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I cinque dischi della settimana: le pagelle di Ernesto Assante

Musica e artisti da conoscere o riscoprire, ascoltare o riascoltare
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Bruno Mars, Anderson .Paak & Silk Sonic – An evening with Silk Sonic

E un bel giorno Bruno Mars, incontrando Anderson .Paak, gli deve aver detto: ‘Giochiamo a fare finta di essere negli anni Settanta?’. E .Paak gli ha detto di si. Così potrebbe essere nato An evening With Silk Sonic, un gioiellino di black music apparentemente retrò, in cui soul, funk, ‘quiet storm’, jazz, r’n’b convivono senza pretendere niente altro che essere linguaggi contemporanei adatti a creare grande musica e grande divertimento. Per rendere il gioco migliore i due hanno chiamato Bootsy Collins, per avere il timbro della storia, e Thundercat, per mettere la testa verso il futuro e il tutto è dominato dalle loro personalità. Quindi divertimento e qualità, in un gioco in cui guadagnano entrambi e ne gode il pubblico. Ci si diverte e si gode di grande musica nera, senz…

Bruno Mars, Anderson .Paak & Silk Sonic – An evening with Silk Sonic

E un bel giorno Bruno Mars, incontrando Anderson .Paak, gli deve aver detto: ‘Giochiamo a fare finta di essere negli anni Settanta?’. E .Paak gli ha detto di si. Così potrebbe essere nato An evening With Silk Sonic, un gioiellino di black music apparentemente retrò, in cui soul, funk, ‘quiet storm’, jazz, r’n’b convivono senza pretendere niente altro che essere linguaggi contemporanei adatti a creare grande musica e grande divertimento. Per rendere il gioco migliore i due hanno chiamato Bootsy Collins, per avere il timbro della storia, e Thundercat, per mettere la testa verso il futuro e il tutto è dominato dalle loro personalità. Quindi divertimento e qualità, in un gioco in cui guadagnano entrambi e ne gode il pubblico. Ci si diverte e si gode di grande musica nera, senza un solo filo di elettronica.
Voto 8 ½

Courtney Barnett – Things take time, take time

Un album che racconti davvero l’isolamento del lockdown? Il nuovo di Courtney Barnett, che è scritto, pensato, immaginato, nella specifica situazione. E che rende la materia non specifica, parlando della distanza, della ripetizione, della chiusura, in generale. Un album ‘esperienziale’, che non va letto dunque come una cronaca, che della pandemia non parla, che del racconto reale si disinteressa, ma non della realtà, dei sentimenti, delle emozioni collegate a ogni forma possibile di isolamento, interiore, esteriore, sentimentale, emotivo. Niente elettricità o potenza, piuttosto una forma singolare di intimità, in canzoni che hanno una loro luce, una positività, una solarità sommessa e coinvolgente. Merito di una ottima autrice che del rock trattiene l’essenza e la traduce in poesia.
Voto 7

Robert Plant & Alison Krauss – Raise the roof

Volete ascoltare un bell’album? Bene, Raise the roof fa al caso vostro, soprattutto se siete degli ‘over 50’ legati alla mitologia del grande rock del passato e amate, di conseguenza Robert Plant, sia che abbiate una passione per la musica americana più tradizionale, che ha in Alison Krauss una delle sue più stellari esponenti. Ma dovrebbe andar bene anche ai più giovani, perché la qualità della musica di Plant e Krauss è altissima, e il clima modernissimamente polveroso dell’album gioca perfettamente a contrasto con la nostri quotidianità. E’ il naturale proseguimento dell’album precedente e porta la narrazione a un livello anche superiore, anche se ovviamente meno soprendente: grandi spazi, grandi emozioni, country, blues, western e rock, questa volta con l’aggiunta di un pizzico di tradizione folk britannica, sole che tramonta sul deserto e sullo skyline di grandi città, melodie che prendono il cuore, intrecci vocali da brivido: solo bellezza, ed è moltissimo.
Voto 9

Idles – Crawler

Una grande rock band, per dire che il rock è tra noi, con la forza, la potenza, la rabbia necessaria e con la chiara necessità di essere il chiodo che serve a interrompere il funzionamento dell’ingranaggio. Se nei lavori precedenti la band di Joe Talbot aveva messo a fuoco un’energia bruciante, qui scopre addirittura elementi poetici, sonorità meno monolitiche, allarga il campo visuale, entra nel personale, nell’intimo, mantenendo intatta la propria potenza. Una grande rock band con un album che è assalto e tempesta, come nei soli 30 secondi di Wizz, ma anche in grado di arrivare a vertici altissimi come in The beachland ballroom, il nostro singolo della settimana, se ne avessimo uno.
Voto 8 ½

Tonstartssbandht – Petunia

Non avevamo la più pallida idea dell’esistenza di questa band, formata da i due fratelli Edwin e Andy White, ma la singolarità del loro nome, capitato per caso al nostro sguardo, ci ha spinto a scoprire che hanno inciso ben diciotto album e che non sono niente male. Petunia è un album colorato come un acquarello psichedelico degli anni Settanta, in cui l’intreccio delle voci, prevalentemente in falsetto, gioca ad alleggerire ancor più un’atmosfera magnificamente sognante e “far out” che però non ha nulla di nostalgico, e qualche riferimento ai Grateful Dead viene compensato con quelli a Bon Iver e ai Fleet Foxes. I brani, tutti piuttosto lunghi, giocano sul magico incastro di voci e chitarre, in canzoni elegantissime e originali che potremmo definire di ‘folk pop cosmico’, tanto per dare un’idea.
Voto 8