Sick Luke, un Re Mida e trentaquattro amici: "Riunirli è stata un’impresa ma il risultato è una bomba"
di Carlo Moretti , di Carlo MorettiTrentaquattro artisti per un album solo. "Con me trentacinque" dice Sick Luke, il Re Mida della trap e del rap italiani, il produttore della Dark Polo Gang, di Sfera Ebbasta, di Ghali. Ora Sick Luke, il suo vero nome è Luca Barker, 27 anni, debutta con il primo vero album tutto suo, anche se in passato non sono mancati gli album di collaborazioni.
X2, che è appena uscito e sta raccogliendo consensi enormi in termini di streaming (nella settimana del debutto è il terzo disco più ascoltato nel mondo, dice Spotify) è un album molto vario: c'è il rap, c'è la trap, c'è il pop accanto alla nuova canzone elettronica, e ci sono diverse generazioni del rap italiano a confronto, compreso suo padre Duke Montana che duetta in un brano con lui.
L'album si sarebbe insomma potuto anche chiamare Radio Sick Luke?, ci sono dentro tutte l…
Trentaquattro artisti per un album solo. "Con me trentacinque" dice Sick Luke, il Re Mida della trap e del rap italiani, il produttore della Dark Polo Gang, di Sfera Ebbasta, di Ghali. Ora Sick Luke, il suo vero nome è Luca Barker, 27 anni, debutta con il primo vero album tutto suo, anche se in passato non sono mancati gli album di collaborazioni.
X2, che è appena uscito e sta raccogliendo consensi enormi in termini di streaming (nella settimana del debutto è il terzo disco più ascoltato nel mondo, dice Spotify) è un album molto vario: c'è il rap, c'è la trap, c'è il pop accanto alla nuova canzone elettronica, e ci sono diverse generazioni del rap italiano a confronto, compreso suo padre Duke Montana che duetta in un brano con lui.
L'album si sarebbe insomma potuto anche chiamare Radio Sick Luke?, ci sono dentro tutte le sue passioni...
"Vero, avrei potuto chiamarlo Radio Sick Luke, ho sbagliato".
Di sicuro X2 è più vario del suo precedente album, Neverland, quello firmato con Mecna nel 2019.
"Certamente, perché con Mecna mi sono soffermato su un sound preciso e sui vari strumenti da usare. Qui ho variato molto cercando però di farlo seguendo un filo conduttore, decidendo una scaletta lista precisa, cosa che ovviamente sfugge a chi sente solo i singoli brani ma esiste e sono io ad averla pensata così. L'album è una giostra che ti porta prima in alto e poi in basso, poi di nuovo in alto. E ti fa viaggiare in mondi molti diversi tra loro, quindi ascoltarlo tutto di fila aiuta".
Una cura, quella della scaletta dei brani, che negli ultimi anni si era un po' persa.
"Sì, perché l'ascoltatore mediamente sceglie i soliti due o tre singoli e per lui il resto dell'album semplicemente non esiste. Invece in questo caso, almeno a giudicare dagli streaming, sembra proprio che chi si avvicina poi ascolta l'intero album. Non me lo sarei mai aspettato: ogni artista venuto a cantare raccoglie una fetta di pubblico diverso, ma chi viene agganciato poi è curioso di sentire anche tracce diverse dal solito e così arriva fino in fondo".
Forse anche per questo non sono stati scelti dei singoli per lanciare il disco.
"Sì, perché in teoria sono tutti singoli, anche se quelli di punta, cioè i più ascoltati anche per i nomi dei featuring, sono Solite pare con Tha Supreme e Sfera Ebbasta; Dream team con Tedua, Shiva, Capo Plaza e Pyrex; Falena con Coez, Franco126 e Ketama126. Sono queste le combo che si dimostrano più forti anche se per me tutti i feat sono giganti, sono tutti singoli".
Molte combinazioni sorprendenti, come le ha scelte?
"Tutte le combo sono suggerimenti venuti da me: inizia tutto da un beat, dalla produzione, per cui poi penso che può starci bene tizio o caio, magari su un pezzo pensavo che poteva starci bene solo il ritornello di Ketama, poi a quel punto ho pensato di aggiungere due strofe di Luché e di Izi. Per Dream team all'inizio ho pensato a un ritornello di Pyrex e poi mi è arrivata l'idea di un botta e risposta tra Tedua e Plaza".
È la prima volta che lei agisce da produttore 'regista' in questo modo?
