche sortita solistica. Avviene durante Diavolo rosso. Da un po' di anni nei miei concerti mi concedo di aprire a metà del brano un lungo spazio sopra un accordo fisso in re minore, e in quello spazio alcuni miei musicisti hanno libertà di improvvisazione. Sono momenti di libertà che io regalo a loro e che loro mi restituiscono con un grande virtuosismo e partecipazione. E possono accadere cose diverse, un clarinetto che accenna a Brahms o una citazione di una vecchia canzone americana, dei momenti di musica etnica come di spunti gregoriani. È una condivisione di sentimenti".
"La fatica c'è sempre stata. Ma, risentendo quando, in tanti anni, ho scritto e registrato, non mi sento di rinnegare quasi niente e so che, volendo, c'è ancora qualcosa da scoprire".
Per concludere c'è l'inevitabile domanda sui progetti futuri.
"Chissà se 'l'ispirazione' mi verrà ancora a cercare. Prima scrivevo tutti i giorni, oggi mi piace disegnare. improvvisare. Ma al momento non ho un progetto, ho tante cose nel cassetto e prima o poi dovrò fare ordine".