"Un veliero che è passato attraverso una tempesta, malconcio ma vivo, una cosa che è uscita dai guai più bella e luminosa": così Lorenzo Jovanotti vede il Jova Beach Party 2022, che partirà il prossimo 2 luglio da Lignano Sabbiadoro, proprio da dove era partito nel 2019, per chiudersi il 10 settembre all'aeroporto di Bresso, alle porte di Milano, dopo aver toccato le spiagge di mezz'Italia, tra cui Vasto e Albenga, saltate due anni fa e un prato ad Aosta. "Un desiderio, quello di ripetere l'esperienza del 2019, nato appena sceso dal palco di Linate", racconta Lorenzo nella conferenza-show di Milano e poi montato durante la pandemia, sfogliando l'album delle foto di quell'estate di "folla, corpi, emozione, musica".
Jovanotti presenta 'Jova Beach Party 2022': "Si torna a fare rock'n'roll"
"La verità è che, come direbbe Flaubert, Jova beach c'est moi, è la cosa che mi assomiglia di più, come se tutti gli anni avessero portato a questo 'sformato' (gioco di parole con "formato", n.d.r.) che difendo e che adoro e che ha un futuro da sviluppare". Perché "Jova beach è una roba da matti, chi non c'è stato non si può immaginare che botta è" e soprattutto perché "è un'idea di mondo, una Taz, un'utopia che dura un giorno". In questa "rappresentazione più completa di ciò che amo" c'è dentro tutto: "un 'Jovaverso' reale, fatto di persone e di lavoro", di tanta musica - con tre palchi diversi e tantissimi ospiti - e di 'belle storie', che verranno raccolte attraverso Radio Italia prima del tour e sviluppate in corso d'opera, come successo con i matrimoni celebrati nel 2019.
E poi c'è il tema dell'ambiente, centrale nel tour sulle spiagge: "Il mio ruolo è ciò che so fare: generare un clima per parlare di clima", con la certezza che un messaggio arrivi meglio in un'atmosfera di festa che in una conferenza, e con un impegno vero, declinato insieme al Wwf e a Intesa Sanpaolo, con il progetto "Ri-Party-Amo", che mira a raccogliere 5 milioni di euro per pulire 20 milioni di metri quadri di spiagge, laghi, fiumi e fondali. Non quelli dei concerti, "cui pensiamo noi", come successo nel 2019 "quando le spiagge furono lasciate più pulite di come erano state trovate". Aleggia ovviamente l'ombra del Covid: "Chiaramente sono preoccupato, tutti lo siamo: Jova beach si fa al 100 per cento della capienza e senza l'obbligo delle mascherine, la speranza fondata è che si possa fare, rispettando tutte le leggi che speriamo favoriscano il ritorno completo al lavoro del settore".
Questa voglia di ripartenza si respira in Il boom, il nuovo singolo prodotto da Rick Rubin che esce oggi, preludio a un album, Il disco del sole, "che sorgerà quando sorgerà". Per ora "usciranno pezzi random", addirittura 7 nel mese di dicembre e solo in digitale perché "il supporto non ha senso, non avevo più voglia di quel formato". Nell'album, anticipa, "ci sarà tanta roba che si balla, momenti di emozione forte e molto pop che tiri dentro più gente possibile. Quando un anno fa si è riaperto il cielo, avevo il desiderio di fare musica che avevo rimosso anche come ascoltatore e ho scritto 30 canzoni in maniera istintiva, festosa, celebrativa, per recuperare il senso della vita nel suo aspetto più bello".