'Madame X', Madonna incarna se stessa ma stavolta non riesce a superarsi
di Ernesto Assante , di Ernesto AssantePartiamo da un presupposto: un artista che vuole essere definito tale deve essere completamente libero di esprimersi come vuole, senza cedere ad altro che non alla propria creatività, alle proprie idee, alla propria voglia di rappresentarsi pubblicamente attraverso la propria arte, i propri spettacoli, le proprie performance. Quindi è difficile criticare Madame X, il film dello show che Madonna ha proposto a Lisbona nel 2020 e che da ieri è approdato su Mtv (Sky 130) ed è in streaming su Now TV, dimenticando che la star americana potrebbe, volendo, fare quello che fa la stragrande maggioranza dei divi pop che hanno superato la metà della propria vita e che da qualche tempo non producono successi, ovvero fare concerti “best of”, costruiti con grande dispendio di spettacolarità, mandando in sollucchero i fan e faticando poco o nulla. E invece, a dispetto oltretutto del grande insuccesso dell’album omonimo (entrato al primo post…
Partiamo da un presupposto: un artista che vuole essere definito tale deve essere completamente libero di esprimersi come vuole, senza cedere ad altro che non alla propria creatività, alle proprie idee, alla propria voglia di rappresentarsi pubblicamente attraverso la propria arte, i propri spettacoli, le proprie performance. Quindi è difficile criticare Madame X, il film dello show che Madonna ha proposto a Lisbona nel 2020 e che da ieri è approdato su Mtv (Sky 130) ed è in streaming su Now TV, dimenticando che la star americana potrebbe, volendo, fare quello che fa la stragrande maggioranza dei divi pop che hanno superato la metà della propria vita e che da qualche tempo non producono successi, ovvero fare concerti “best of”, costruiti con grande dispendio di spettacolarità, mandando in sollucchero i fan e faticando poco o nulla. E invece, a dispetto oltretutto del grande insuccesso dell’album omonimo (entrato al primo posto della classifica americana, crollato al settantaseiesimo in pochi giorni, svanito nelle settimane successive, senza produrre nessun hit single), Madonna ha scelto di fare uno spettacolo centrato sostanzialmente sui brani del suo ultimo album, Madame X appunto, il suo quattordicesimo, pubblicato all’inizio dell’estate del 2019, cantando 11 brani dell’album e soli sette hit del suo sterminato repertorio. E non solo: nonostante il tour sia stato funestato da incidenti, cancellazioni e anche clamorose proteste da parte del pubblico (a causa del suo presentarsi in scena in notevole ritardo), ha pensato bene di celebrare l’evento con un film.
Controcorrente, quindi, libera innanzitutto, padrona della sua vita, della sua arte, delle sue scelte, e soprattutto volenterosa di difenderle nonostante tutto. Perché, come dice James Baldwin in apertura dello show, gli artisti sono al mondo per disturbare la pace. E “disturbante” lo spettacolo che è andato in onda in prima tv ieri sera lo è di certo. Innanzitutto perché Madonna fa due cose contemporaneamente, negare se stessa e la sua storia e al tempo stesso celebrarla esaltandola. La nega proprio limitando al minimo il godimento dei fan nell’ascoltare i suoi brani più celebri, non solo non eseguendone la maggior parte ma anche (alla maniera di Dylan) cantando i pochi che propone in maniera diversa, come se volesse (alla maniera di Dylan) affermarsi solo e unicamente nella sua contemporaneità, cancellando il passato o riscrivendolo, alla luce della sua visione odierna delle cose, del mondo, della musica. Ma al tempo stesso, proprio così facendo, celebra completamente se stessa, il suo essere stata costantemente in movimento, mutevole, mai eguale, spesso sorprendente, sempre discutibile, ma mai prevedibile. E soprattutto celebra il suo “modo di fare le cose”, che senza dubbio alcuno, ha non solo cambiato negli anni Ottanta l’approccio al pop, nel bene e nel male, ma ha poi condizionato l’intero sviluppo della popolar music e spinto moltissimi artisti a seguire i suoi passi. E poi perché la star cerca deliberatamente di “disturbare” il pubblico, offrendo di se stessa un’immagine talmente complessa che è difficile comprendere chi sia e cosa voglia attualmente. E’ quindi con grandissima libertà che Madonna ha impostato uno show particolarmente ricco e complesso, con punte di grande spettacolarità e divertimento e momenti, francamente, assai meno rilevanti e interessanti, sfidando chi vede e ascolta a seguirla in un progetto che ha avuto non solo le sue radici in Portogallo, dove vive, ma anche il suo sviluppo e, vista la registrazione del film proprio a Lisbona, anche alla fine il suo acme.
Scelta artistica, dunque, non commerciale, nella quale Madonna mette a fuoco il suo universo odierno, con tutti i limiti del caso. Limiti che sono evidenti, sfortunatamente, proprio nella parte spettacolare, più che nella musica in se: lo show è molto elaborato, ha coreografie, luci, scenografie, sempre diverse e interessanti, che però dominano completamente la scena, mettendo completamente in secondo piano la musica, che diventa un filo conduttore per numeri ad alto tasso di meraviglia in alcuni casi, ma ad altissimo tasso di inutilità in altri. Ogni canzone è un pretesto per qualcos’altro, non c’è mai, o almeno c’è poco per essere onesti, il gusto di cantare, di mettere davvero la musica in primo piano, di trasmettere emozioni, passioni, idee. Non è un concerto ma uno spettacolo, anzi non è nemmeno uno spettacolo ma una lunga collezione di performance, in cui Madonna è l’opera d’arte stessa, per il modo in cui si veste, di offre, si propone e si impone.
Non è un concerto e come tale la televisione lo propone, con mille tagli di inquadrature diverse, con particolari non visibili per lo spettatore in sala; e siamo certi che l’occhio che racconta non è quello di Nuno Xico e Sasha Kasihua che firmano la regia, ma il suo, in una sorta di autobiografia dal vivo. Se è vero che “Madame X è un agente segreto viaggia in tutto il mondo. Cambia identità. Combatte per la libertà. Porta la luce in luoghi bui. Lei è una ballerina. Una professoressa. Un capo di stato. Una casalinga. Una cavallerizza. Una prigioniera. Una studentessa. Una madre. Una bambina. Un’insegnante. Una suora. Una cantante. Una santa. Una puttana. Una spia nella casa dell’amore. Io sono Madame X”, allora però l’intero set, che a dire il vero è spesso eccessivo, freddo, troppo calibrato al millimetro, è anche vero che Madonna deve essere tutte queste cose insieme, interpretarle, vestirne i panni, fingere, quando e dove serve. Ma quando non finge le cose che accadono sono due: coinvolge il pubblico in un racconto personale emozionante o, al contrario, diventa supponente e antipatica, proprio perché libera di essere tutto quello che è e vuole.
Alla fine lo show vale la pena di essere visto, quantomeno per capire perché l’album, un progetto ambizioso e sperimentale per molti versi, sia andato male; per provare a capire perché il personaggio di Madame X sia piaciuto solo ai ‘die hard fans’ di Madonna; per provare a capire cosa Madonna non sia in grado di fare; per confrontarsi con la ossessiva voglia di Madonna di infrangere i limiti del tempo e del gusto. E poi, comunque, per ascoltare, se non proprio i brani recenti, sette hit imbattibili, non proprio tanti a dire il vero, ma forse quanto basta.