✕

Meat Loaf, con il suo rock teatrale è entrato nella storia della musica

(afp)
Il suo album 'Bat out of hell' è tra i dieci più venduti di sempre. Nel 1986 dichiarò bancarotta ma poi tornò il successo con 'I'd do anything for love'
2 minuti di lettura

Il nome d’arte apparentemente poteva sembrare molto poco da rockstar, Meat Loaf, che può essere tradotto come “Polpettone”. E anche l’aspetto, legato ovviamente al soprannome e a una stazza che lo ha visto arrivare fino a quasi 140 chili, non era esattamente quello tradizionale di un divo. Eppure, Marvin Lee Aday, nato nel 1947 e scomparso ieri, è stato uno degli artisti rock che ha venduto più album, oltre 100 milioni di copie, e un suo disco, Bat out of hell del 1977, è tra i dieci più venduti di sempre. Secondo il sito Tmz aveva da poco contratto il Covid 19.

(afp)

Cresciuto a Dallas, Texas, in una famiglia di cantanti gospel che lo avrebbe visto volentieri dedicarsi all’opera, aveva raggiunto la California nel bel mezzo della “Summer of love” e non era più tornato indietro. Ma non era il tipo giusto per il flower …

Il nome d’arte apparentemente poteva sembrare molto poco da rockstar, Meat Loaf, che può essere tradotto come “Polpettone”. E anche l’aspetto, legato ovviamente al soprannome e a una stazza che lo ha visto arrivare fino a quasi 140 chili, non era esattamente quello tradizionale di un divo. Eppure, Marvin Lee Aday, nato nel 1947 e scomparso ieri, è stato uno degli artisti rock che ha venduto più album, oltre 100 milioni di copie, e un suo disco, Bat out of hell del 1977, è tra i dieci più venduti di sempre. Secondo il sito Tmz aveva da poco contratto il Covid 19.

(afp)

Cresciuto a Dallas, Texas, in una famiglia di cantanti gospel che lo avrebbe visto volentieri dedicarsi all’opera, aveva raggiunto la California nel bel mezzo della “Summer of love” e non era più tornato indietro. Ma non era il tipo giusto per il flower power e il rock più duro era diventato il suo credo, e con la sua prima band, i Popcorn Blizzard, era riuscito a trovare una buona fama locale, suonando prima di Who, Stooges e altri. Marvin era però anche un buon attore e nella Città degli angeli aveva fatto molti provini, sia al cinema che a teatro. Esordì con una produzione californiana di Hair, che lo lanciò anche a Broadway nei primi anni Settanta. Lì incontrò Jim Steinman, pianista e autore, con il quale iniziò una fruttuosa collaborazione. Il passo principale verso la fama lo fece nel 1976, quando ottenne una parte nel film The Rocky Horror Picture Show, facendosi notare nel ruolo di Eddie. Fare l’attore gli piaceva, continuò per tutta la vita a recitare, partecipando anche ad altri film di successo, tra i quali Fight Club, ma fu proprio cercando un punto di equilibrio tra teatro e rock che Meat Loaf realizzò Bat out of hell, l’album che lo trasformò in una star planetaria, oltre 43 milioni di copie vendute. Metteva insieme melodramma e hard rock, finzione, elettricità e un certo vistoso tono granguignolesco in una sorta di opera rock spettacolare. Prodotto egregiamente da Todd Rundgren, conteneva tre singoli, Two out of three ain’t bad, You took the words right out of my mouth e soprattutto Paradise by the dashboard light, una piccola rock opera con un videoclip che esaltava le doti attoriali di Meat Loaf.


Tour, concerti, apparizioni tv portarono Meat Loaf in tutto il mondo, con conseguenze però in termini psicologici che gli causarono numerosi problemi negli anni seguenti. Al successo seguì il declino e nel 1986 Loaf dovette dichiarare bancarotta. Il ritorno sulle scene avvenne nel 1993, quando, di nuovo al fianco di Steinman, realizzò il fortunato sequel del suo successo, Bat out of hell II: Back into hell, che riportò Meat Loaf in cima alle classifiche con il singolo I’d do anything for love (but I won’t do that) che stazionò al primo posto sia in Inghilterra che negli Usa e gli fece vincere un Grammy. Negli anni seguenti Loaf continuò la saga con un terzo capitolo e realizzò altri progetti come Hang cool teddy bear, nel 2010, altra piccola opera con Brian May, Jack Black e Hugh Laurie. Parallelamente continuò a recitare, più di cinquanta tra film e serie tv, compresa una collaborazione con Dario Argento per un episodio della serie Master of horror. Cantante di notevoli doti espressive, attore caratteristico e preparato, Meat Loaf ha vestito i panni di un’allegra star del rock ai confini dell’horror, creando un personaggio originale e divertente che difficilmente verrà dimenticato.