Fedez 'Disumano', un comunicatore troppo pop
di Ernesto Assante , di Ernesto AssanteNon sapremmo davvero come definire un album come Disumano. Non perché della musica non si possa dire, ma perché Fedez è un "progetto" più ampio e complesso della musica. Anzi, la musica è una parte, pur restando l'asse portante, di un personaggio che fa molte altre cose, professionalmente parlando, che comunica prima di cantare e per comunicare usa tutti i mezzi a disposizione.
Fedez è un personaggio del nuovo star system. Usa video, audio, social, YouTube, giornali, tensioni sociali e politiche. E li usa a dovere, ottenendo sempre il massimo del risultato. Con buona probabilità ci riuscirà anche questa volta, mescolando alto e basso, moralità e politica, polemiche e poesia quotidiana, spettacolarità e pop art.
Impo…
Non sapremmo davvero come definire un album come Disumano. Non perché della musica non si possa dire, ma perché Fedez è un "progetto" più ampio e complesso della musica. Anzi, la musica è una parte, pur restando l'asse portante, di un personaggio che fa molte altre cose, professionalmente parlando, che comunica prima di cantare e per comunicare usa tutti i mezzi a disposizione.
Fedez è un personaggio del nuovo star system. Usa video, audio, social, YouTube, giornali, tensioni sociali e politiche. E li usa a dovere, ottenendo sempre il massimo del risultato. Con buona probabilità ci riuscirà anche questa volta, mescolando alto e basso, moralità e politica, polemiche e poesia quotidiana, spettacolarità e pop art.
Importanti sono i testi di alcuni brani di Disumano, in cui Fedez prende posizione, si dichiara senza problemi, fa nomi e cognomi (come nel caso di Renzi e Giorgia Meloni nel brano Un giorno in pretura), come del resto prende posizione nella sua vita quotidiana, dove la partecipazione alla vita sociale e politica, alla sua maniera, è costante (come in Rinascimento, in cui cita Federico Aldrovandi e Giulio Regeni, oltre a Andrea Bocelli, o nella autoriferita La cassa spinge 2021, dove ricorda le sue infinite vicissitudini con il Codacons). Ma altrettanto importanti sono le canzoni in cui parla d'amore, di amicizia, di cose più dirette e immediate, qualche rabbia, qualche divertimento, in cui insomma Fedez cerca di far capire che ha un'anima, che conta quanto l'immagine e la propaganda.
Ma, ed è questo il punto, qui si tratta di un album, ci sono canzoni, parliamo di musica. E - se ci è concesso dirlo - il fatto che Fedez, che ha tutte le possibilità di fare esattamente quello che vuole, anche musicalmente, punti ancora tutto su una forma, per quanto moderna, di mainstream pop, è un po' una delusione. Non perché qualcuno si aspetti che diventi un musicista d'avanguardia, non lo è stato in passato e non è necessario che lo sia adesso, ma perché anche nel mainstream potrebbe essere diverso e migliore, ha tutte le qualità per ottenere l'obiettivo e se lo potrebbe permettere.
Invece tutto l'album è mainstream, molto ben prodotto e suonato, Fedez non è più solo un rapper, è cantante a tutto tondo, cantautore persino in buona parte dell'album ma tutto suona troppo pop, prevedibile e scontato. Il che non vuol dire che non avrà successo: ce lo dicono i singoli già pubblicati, tutti presenti nell'album (compreso il tormentone estivo Mille con Orietta Berti e Achille Lauro). Fedez riuscirà ancora a scalare le classifiche e toccare milioni di persone con le canzoni nuove. Ma dire che sia un album "interessante" è difficile, di interessante c'è poco o pochissimo. C'è un ottimo, a tratti anche eccellente, prodotto pop di consumo, non destinato a restare nel tempo.