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Roger Taylor: "Un nuovo album dei Queen? Solo se davvero buono"

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Il batterista pubblica il lavoro solista 'Outsider' e ricorda gli anni gloriosi con la band: "Abbiamo registrato un brano insieme al cantante Adam Lambert, vedremo..."
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L'Atlantico con il suo incessante respiro è il protagonista di Outsider, il nuovo album solista di Roger Taylor, il batterista dei Queen. Quando la pandemia ha imposto uno stop al tour mondiale con la band, Taylor ha deciso di chiudersi nel suo studio privato per scrivere nuove canzoni. Ne sono nati brani in cui ha riflettuto sulla sua vita. Il suono delle onde che ha ascoltato e visto infrangersi sugli scogli di fronte alla sua villa in Cornovaglia, durante l'isolamento, apre il disco e torna a farsi ascoltare di tanto in tanto nell'album, scritto e suonato dal polistrumentista Taylor.

Un disco di riflessioni.
"È così. In questa strana e brutta situazione in cui ci siamo ritrovati, ho avuto il tempo per riflettere sulla mia vita. Non sapere cosa ci aspettasse, né quando tutto questo sarebbe finito, ci ha messo in uno stato d'animo fatto di paure. A ben vedere è stato anche un buon punto di partenza per alcune delle canzoni dell…

L'Atlantico con il suo incessante respiro è il protagonista di Outsider, il nuovo album solista di Roger Taylor, il batterista dei Queen. Quando la pandemia ha imposto uno stop al tour mondiale con la band, Taylor ha deciso di chiudersi nel suo studio privato per scrivere nuove canzoni. Ne sono nati brani in cui ha riflettuto sulla sua vita. Il suono delle onde che ha ascoltato e visto infrangersi sugli scogli di fronte alla sua villa in Cornovaglia, durante l'isolamento, apre il disco e torna a farsi ascoltare di tanto in tanto nell'album, scritto e suonato dal polistrumentista Taylor.

Un disco di riflessioni.
"È così. In questa strana e brutta situazione in cui ci siamo ritrovati, ho avuto il tempo per riflettere sulla mia vita. Non sapere cosa ci aspettasse, né quando tutto questo sarebbe finito, ci ha messo in uno stato d'animo fatto di paure. A ben vedere è stato anche un buon punto di partenza per alcune delle canzoni dell'album, a cominciare da Isolation che ho scritto proprio durante il primo lockdown. La marea è stata l'unica costante in mezzo a tanta incertezza, sapevo che a quella certa ora sarebbe tornata. Ho pensato che fosse non solo il mio unico confronto con il mondo esterno ma anche l'unico conforto: posizionato a inizio album, il brano Tides ha il compito di creare la giusta atmosfera".

(foto di Yoshiko Horita) 

Non mancano pezzi più rock, ma ha un mood molto calmo.
"L'album è molto riflessivo, faccio dei bilanci. Per quanto può è anche un disco ottimistico, come a dire che nonostante tutto ciò che può accadere, non bisogna aver paura. Ho ripreso Journey's end che ho scritto quattro anni fa immaginando la fine del mio viaggio in questa vita. I know I know I know fa il bilancio di una relazione, c'è un uomo che si scusa con sua moglie, o con la sua fidanzata, per tutto il male che le ha fatto, per il suo comportamento sbagliato nel corso degli anni".

Nel brano che dà il titolo all'album, Outsider, ripete spesso la frase "è ora di vincere". Qual è il motivo?
"È dedicata a quelli che si sentono lasciati in disparte. Ribalto il punto di vista di quelli che definiscono una persona "perdente" solo perché timida o riservata. Tanti subiscono questi attacchi, a me è capitato a scuola, magari solo perché non mi piaceva partecipare ai giochi di squadra. Anche noi dei Queen all'inizio siamo stati degli outsider, abbiamo dovuto lottare per riuscire a trovare il nostro spazio e affermarci".

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Doveste attendere il terzo album per avere successo e un vero riconoscimento.
"Per quanto mi riguarda, credo che nei primi due album io stessi ancora imparando come si scrivono le canzoni, con il terzo le cose hanno cominciato ad andare nel verso giusto. Parlando della band, beh... sì, c'è voluto del tempo per raggiungere un livello migliore nell'interazione tra noi e per la qualità del suono. Io poi sono sempre stato interessato ad alzare il nostro livello di rock'n'roll, portando influenze diverse".

Lei ha scritto molte canzoni di successo nei Queen, quali preferisce?
"Potrei ovviamente dire Radio Ga Ga, ma anche These are the days of our lives o Say it's not true (il primo singolo con il cantante Paul Rodgers, ndr), mi piacciono molto".

(foto di Xavier Vila) 

Under Pressure non è nella lista?
"Non è tra le preferite, anche se sono orgoglioso di averla scritta con David Bowie a New York".

È noto che avete registrato una nuova canzone per i Queen. È in arrivo anche un nuovo album?
"Abbiamo registrato un nuovo brano con Adam Lambert a Nashville ma non l'abbiamo ancora terminato. È molto buono e ci piacerebbe finirlo. Vorremmo realizzare un album ma dev'essere davvero buono, non possiamo permetterci di fare un disco che non sia all'altezza dei Queen".

Ha anche detto che tornerebbe a lavorare sull'album e "se gli altri due si decidono io ci sarò". Intendeva anche John Deacon?
"Impossibile. John ha preso la sua decisione e non è dell'idea di tornare indietro. Non gli piace stare in mezzo alla gente, di chiunque si tratti. Per questo lo lasciamo libero di starsene da solo e lui lascia a me e a Brian il compito di decidere per i Queen e di tenerne vivo il nome. Del resto anche lui è contento, visto che riceve puntualmente la parte di soldi che gli spetta".

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È vero che lei venne contattato dai Genesis che la volevano come batterista?
"Sì, accadde quando Anthony Phillips lasciò la band e prima che Phil Collins diventasse il loro batterista. Io però amavo più il rock che il progressive e mi ero già appassionato alle cose dei Queen. I Genesis erano bella gente, siamo rimasti molto amici".

Il suo album è l'avvisaglia di un nuovo disco dei Queen o la ripartenza della sua carriera solista?
"Non lo so. Al momento sono in tour in Inghilterra dove ho molto seguito. Ma attendo di riprendere il tour con i Queen e il prossimo anno ci aspetta una data anche in Italia, a Bologna. Con la 'nave madre', come la chiamiamo tra noi".

La copertina dell'album Outsider