'Get back', in un libro la storia mai raccontata degli ultimi Beatles
di Ernesto Assante , di Ernesto AssanteLa storia, alle volte, può essere riscritta. Ed è questo il caso degli ultimi mesi di attività dei Beatles, per la precisione quella dei 21 giorni in cui nel gennaio del 1969 i Beatles si lasciarono riprendere dalle macchine da presa di Michael Lindsay-Hogg per quelle che sarebbero diventate le immagini di un film, Let it be, realizzato durante le registrazioni dell'omonimo album. Quel film raccontava di una band divisa, tesa, giunta alla fine della propria storia e, soprattutto, alla fine dei loro rapporti interpersonali, la fine di un'intensa amicizia e di una clamorosa affinità creativa che li aveva portati in cima al mondo.
Quella storia oggi viene raccontata in un'altra maniera, non solo dal film che Peter Jackson ha realizzato u…
La storia, alle volte, può essere riscritta. Ed è questo il caso degli ultimi mesi di attività dei Beatles, per la precisione quella dei 21 giorni in cui nel gennaio del 1969 i Beatles si lasciarono riprendere dalle macchine da presa di Michael Lindsay-Hogg per quelle che sarebbero diventate le immagini di un film, Let it be, realizzato durante le registrazioni dell'omonimo album. Quel film raccontava di una band divisa, tesa, giunta alla fine della propria storia e, soprattutto, alla fine dei loro rapporti interpersonali, la fine di un'intensa amicizia e di una clamorosa affinità creativa che li aveva portati in cima al mondo.
Quella storia oggi viene raccontata in un'altra maniera, non solo dal film che Peter Jackson ha realizzato usando oltre 55 ore di filmati dell'epoca e 120 ore di registrazioni dalle sessioni, ma anche da un libro che viene pubblicato da Mondadori in questi giorni, intitolato come il film, di oltre sei ore, che verrà presentato su Disney + il 25, 26 e 27 novembre prossimi, in tre serate diverse, ovvero Get back. Il libro è una testimonianza bellissima di una storia diversa, in cui John, Paul, George e Ringo sono ancora i "fab four", hanno ancora la voglia di divertirsi e suonare insieme, sono ancora amici, nonostante le evidenti tensioni, nonostante i diversi desideri di ognuno di loro, nonostante la band comunque fosse davvero arrivata al capolinea.
Get back è il secondo libro ufficiale dei Beatles, realizzato quindi con la collaborazione diretta di Paul McCartney e Ringo Starr e di Yoko Ono e Olivia Harrison: il primo fu The Beatles Anthology, realizzato quando la band si riunì per la prima volta dopo lo scioglimento avvenuto nel 1970. Sfogliarlo è come fare un viaggio nel tempo, permette di tornare indietro e seguire, per filo e per segno, le sedute di registrazione di Let it be, attraverso i testi ricavati dai nastri e le foto, mai pubblicate prima, realizzate da Ethan A. Russell e Linda McCartney.
È come guardare i Beatles dal buco della serratura mentre lavorano insieme, si possono scoprire curiosità, provare a capire le dinamiche del gruppo, comprendere alcune delle tensioni che portarono allo scioglimento ma ancora di più capire, o provare a capire, come i Beatles creavano i loro capolavori, leggendo le trascrizioni delle loro chiacchiere, dei loro confronti, degli scherzi e delle idee che giravano nella testa di John, Paul, George e Ringo durante le tre settimane della registrazione agli studi di Twickenham e in quelli di Abbey Road, comprese le chiacchiere e le immagini di quello che, sul tetto di Savile Row, sarà il loro ultimo concerto dal vivo. Il libro è commovente, divertente, e forse davvero, come dicono le note di copertina, "definitivo", perché permette leggere e vedere quello che fino a oggi nessuno aveva letto e visto, tra momenti di noia e di divertimento, tra errori e liti, tra improvvisazione e perfezionismo. E come dice Hanif Kureishi nell'introduzione del libro, ci permette di accostarci ai Beatles in un "momento estremamente produttivo per loro, durante il quale hanno creato alcuni dei loro pezzi migliori".