Cremonini futuro: “Ho messo in musica sentimenti smarriti”
di Luigi Bolognini , di Luigi BologniniIl disco, da intendere proprio come l'oggetto fisico, in vinile o in policarbonato, non ha un futuro? "Perfetto, posso esattamente farlo come voglio io e nessuno può dirmi niente. Quindi ha un futuro". Un paradosso, o forse un sofisma aristotelico, che ha portato Cesare Cremonini a comporre un album tra i più belli della carriera, in quanto vecchio stile: 10 canzoni che vanno (o andrebbero) ascoltate nell'ordine in cui le si trova, con mini interludi a legarle, "perché mi mettevano a disagio questi brani abbandonati alle playlist". Ed ecco La ragazza del futuro, album che in effetti alle playlist piacerà parecchio, perché, altro paradosso, quasi tutte le canzoni potrebbero essere magnifici singoli, pieni di "dalleggiamenti" (ma richiamarsi a Dalla non è mai un male, specie per un bolognese) e ammiccamenti ai Beatles e al funky. Due sono già stati singoli, Colibrì e La ragazza del futuro, altr…
Il disco, da intendere proprio come l'oggetto fisico, in vinile o in policarbonato, non ha un futuro? "Perfetto, posso esattamente farlo come voglio io e nessuno può dirmi niente. Quindi ha un futuro". Un paradosso, o forse un sofisma aristotelico, che ha portato Cesare Cremonini a comporre un album tra i più belli della carriera, in quanto vecchio stile: 10 canzoni che vanno (o andrebbero) ascoltate nell'ordine in cui le si trova, con mini interludi a legarle, "perché mi mettevano a disagio questi brani abbandonati alle playlist". Ed ecco La ragazza del futuro, album che in effetti alle playlist piacerà parecchio, perché, altro paradosso, quasi tutte le canzoni potrebbero essere magnifici singoli, pieni di "dalleggiamenti" (ma richiamarsi a Dalla non è mai un male, specie per un bolognese) e ammiccamenti ai Beatles e al funky. Due sono già stati singoli, Colibrì e La ragazza del futuro, altri lo meriterebbero, tipo Chiamala felicità, che chiude il disco con malinconia ("cerchi la felicità, non è mai la verità").
Un album con la solita freschezza di scrittura di Cremonini, eppure serio, maturo, - "ma io ho solo 41 anni, sono giovanissimo" - che racconta i nostri tempi nel senso che prova a recuperare sentimenti smarriti, quelli della collettività. "È una visione stereofonica della società, senza gli intimismi dell'indie, cerco di abbracciare gli altri, in un disco non social, ma sociale", spiega. E se vogliamo continuare coi paradossi, "racconto molto di me, ma nell'album meno autoreferenziale che abbia fatto". Chiaro che gli spunti iniziali partano sempre da lui, basti pensare a Moonwalk, dedicata al padre Giovanni, morto nel 2019: "Ho messo in musica gli ultimi dialoghi che abbiamo avuto, per fortuna ho vissuto accanto a lui i mesi finali. L'essere umano può generare tenerezza fino all'ultimo, anche se non ha più forze per vivere ha l'amore per sopravvivere dentro suo figlio. Però mi auguro anche che la gente perdoni gli altri e sappia fare pace con se stessa".
Tante canzoni parlano del presente e quindi del futuro, della voglia, che forse è un obbligo morale, forse l'unica scelta possibile, di andare avanti. Parlano dei ragazzi e di quello che li aspetta, tra solitudine (Jeky) e finta socialità del web (Psyco). Per loro Cesare ha anche voluto fare qualcosa di concreto, "traducendo le mie visioni musicali in realtà". Ha chiamato lo street artist Giulio Rosk a cui ha fatto disegnare dei murales che diventeranno opere permanenti sulle facciate dei palazzi di alcune periferie, a iniziare da Palermo. "Saranno rappresentate proprio le facce di alcuni ragazzi del posto e si creeranno laboratori creativi per i giovani di questi luoghi in collaborazione con le scuole dei quartieri". E poi c'è anche un passato prossimo, Sanremo, "Sconvolgente: è proprio vero che se perdi la verginità tardi godi di più. Ho rivissuto le sensazioni di un live proponendolo però a tutta Italia in un colpo solo, in neppure 15 minuti. Un vero punto esclamativo della mia carriera". E a proposito di live, il cantautore non ha dubbi su un'estate riaperta per tutti. E pensa già agli stadi di giugno e luglio: Legnano, Milano, Torino, Padova, Firenze, Bari, Roma, Imola.