Ludovico Einaudi: "Il nuovo album Underwater nato nel lockdown, è stato come abitare un paradiso terrestre"
di Gregorio Moppi , di Gregorio MoppiLe voci di dentro comunicano attraverso il suono soffice di un pianoforte. Il silenzio del lockdown suscita all'improvviso l'illuminazione di una melodia insperata. Nel frattempo tace il frastuono del mondo attorno, la mente si rigenera, la natura riconquista gli spazi che il progresso e l'urbanizzazione screanzata le hanno tolto negli ultimi decenni. All'interno di questa dimensione sospesa, due anni fa, ha cominciato a prender forma Underwater, l'ultimo album di Ludovico Einaudi, etichetta Decca: dodici pezzi per piano solo nei quali l'introspezione psicologica nutrita dalla quiete del mondo intero serrato in casa diviene evocazione ambientalista, sospiro pacificato che stacca la spina alla frenesia del tempo presente. Il disco esce il 21 gennaio; il 24 il musicista tiene un live streaming sul suo canale YouTube da oltre un milione di iscritti (vi resterà visibile per ventiquattr'ore), dopodiché fa le valigie in vista del tour mondiale in pa…
Le voci di dentro comunicano attraverso il suono soffice di un pianoforte. Il silenzio del lockdown suscita all'improvviso l'illuminazione di una melodia insperata. Nel frattempo tace il frastuono del mondo attorno, la mente si rigenera, la natura riconquista gli spazi che il progresso e l'urbanizzazione screanzata le hanno tolto negli ultimi decenni. All'interno di questa dimensione sospesa, due anni fa, ha cominciato a prender forma Underwater, l'ultimo album di Ludovico Einaudi, etichetta Decca: dodici pezzi per piano solo nei quali l'introspezione psicologica nutrita dalla quiete del mondo intero serrato in casa diviene evocazione ambientalista, sospiro pacificato che stacca la spina alla frenesia del tempo presente. Il disco esce il 21 gennaio; il 24 il musicista tiene un live streaming sul suo canale YouTube da oltre un milione di iscritti (vi resterà visibile per ventiquattr'ore), dopodiché fa le valigie in vista del tour mondiale in partenza da Alba il 5-6 febbraio, che va poi al Teatro Verdi di Firenze (7/2), al Parco della Musica di Roma (10-11/2), al Lingotto di Torino (24/5), al Pala De André di Ravenna (25/5), toccando fino a luglio anche tante capitali europee, Messico, Canada, Stati Uniti. Intanto dalla tenuta di famiglia a Dogliani, nelle Langhe, il nipote di Luigi Einaudi segue con il fiato sospeso, come tutti, le cronache politiche: "Spero che non si commettano errori nell'eleggere il prossimo Capo dello Stato", commenta laconico.
Maestro Einaudi, in che modo l'isolamento del 2020 è diventato per lei ispirazione?
"Già il mio progetto dell'anno prima, Seven days walking (in parte confluito nella colonna sonora del film premio Oscar Nomadland), era frutto di autoisolamento, di un desiderio fortissimo di scomparire dentro la tormenta per trovarvi la concentrazione necessaria all'arte. Quindi il lockdown globale, che mi ha disintossicato dal pulsare eccessivo di una quotidianità inquinata, opprimente, consumistica, frettolosa, ha dato ulteriore ossigeno alla mia mente. È stato come abitare un paradiso terrestre. Nessuna scadenza. Nessun pensiero. Se avevo voglia di metter su un live streaming notturno, lo facevo. Mi sono sono sentito libero come a diciott'anni, quando non sapevo che ne sarebbe stato del mio futuro, se sarei riuscito a vivere di musica o no".
Una libertà creativa che si è tradotta in dodici pezzi...
"Di più, di più. Dodici sono quelli che ho scelto per il disco. Ma nel diario musicale che ho tenuto in quei mesi di lockdown ho appunti per chissà quanti album ancora. Quanto sgorgava con spontaneità dal pianoforte lo mettevo su carta, lo suonavo e risuonavo, lo riascoltavo, sentivo che mi corrispondeva. E quelle pagine dal sapore melodico più accentuato, dall'aspetto più pudico e puro, quelle che in pochi minuti di respiro sviluppano ed esauriscono compiutamente la loro onda poetica; ecco, quelle le ho chiamate 'canzoni' e le ho scelte per il disco. Alcune conservano la forma con cui sono nate di getto: le avessi lavorate anche solo un po', il loro fascino sorgivo si sarebbe snaturato".
I microfoni della registrazione sono riusciti a cogliere ogni soffio che proviene dal suo pianoforte: il molle stantuffio dei martelletti prima che percuotano le corde evocano il puf di un sasso gettato in una fonte, i fremiti della cordiera che vibra quando lei usa il pedale rimandano all'alitare del vento. Effetti naturalistici voluti?
"Ho lavorato per giorni sul pianoforte insieme al mio accordatore per ottenerne un timbro felpato, estremamente rifinito, da far sembrare che le dita suonino direttamente sulle corde. Questa è musica d'aria, che possiede il mio stesso codice genetico indirizzato verso l'astrazione".
Eppure, benché astratta, ogni canzone ha un titolo concreto, tipo "Natural light", "Almost June", "Swordfish" e ovviamente "Underwater". Sono indicazioni necessarie per intenderne il senso musicale o rappresentano un di più?
"Sono indizi poetici, chiavi di lettura possibili ma non risolutive. Parole che aiutano a visualizzare il suono. Nature differenti che si combinano. Per esempio, Rolling like a ball è un titolo che mi piaceva per la sua semplicità, perché dà l'idea del movimento naturale di una sfera. E più lo vedo associato alla canzone, più mi convinco che sia il nome che le si adatta meglio".
Einaudi e la sua dedica alla natura: "La mia musica per il clima e un ringraziamento a Greta"
Einaudi, nella composizione minimalista, è una delle eccellenze musicali italiane riconosciute nel mondo, così come i Måneskin lo stanno diventando per il rock. Cosa pensa della loro musica?
"Sono ottimi professionisti di presenza carismatica. Ne conosco soprattutto le cover, che credo abbiano determinato la loro fortuna presso il pubblico. Ma lavoriamo in maniera differente, e non si tratta soltanto di diversità nel genere musicale affrontato. Con la mia scrittura, io punto all'espressione di idee originali, in continuo rinnovamento. Invece il loro rock è convenzionale sul piano linguistico: ripropongono, e hanno portato al successo, un tipo di musica che da tempo non si faceva più".