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Maneskin: "Ecco 'Mammamia', una canzone contro gli stereotipi sugli italiani"

Il nuovo singolo della band romana: "L'abbiamo scritto in poche ore dopo la vittoria all'Eurovision". Presentazione in collegamento con tutta Europa da uno dei club simbolo del punk di Berlino 
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“Questo si chiama marketing”, dice ironico nel fuorionda Damiano dei Maneskin rivolgendosi al resto della band alla fine della conferenza stampa internazionale per il lancio del nuovo singolo Mammamia, in collegamento dal club SO36 di Berlino, il locale fondato nel 1978 nel quartiere di Kreuzberg che negli anni Ottanta divenne uno dei centri della cultura punk rock, frequentato anche da Iggy Pop e David Bowie. I Maneskin ci hanno suonato ieri sera dal vivo, in collegamento con altri club europei.

La battuta ironica di Damiano è il suggello a un incontro con la stampa in cui le decine di domande inviate da 200 giornalisti da tutta Europa “sono state filtrate per raggrupparle in macrotemi”. Con il risultato che il conduttore, il tedesco Markus Kavka, le ha interpretate a modo suo, smussandone spesso gli angoli. Prima del finale, e dunque anche prima del commento di Damiano fuori onda, il cantante quasi riferendosi a quanto era successo nella mezz’or…

“Questo si chiama marketing”, dice ironico nel fuorionda Damiano dei Maneskin rivolgendosi al resto della band alla fine della conferenza stampa internazionale per il lancio del nuovo singolo Mammamia, in collegamento dal club SO36 di Berlino, il locale fondato nel 1978 nel quartiere di Kreuzberg che negli anni Ottanta divenne uno dei centri della cultura punk rock, frequentato anche da Iggy Pop e David Bowie. I Maneskin ci hanno suonato ieri sera dal vivo, in collegamento con altri club europei.

La battuta ironica di Damiano è il suggello a un incontro con la stampa in cui le decine di domande inviate da 200 giornalisti da tutta Europa “sono state filtrate per raggrupparle in macrotemi”. Con il risultato che il conduttore, il tedesco Markus Kavka, le ha interpretate a modo suo, smussandone spesso gli angoli. Prima del finale, e dunque anche prima del commento di Damiano fuori onda, il cantante quasi riferendosi a quanto era successo nella mezz’ora precedente aveva voluto prendere la parola per lanciare un messaggio: “Vorrei dire ai giornalisti italiani: ci mancate!”. Il quadro, con il fuori onda, sarà completo.

La copertina di 'Mammamia' 

Mamma mia è il loro nuovo singolo, uscito nella notte, che già a partire dal titolo ironizza sugli stereotipi che nel mondo definiscono gli italiani. “L’abbiamo scritta subito dopo aver vinto all’Eurovision” dice Damiano, “avevamo pochi giorni per realizzarla in studio ma fortunatamente è uscita fuori in poche ore. Di solito quando va così è positivo, e infatti ci ha dato l’idea che potesse funzionare”. Registrata in presa diretta, rende la gioiosità e l’adrenalina del momento magico succeduto alla vittoria. Victoria ne sottolinea l’aspetto ludico: “Non ci prendiamo troppo sul serio, è una canzone scherzosa, la vittoria è stata una scossa di adrenalina, un momento in cui ci arrivavano tanti stimoli e per questo eravamo molto ispirati, sicuramente tutto questo si è trasferito nel brano”.

“Dopo l’Eurovision ci sono successe molte cose che abbiamo voluto trasferire in questo brano” le fa eco Damiano, “a cominciare dal fatto che non sono mancate le critiche, magari anche per come ci muoviamo sopra e sotto il palco, il fatto che ci divertissimo evidentemente dava fastidio a qualcuno. Nel testo spiego che noi siamo hot perché siamo italiani, è una risposta ironica anche a chi pretende di dettare le regole agli altri. Anche nella vita sessuale c’è chi considera strane cose che noi consideriamo del tutto normali”. Il titolo sembra uno di quegli stereotipi sui quali la canzone vuole ironizzare: “Si può intendere come un’espressione di sorpresa per ciò che stai facendo ma serve anche a ironizzare su uno dei tanti stereotipi che circondano noi italiani”.

Victoria sottolinea che la band preferisce scrivere le cose che canta “perché ci sentiremmo strani a cantare cose che scrivono gli altri”. Damiano affronta la questione ancora una volta ironico: “Io sono una specie di diva e non lascerei mai agli altri il piacere di scrivere per me”. Il loro ruolo di band giovane con un successo travolgente e ormai planetario è un bel segnale per il rock: “Penso proprio che il rock stia tornando”, dice Victoria, “molti tra i nostri fan ma anche molti tra i nostri amici per imitarci stanno comprando chitarre, bassi e batteria, è una cosa folle ma anche molto bella”.

Apprezzati dalla comunità lgbt+ perché, come dice Damiano “ci sono stati diversi feedback, in molti ci dicono che li abbiamo aiutati in famiglia e con gli amici, e questo è più importante di tanti premi e riconoscimenti, i Maneskin resistono però all’idea di diventare modelli per la loro generazione. Dice Victoria: “Noi vogliamo dare la migliore versione di noi stessi, ma non abbiamo modelli né vogliamo esserlo per nessuno. Stiamo solo facendo ciò in cui crediamo. E fuori dal palco smettiamo di essere rocker, separiamo la vita vera dalla vita artistica, è un lavoro che amiamo ma è soltanto un lavoro. Nella vita di ogni giorno facciamo quello che fanno i nostri amici, che sono rimasti gli stessi di prima”.

Infine, commentano il sold out in 2 ore per le date del tour europeo della prossima estate: “Non ce lo aspettavamo, è stato folle”, commenta Victoria “e non vediamo l’ora di suonare al Circo Massimo davanti a 80 mila persone. La scorsa estate nei festival europei c’è stata grande energia, dopo che per tutto l’anno non avevamo potuto suonare. Il nostro sogno ora è poter arrivare in America perché anche se abbiamo tanto seguito sui social anche negli Stati Uniti, solo andarci a suonare ci darebbe la vera dimensione di cosa sta succedendo”. Prima dell’estate, dopo averli visti sul palco a Parigi per il concerto di Global Citizen (“era importante esserci per il messaggio contro il cambiamento climatico ma anche per stare insieme a tanti artisti importanti”, osserva Damiano), entro l’anno i Maneskin torneranno in concerto il 14 e il 15 dicembre al Palazzo dello Sport di Roma e il 18 e il 19 dicembre al Mediolanum Forum di Assago.