American Song Contest, anche gli Usa vogliono il loro Eurofestival
di Massimo Basile , di Massimo BasileGli appassionati americani di musica pop, rock e country possono gioire: gli Stati Uniti avranno il loro festival canoro stile Eurovision. Al posto dei rappresentanti delle nazioni europee ci saranno quelli degli Stati americani, dall’Ohio alla Florida, dal Wyoming a New York.
Si chiama American Song Contest, andrà in scena tra il 21 marzo e il 9 maggio, verrà trasmesso dalla Nbc e sarà condotto dal rapper Snoop Dogg e dalla cantante e attrice Kelly Clarkson, vincitrice nel 2002 della prima edizione del contest musicale American Idol. Il concorso che premierà la ‘Migliore canzone originale’ vedrà in gara musicisti di tutti i cinquanta Stati più i cinque territori federati agli Usa, dalle isole Samoa a Portorico, e la capitale Washington Dc, pronti a sfidarsi come in un tabellone di un Master di tennis, a eliminazione diretta, con qualificazione, fino a semifinali e finalissima.
L’idea che ha stuzzicato gli organizzato…
Gli appassionati americani di musica pop, rock e country possono gioire: gli Stati Uniti avranno il loro festival canoro stile Eurovision. Al posto dei rappresentanti delle nazioni europee ci saranno quelli degli Stati americani, dall’Ohio alla Florida, dal Wyoming a New York.
Si chiama American Song Contest, andrà in scena tra il 21 marzo e il 9 maggio, verrà trasmesso dalla Nbc e sarà condotto dal rapper Snoop Dogg e dalla cantante e attrice Kelly Clarkson, vincitrice nel 2002 della prima edizione del contest musicale American Idol. Il concorso che premierà la ‘Migliore canzone originale’ vedrà in gara musicisti di tutti i cinquanta Stati più i cinque territori federati agli Usa, dalle isole Samoa a Portorico, e la capitale Washington Dc, pronti a sfidarsi come in un tabellone di un Master di tennis, a eliminazione diretta, con qualificazione, fino a semifinali e finalissima.
L’idea che ha stuzzicato gli organizzatori non è solo quella di offrire musica diversa da ogni angolo del Paese, ma vedere come il pubblico dei vari Stati reagirà alle canzoni degli altri, spesso culturalmente e politicamente agli antipodi, una delle chiavi del successo di Eurovision, a suo volta ispirato al Festival di Sanremo. Anche come numero di partecipanti ci sarà una certa similitudine: all’ultima edizione di Eurovision hanno partecipato 52 Paesi.
Ma è la contrapposizione sociale e artistica a eccitare: cosa succederà quando a sfidarsi saranno il conservatore Texas contro la progressista New York? O la terra dei novax, la Florida, contro quella liberal della California? Ma può essere anche l’occasione per infrangere qualche barriera e far scoprire al resto del Paese un po’ più dei propri ‘vicini’ in un contesto in cui tutto, o molto, dovrebbe essere permesso, in pieno spirito kitsch.
Se i nordeuropei hanno guadagnato punti, l’American Song Contest potrebbe offrire un’immagine nuova di Stati rurali e deserti come il Montana o l’Idaho visti con distacco dagli altri americani. L’obiettivo finale è diventare sempre più popolari.
Il fenomeno Maneskin potrebbe aver influito su questa europeizzazione del festival: il loro successo all’Eurovision 2021 li ha portati negli Stati Uniti, prima al The Tonight Show condotto da Jimmy Fallon, poi all’esibizione live al concerto dei Rolling Stones di Las Vegas e infine ospiti speciali in uno dei programmi cult della televisione, il Saturday Night Live.
La band italiana formata da Damiano David, Victoria De Angelis, Thomas Raggi e Ethan Torchio, è diventata tra le più popolari anche negli Stati Uniti e non solo per il look alla David Bowie. Gli organizzatori del festival Usa sperano di trovare nuovi Maneskin in qualche angolo d’America. Tutto sta nel vedere se il Contest non finirà per aumentare le tensioni che hanno polarizzato il Paese.
Eurovision nel passato ha fatto da cassa di risonanza per messaggi progressisti e trasgressivi come nel 1998 quando a vincere fu Dana International, cantante transgender israeliana, oppure quando, nel 2014, vinse la drag queen austriaca Conchita Wurst. Due anni dopo trionfò l’Ucraina con 1944, una canzone sulle deportazioni etniche in Crimea ordinate da Stalin. La Russia si infuriò. Cosa succederà se qualche artista presenterà un brano sull’aborto o contro la libera circolazione delle armi? È un rischio che gli organizzatori vogliono correre. “L’American Song Contest - spiega Ben Silverman, produttore esecutivo dello show - può unire attraverso la celebrazione della diversità e mettere tutti d’accordo sull’amore per la musica e quello per le canzoni”.