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Zucchero canta gli altri: "'Discover' è un disco mio, anche se non è scritto da me"

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Venerdì il nuovo album, più di una semplice raccolta di cover. "Ho scelto brani che rappresentano quel che sono io e le mie due anime in musica, la miglior tradizione melodica italiana e le più profonde radici afroamericane"
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Zucchero ha messo in fila le passioni musicali di una vita per realizzare Discover, che esce venerdì, un disco di scoperte come lascia intendere il titolo, più che una semplice raccolta di cover: «È un disco mio anche se le canzoni che contiene non sono state scritte da me», spiega il cantautore emiliano. Impressione confermata dall’ascolto, nonostante si tratti di brani che ognuno riconosce dalle prime note, tanta è la loro popolarità.

«Quelli che ho scelto rappresentano esattamente quel che sono io e le mie due anime in musica: la miglior tradizione melodica italiana e le più profonde radici afroamericane». Ecco allora The Scientist dei Coldplay accanto a Luce (Tramonti a Nord Est) che Zucchero ha scritto insieme a Elisa, poi vittoriosa a Sanremo; ecco Fiore di maggio di Fabio Concato insieme a due grandi classici del pop come Wicked Game di Chris Isaak e Follow you follow me dei Genesis: «Con rispet…

Zucchero ha messo in fila le passioni musicali di una vita per realizzare Discover, che esce venerdì, un disco di scoperte come lascia intendere il titolo, più che una semplice raccolta di cover: «È un disco mio anche se le canzoni che contiene non sono state scritte da me», spiega il cantautore emiliano. Impressione confermata dall’ascolto, nonostante si tratti di brani che ognuno riconosce dalle prime note, tanta è la loro popolarità.

«Quelli che ho scelto rappresentano esattamente quel che sono io e le mie due anime in musica: la miglior tradizione melodica italiana e le più profonde radici afroamericane». Ecco allora The Scientist dei Coldplay accanto a Luce (Tramonti a Nord Est) che Zucchero ha scritto insieme a Elisa, poi vittoriosa a Sanremo; ecco Fiore di maggio di Fabio Concato insieme a due grandi classici del pop come Wicked Game di Chris Isaak e Follow you follow me dei Genesis: «Con rispetto, le ho spogliate e rivestite secondo la mia personalità e sensibilità» sottolinea Zucchero. «Perché una cover per me ha senso se viene personalizzata a tal punto da sembrare una tua canzone».

La copertina dell'album 

Solo in due casi ne ha cambiato il testo: per le canzoni che Bono e Michael Stipe hanno pubblicato in rete durante il lockdown, ovvero Let your love be known e No Time For Love Like Now, che nell’album sono diventate rispettivamente Amore adesso e Canta la vita: «Ho scoperto la canzone di Bono su YouTube, era poco più di un provino che lui aveva messo sui social. Ho apprezzato subito il testo che parlava della situazione senza essere patetico e drammatico, e ciò che diceva in un’intervista, cioè che era rimasto colpito dagli italiani che avevano reagito a una brutta situazione rivoltandola in positivo, cantando sui balconi e sui tetti», ricorda Zucchero. «Gli ho chiesto se potevo farne un adattamento in italiano, un esercizio, tanto per tenermi in allenamento, così come ho fatto con il brano di Michael Stipe, senza ancora sapere bene cosa farne. Ho solo sentito l’esigenza di tradurre questi bellissimi testi per farli arrivare anche al pubblico italiano».

Sia Bono che Elisa hanno cantato piccole parti nelle loro rispettive cover, Zucchero evita accuratamente la definizione di duetti: «Elisa entra verso la fine del brano come se fosse uno strumento, un colore, e lo stesso fa Bono. Non sono duetti classici, nella mia carriera di duetti ne ho fatti anche troppi, in questo disco volevo evitare le scelte ovvie, superare lo schema di una strofa ciascuno».

C’è un altro incontro di voci nel disco che provoca grande emozione, è quello di Ho visto Nina volare in cui a un certo punto arriva la voce del suo autore, Fabrizio De André: «L’arrangiamento è lo stesso che preparammo per il tributo a Faber nel 2000 in teatro a Genova”, ricorda Zucchero, “devo dare atto a Dori Ghezzi che mi segnalò quel brano dicendomi che aveva qualcosa di mio, e aveva ragione. La voce di Fabrizio arriva dal disco ma anche questo non è un duetto, il suo è un cameo, entra nel momento in cui sentivo avrebbe emozionato, magari all’inizio non avrebbe avuto la stessa enfasi».

Mahmood canta in Natural blues offrendo nuovo spessore soul al brano di Moby: «Ho sempre pensato che fosse un talento, sin dal primo ascolto a Sanremo Giovani, per i fraseggi, i grappoli di note molto fluidi, lo vedrei bene a cantare canzoni di Al Green». Zucchero aveva pensato ai Maneskin per Honky Tonk Women, ma erano in giro : «Hanno riempito un vuoto, quello della trasgressione, della provocazione, il rock era diventato troppo politically correct. I social li hanno aiutati, ma sono forti e hanno saputo farsi trovare pronti».