"Sì, è la prima volta che dirigo io l'orchestra. Ognuno ha ovviamente curato il suo testo ma la scelta degli artisti e il modo in cui farli interagire è stata cura mia. Devo dire che hanno avuto molta fiducia in me perché stavolta ho fatto delle cose fuori dagli standard, mi sono concentrato solo su ciò che mi piaceva, al di fuori delle mode. Volevo che ogni artista suonasse in ogni pezzo nel modo che interessava per primo a me. Poi se va e ottiene successo, bene, se no va bene lo stesso".
Trentaquattro ospiti in un album solo: com'è riuscito a metterli assieme?
"Con me siamo in trentacinque. Riunirli è stata un'impresa, i trapper sono stati sicuramente i più problematici, i più duri da convincere a mettersi in gioco. Per gli artisti indie la carriera è una continua sperimentazione mentre i trapper appena escono dalla loro comfort zone si sentono a disagio. Per questo, ad esempio, Dream Team ha rischiato di non uscire, non ritrovavano i suoni della trap di oggi: poi però mi hanno dato retta e il risultato è una bomba".
Nel disco lei è riuscito a rimettere assieme la Dark Polo Gang in brani diversi, anche se ne manca uno, Wayne Santana: perché?
"Wayne Santana c'era, era previsto, solo che poi ha preso il mio pezzo in prestito e l'ha voluto usare per il suo album che uscirà a breve. Ha voluto fare questa mossa".
E lei era d'accordo?
"Mmmmh, ni. Cioè, in realtà no, però poi ho detto ok, facciamolo senza problemi".
Funeral party con Cosmo e Pop X è un pezzo davvero folle, un botta e risposta su due eventi vissuti e raccontati separatamente che diventano una cosa sola.
"Sì, racconta una storia vera: Cosmo era andato a un funerale e si era sentito nel modo in cui racconta mentre Pop X che aveva fatto la sua registrazione parlando di una festa in cui era ne sparlava in modo grevissimo. Il contrasto è bizzarro ma abbiamo dovuto tagliare parte dello sproloquio di Pop X perché Cosmo temeva che quelli del funerale si sarebbero offesi. È il pezzo più avanti del disco, i miei fan sono molto giovani, non coglieranno molto le sfumature, lo vedranno solo come un pezzo LOL, come una scemata, però interessante".
Nel pezzo Faccio cose Jake La Furia e Fabri Fibra citano a sorpresa Ecce Bombo di Nanni Moretti. Ne avevate parlato?
"Fibra mi aveva accennato che la frase si diceva spesso in passato ma non avevo capito che si trattasse di un film. Ah, ecco allora perché Jack all'inizio dice come Nanni. Mi hai illuminato".
In fondo questo dimostra che persone distanti come storia e vissuto, se riunite nel modo giusto all'interno di uno stesso disco riescono a comunicare su diversi livelli. X2 appare come un disco inter-generazionale pur essendo molto contemporaneo, c'è anche molta trap, soprattutto in Pezzi da 20.
"È sicuramente così. Chi dice che si tratta di un disco pop è molto lontano dalla verità, dentro c'è tutto. Pezzi da 20 è il brano più crudo del disco, Side Baby parla delle classiche cose di cui parlava nella Dark Polo Gang, tipo cocaina, cose forti; Emis Killa parla di soldi, di strada e good fellas: è il pezzo più trap, un pezzo molto street".
Il disco è talmente inter-generazionale che lei canta con suo padre nel pezzo Libertà. Perché l'ha voluto a chiusura del disco?
"Intanto perché mio padre è una leggenda del rap. Il pezzo andava messo perché è stato lui a mettermi nel gioco e quindi era un omaggio dovuto. All'inizio avevo pensato di metterlo in feat con qualche rapper ma visto che lui spesso mi dice che dovrei cantare, allora ho pensato di farlo io. Si tratta di una canzone più seria, stavolta, che spiega la mia storia e la storia di mio padre, un finale perfetto. Non mi interessa che faccia i numeri, mi interessa solo che arrivi alla gente e specialmente a chi mi conosce meno. Perché se non c'era Duke Montana non c'era Sick Luke".
Mentre nel pezzo lei parla di suo padre, suo padre non fa nessun riferimento a lei.
"Di me mio padre ha parlato in tante altre canzoni, meno male che stavolta non l'ha fatto: sarei arrossito se avesse parlato un'altra volta di me davanti a tutta l'Italia".