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Alla Scala 'La calisto' finisce nel planetario

Dal 30 ottobre l'opera di Cavalli debutta a Milano con la regia di David McVicar e la direzione musicale di Christophe Rousset
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Per il sovrintendente Dominique Meyer è il "proseguimento di un lavoro iniziato anni fa quando dirigevo il teatro del Champs-Elisées, e i nomi di Monteverdi e Cesti e cavalli erano affiancati regolarmente a quelli dei maggiori autori del teatro barocco francese e di Haendel. Oltre che un modo per soddisfare una personale passione per questa letteratura ingiustamente poco eseguita e che troppi spettatori non conoscono".

Per il direttore Christophe Rousset, da anni impegnato nella riproposta del teatro musicale preclassico, e il regista inglese David McVicar, che trova "familiare il linguaggio musicale e teatrale di quel perioto anche per i riferimenti e le analogie con quello quasi di coevo di Shakespeare", La Calisto di Francesco Cavalli, di cui firmano il debutto alla Scala è uno dei testi di teatro in musica più significativi ed emblematici del Seicento europeo. E la sua bellezza drammatica e musicale - sull'unicità poetica…

Per il sovrintendente Dominique Meyer è il "proseguimento di un lavoro iniziato anni fa quando dirigevo il teatro del Champs-Elisées, e i nomi di Monteverdi e Cesti e cavalli erano affiancati regolarmente a quelli dei maggiori autori del teatro barocco francese e di Haendel. Oltre che un modo per soddisfare una personale passione per questa letteratura ingiustamente poco eseguita e che troppi spettatori non conoscono".

Per il direttore Christophe Rousset, da anni impegnato nella riproposta del teatro musicale preclassico, e il regista inglese David McVicar, che trova "familiare il linguaggio musicale e teatrale di quel perioto anche per i riferimenti e le analogie con quello quasi di coevo di Shakespeare", La Calisto di Francesco Cavalli, di cui firmano il debutto alla Scala è uno dei testi di teatro in musica più significativi ed emblematici del Seicento europeo. E la sua bellezza drammatica e musicale - sull'unicità poetica del libretto, l'entusiasmo coinvolge anche i cantanti che di tali versi saranno i primi interpreti - "anche il pubblico che non sa cos'è in assoluto l'opera, non avrà nessun difficoltà a esserne conquistato", scommette McVicar.

Di fatto la prima milanese della Calisto di Cavalli - da sabato 30, per cinque repliche, fino al 13 novembre - prosegue un "progetto barocco" che la Scala sta portando avanti da qualche stagione attraverso la proposta di alcuni titoli di Händel come Il trionfo del Tempo e del Disinganno, Tamerlano e Giulio Cesare e in tempi abbastanza recenti della trilogia monteverdiana. Il capolavoro di Cavalli su libretto di Giovanni Faustini dalle Metamorfosi di Ovidio racconta della passione Giove per la ninfa Calisto, compagna di Diana; e di come per conquistarla, con la complicità di Mercurio, assuma l'aspetto di quella dea attratta invece da Endimione. Secondo il mito la gelosa moglie Giunone si vendicherà trasformando Calisto in orsa, ma Giove la porterà in cielo trasformando nella costellazione dell'Orsa Maggiore.

Di qui il sontuoso spettacolo con le scene di Charles Edwards, i costumi di Doey Lüthi, le luci di Adam Silverman, la coreografia di Jo Meredith e i video di Rob Vale: ambientato in una monumentale planetario-osservatorio astronomico. Il disegno delle costellazioni ricama il palcoscenico: prolungato da una passerella praticabile racchiude e restringe la buca d'orchestra dove gli strumenti 'antichi' di Les Talens Lyriques, l'ensemble creato da Rousset sono integrati da un gruppo di archi dell'Orchestra del Teatro alla Scala su strumenti storici.

Spettacolare, come fu alla prima veneziana del 28 novembre 1651 al Teatro di Sant'Apollinare (Sant'Aponal) è la locandina vocale: Chen Reiss (Calisto), Olga Bezsmertna (Diana, parte di grande importanza che viene ripristinata secondo la stesura originale, evitando la tradizione superata di sottolineare l'elemento comico-grottesco di Giove che imita in falsetto la dea), Luca Tittoto (Giove), Véronique Gens (Giunone), Christophe Dumaux (Endimione: "il suo duetto con Diana è il momento più ispirato e seducente dell'opera", dice Rousset), Luigi De Donato (Silvano), Markus Werba (Mercurio), Chiara Amarù (Linfea), Federica Guida (Furia/Eternità), Svetlina Stoyanova (Furia/Destino), John Tessier (Pane/Natura) e Damiana Mizzi (Satirino). Voci di lunga e riconsciuta competenza stiltsica ma ai quali sarà richiesta anche un particolare impegno attoriale: "spesso mi sento un'attrice che canta" conferma la protagonista Reiss.

Il pomeriggio stesso della prima, l'opera sarà presentata al pubblico del Ridotto dei Palchi con un convegno di studi (ore 15-18: "Di dolci parolette, lasciva melodia" - La Calisto di Francesco Cavalli e l'opera veneziana del Seicento) curato da Franco Pulcini cui parteciperanno Dinko Fabris, Davide Daolmi, Lorenzo Bianconi e lo stesso direttore Christophe Rousset.