✕

Claudio Simonetti compie 70 anni: "Con Profondo Rosso abbiamo raccontato una rivoluzione"

Il leader dei Goblin racconta una carriera di successi, legata a doppio filo al cinema di Dario Argento
3 minuti di lettura

Claudio Simonetti compie settant'anni e il compleanno viene celebrato in musica, ovviamente. Con la musica di Profondo Rosso, di Suspiria, di tanti altri film di Dario Argento. Ma anche di Fulci, Diodato, Romero, musica prog, rock e 'da paura', in grado di mescolare ricerca, spettacolarità e energia, musica che affonda le sue radici negli anni Settanta ma che si è via via, da solista e con i Goblin nelle loro diverse incarnazioni, aggiornata, evoluta, ampliata, trovando una contemporaneità che è figlia della grande sensibilità musicale di Simonetti. Che celebra con allegria il compleanno:  "Beh, compiere settant'anni è, sulla carta, un evento importante, un cambio generazionale. Ma la cosa bella è che è più un'occasione di festa che una svolta esistenziale. È una festa perché sono sempre in giro a suonare, perché il rapporto con il pubblico è bellissimo, mi riempie …

Claudio Simonetti compie settant'anni e il compleanno viene celebrato in musica, ovviamente. Con la musica di Profondo Rosso, di Suspiria, di tanti altri film di Dario Argento. Ma anche di Fulci, Diodato, Romero, musica prog, rock e 'da paura', in grado di mescolare ricerca, spettacolarità e energia, musica che affonda le sue radici negli anni Settanta ma che si è via via, da solista e con i Goblin nelle loro diverse incarnazioni, aggiornata, evoluta, ampliata, trovando una contemporaneità che è figlia della grande sensibilità musicale di Simonetti. Che celebra con allegria il compleanno:  "Beh, compiere settant'anni è, sulla carta, un evento importante, un cambio generazionale. Ma la cosa bella è che è più un'occasione di festa che una svolta esistenziale. È una festa perché sono sempre in giro a suonare, perché il rapporto con il pubblico è bellissimo, mi riempie di entusiasmo e mi fa grande sostegno, e perché amo la musica come la amavo da ragazzino".

È cambiato il rapporto con la musica?

"Quello in realtà cambia continuamente, cambia il modo di farla, di viverla, di lavorare. Ed è questo il bello dopo tanti anni, che nulla è scritto, che tutto può sempre evolvere. Ora, ad esempio, io suono tantissimo dal vivo e lo faccio con la mia band così come lo facevo tanti anni, niente computer, solo strumenti, un po' com'era quando facevamo le prove in cantina. Certo oggi la tecnologia ci agevola per tante cose, ma noi siamo sempre quattro musicisti dal vivo sul palco, senza trucchi o inganni".

George Romero, Dario Argento e Simonetti
  

È comunque incredibile che la musica di "Profondo Rosso" dopo 47 anni sia ancora così amata e attuale.

"Sicuramente quella musica ha un fascino e una potenza che non cambiano nel tempo. Ma è una particolarità, perché la musica oggi viene vissuta in un altro modo. Allora era la rappresentazione di un mondo in rivoluzione, il rock ha cambiato la storia, il costume, le abitudini quotidiane, il modo di pensare e di vivere. Oggi la musica è sempre importante, ma non ha lo stesso valore aggiunto".

Come si fa ad essere contemporanei a 70 anni?

"Tenendo le orecchie aperte e amando la musica. Perché la musica buona non passa con il tempo, non è legata strettamente e soltanto all'epoca in cui è nata. Certo, l'esperienza è un plus importante, ci sono cose che posso fare oggi che 47 anni fa non avrei potuto dare. E poi c'è un grande ritorno al passato, ci sono tantissimi giovani che scoprono quello che abbiamo fatto e lo preferiscono alla musica di oggi, ascoltano il prog rock degli anni Settanta e ne restano affascinati perché per loro è completamente nuovo. Faccio concerti in tutto il mondo e mi rendo conto che il pubblico giovane è sempre più numeroso".

Con Dario e Asia Argento 

Il successo all'estero, oltretutto, continua, anzi diventa più grande...

"Negli anni Settanta andare a suonare all'estero era un sogno, qualcosa di difficile se non impossibile. Noi prima di Profondo Rosso andammo a vivere a Londra per un anno, registrando, suonando, frequentando l'ambiente dei musicisti, ma la concorrenza era tremenda, emergere in quella scena era difficilissimo. Tornammo in Italia e non avremmo mai immaginato di poter avere successo qui, grazie ai film di Dario Argento. A Londra saremmo stati uno dei tanti gruppi prog rock, qui invece avevamo una collocazione precisa con le colonne sonore. All'inizio uscire dai confini era complicato, non c'era Internet, non si sapeva nemmeno che fossimo una band italiana, invece dagli anni Duemila, con l'esplosione del web, ci si sono aperte tante strade. Andiamo molto forte in Giappone, facciamo tour negli Stati Uniti, giriamo il mondo in tantissimi festival di cinema horror, anche perché quello che un tempo veniva considerato cinema di serie B oggi viene giustamente collocato in serie A".

Dunque sta vivendo una seconda giovinezza?

"Sì, da quando ho compiuto 50 anni a oggi ho fatto molti più tour di quanti ne avevo fatti negli anni 70 e 80, facciamo solo sold out e ho molti più riconoscimenti".

E in Italia?

"Gli italiani non danno peso a tante cose, non so il perché e non me lo chiedo neanche più. Mi dispiace. Magari il Presidente assegna le onorificenze per lo sport o la letteratura, mentre la musica è sempre presa poco in considerazione. Comunque siamo in buona compagnia, lo stesso Dario Argento ha una grandissima considerazione internazionale e a casa sua no. Lo ha anche detto quando gli hanno dato il David alla carriera, sottolineandolo con un 've ne siete accorti un po' tardi...'".

Ma la musica per il cinema degli autori italiani di riconoscimenti ne ha avuti, la nostra 'scuola' è riconosciuta...

"Non tantissimo a dire il vero, perché viene sempre considerata un lavoro su commissione, meno creativo e artistico di altri. Invece va ricordato che senza le commissioni non avremmo molte delle più grandi opere dei compositori classici, e che lavorare con altri è uno straordinario veicolo di creatività".

Lei è impegnato anche con l'ACMF, l'associazione dei compositori della musica per film.

"Sì certo, l'associazione riunisce un po' tutti, ed è nata per far valere i nostri diritti. La musica da film è molto maltrattata, le piattaforme non pagano quasi niente, va sempre peggio, c'è uno sfruttamento tremendo del nostro lavoro e non è giusto. Lavoriamo per sostenere un'arte che non è secondaria".

Progetti nuovi? Cosa bolle in pentola?

"A parte il compleanno, e la strana serie di celebrazioni tutte insieme, 45 anni da Suspiria, 40 anni da Tenebre, poi 35 da Opera, 15 da La Terza Madre e 10 da Dracula, c'è sempre Profondo Rosso da portare in giro per il mondo. Quest'anno facciamo un remake dell'intero progetto, suoniamo l'intera colonna sonora con un tocco diverso, un po' più prog. E poi due grandi tour in America, uno ad agosto e uno in autunno, dove presentiamo il film suonato dal vivo".