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Ritratto di Stephen Sondheim, dal disprezzo per il film 'West Side Story' al rapporto conflittuale con la madre

(reuters)
Aveva vinto un Oscar per un brano interpretato da Madonna, un Pulitzer, otto Grammy e otto Tony, tuttavia i riconoscimenti a cui teneva maggiormente erano i teatri che portano il suo nome a Broadway e a Londra, e la Medaglia Presidenziale della Libertà conferitagli da Barack Obama. Il compositore, paroliere e drammaturgo statunitense è scomparso a 91 anni
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L'ultima volta che l'ho incontrato è stato dieci giorni fa, alla prima newyorkese di Company. C'era una grande euforia, in sala, Broadway aveva finalmente riaperto i battenti, e quando Stephen Sondheim è entrato in platea il pubblico gli ha tributato una lunghissima standing ovation, di commozione e gratitudine. Camminava a stento, ma era felice per quell'ennesimo trionfo, e quando Patti Lupone ha detto "questa serata è dedicata a te, Stephen" è ripartito un applauso, interminabile, mentre lui ha preso posto: sapevano tutti, sia nel pubblico che nel cast, che il suo giudizio sarebbe stato implacabile. In privato sapeva essere molto generoso, ma per quanto riguarda l'arte il suo approccio era severo sino alla brutalità: su West Side Story, di cui aveva scritto il libretto, mi disse che il film di Robert Wise era "inguardabile" e quando ho cercato di dirgli che i balletti e musica erano formidabili, mi rispose &q…

L'ultima volta che l'ho incontrato è stato dieci giorni fa, alla prima newyorkese di Company. C'era una grande euforia, in sala, Broadway aveva finalmente riaperto i battenti, e quando Stephen Sondheim è entrato in platea il pubblico gli ha tributato una lunghissima standing ovation, di commozione e gratitudine. Camminava a stento, ma era felice per quell'ennesimo trionfo, e quando Patti Lupone ha detto "questa serata è dedicata a te, Stephen" è ripartito un applauso, interminabile, mentre lui ha preso posto: sapevano tutti, sia nel pubblico che nel cast, che il suo giudizio sarebbe stato implacabile. In privato sapeva essere molto generoso, ma per quanto riguarda l'arte il suo approccio era severo sino alla brutalità: su West Side Story, di cui aveva scritto il libretto, mi disse che il film di Robert Wise era "inguardabile" e quando ho cercato di dirgli che i balletti e musica erano formidabili, mi rispose "sì, ma come si fa a immaginare bande di teppisti con abiti perfettamente coordinati? E chi al mondo potrebbe mai averne paura?". Quindi infierì aggiungendo "l'unico momento di cinema sono i titoli di testa girati da Saul Bass". Era curioso di sapere cosa avrebbe combinato Steven Spielberg con la nuova versione del film in uscita tra due settimane, e c'è da giurare che perfino quest'ultimo ne avrebbe temuto il giudizio.

Il teatro di New York dedicato a Sondheim (afp)

Era stato Arthur Laurents, insieme a Leonard Bernstein, a convincerlo a reinventare Romeo e Giulietta a New York, che in un primo momento era ambientato nel Lower East Side con il titolo East Side Story: la creazione di questo capolavoro fu caratterizzata dagli incredibili orari di lavoro, con Bernstein che lavorava soltanto dopo la mezzanotte, e Jerome Robbins, che firmava la coreografia, unicamente la mattina presto. Era un uomo seducente e geniale, ma con un carattere ombroso e solitario, segnato dalla privazione, e un'aria vagamente annoiata, di chi aveva già visto tutto. Ha vinto un Oscar, un Pulitzer, otto Grammy e otto Tony, tuttavia, i riconoscimenti a cui teneva maggiormente erano i teatri che portano il suo nome a Broadway e a Londra, e la Medaglia Presidenziale della Libertà conferitagli da Barack Obama.

Con Tim Burton: avevano collaborato a Sweeney Todd (reuters)

Era nato in una facoltosa famiglia ebraica dell'Upper West Side di Manhattan ammirata da tutti, che entrò in crisi quando il padre lasciò la moglie per un'altra donna: dopo il divorzio Stephen è cresciuto in solitudine al San Remo, uno dei palazzi più esclusivi di Central Park West. Venne mandato a studiare in un istituto privato quacchero, dove scrisse il suo primo musical, By George: lo spettacolo ha rappresentato sin da allora la fuga da un mondo di benessere dove aveva tutto tranne il calore dei genitori. Aveva un pessimo rapporto con la madre, che, da quanto raccontava, sfogava su di lui tutta la rabbia e la frustrazione per l'abbandono del marito: abusava di lui fisicamente e psicologicamente, e in una lettera gli scrisse che "il mio più grande rimpianto nella vita è stato averti fatto nascere". Quando lei morì, nel 1992, Sondheim non andò al suo funerale, e da allora non ne ha mai più voluto parlare. Il suo mentore è stato Oscar Hammerstein, e ha sempre attribuito ai suoi insegnamenti la struttura dei suoi tanti capolavori: Dolci vizi al foro, Into the Woods, Sunday in the Park with George, Follies, Gipsy, Sweeney Todd e Passion, basato su Passione d'amore di Ettore Scola.

'West Side Story', il primo trailer del musical diretto da Spielberg

Non amava separare le sue canzoni delle commedie musicali per le quali erano scritte, ma una volta mi confidò che privilegiava Send in the Clowns e Sooner or later, la canzone tratta da Dick Tracy per cui vinse un Oscar. Era un appassionato e apprezzato enigmista, al punto da pubblicare cruciverba sul New York Magazine: "La cosa bella dei cruciverba è che sai che esiste una soluzione", teorizzava, e poi, estendendo il discorso alla musica, sosteneva che "l'arte è il tentativo di portare ordine nel caos".  Era dotato di una profonda libertà intellettuale, che lo portavo a prendere posizioni a volte sorprendenti, e, a dispetto del carattere brusco, credeva sinceramente nell'esigenza di donare e aiutare: ricordando quello che aveva fatto per lui Hammerstein, era diventato il mentore di Jonathan Larson, l'autore di Rent, dove viene citato, in una canzone insieme a Susan Sontag, come uno dei punti di riferimento fondamentali di New York. Amava profondamente la sua città, che definiva il trionfo dell'energia e della vitalità, anche se negli ultimi anni preferiva vivere nella sua villa in Connecticut: la sua intera esistenza, e la sua arte, è stata segnata dalla costante ricerca dell'armonia nel caos e nel mistero dell'esistenza. Quando sono andato a salutarlo alla prima di Company mi ha detto: "Quando ero giovane il teatro aveva un effetto sul pubblico e sulla vita civile. Ora ho l'impressione che ogni esperienza finisca nel momento in cui cala il sipario".