Il ritorno del 45 giri, piccole perle per collezionisti che resistono allo streaming
di Giovanni Gagliardi , di Giovanni GagliardiMa esistono ancora i 45 giri? È la domanda che "vola veloce di bocca in bocca" (cit. De André), da quando ieri due big del cantautorato italiano come Francesco De Gregori e Antonello Venditti, nell'annunciare il loro tour, hanno anche comunicato l'uscita il 4 marzo di due loro classici come Generale e Ricordati di me, su vinile da 7 pollici (18 centimetri), insomma su 45 giri. E da qui, le facce sgomente.
"Quello dei 45 giri è un mercato di fan e ha una sua dinamica, ma è molto piccolo ed è direttamente collegato con il ben più vasto mercato dei 33 giri", chiarisce subito Enzo Mazza, ceo di Fimi, la Federazione dell’Industria Musicale Italiana.
Ma esistono ancora i 45 giri? È la domanda che "vola veloce di bocca in bocca" (cit. De André), da quando ieri due big del cantautorato italiano come Francesco De Gregori e Antonello Venditti, nell'annunciare il loro tour, hanno anche comunicato l'uscita il 4 marzo di due loro classici come Generale e Ricordati di me, su vinile da 7 pollici (18 centimetri), insomma su 45 giri. E da qui, le facce sgomente.
"Quello dei 45 giri è un mercato di fan e ha una sua dinamica, ma è molto piccolo ed è direttamente collegato con il ben più vasto mercato dei 33 giri", chiarisce subito Enzo Mazza, ceo di Fimi, la Federazione dell’Industria Musicale Italiana.
In questo ambito non esiste più un mercato dei singoli fisici, "è un'epoca di singoli ed è tutto in streaming e, casomai, in download. E noi creiamo della playlist", aggiunge Mazza. "Ci sono però questi prodotti che vengono realizzati dagli artisti per i loro fan, ma siamo nell'ambito del collezionismo del prodotto nuovo".
"Non lo separiamo, come invece facciamo con le musicassette, un altro prodotto che tutt'ora esiste", sottolinea Mazza che sottolinea le cifre di un settore in forte crescita: "È un mercato che nel suo insieme ha avuto un incremento di circa il 75 per cento e ha superato i 20 milioni di euro. Nell'ambito di queste cifre, i singoli valgono circa 350mila euro". Molto interessanti anche le cifre della musicassetta che nel 2020 ha sviluppato un giro d'affari di circa 200mila euro "e quest'anno potrebbe sicuramente raddoppiare a arrivare intorno ai 400mila euro".
E il fenomeno è trasversale e tocca, non solo gli adulti, ma anche i più giovani: "Nel mondo dell'hip-pop e del rap, il vinile va", conclude Mazza, che sottolinea il modo particolare dei ragazzi di accostarsi alla musica: "Ascoltano i loro artisti in streaming - sottolinea - ma poi comprano il vinile quasi come fosse un gadget: vogliono un prodotto da aprire, sfogliare, far vedere agli amici e mettere in camera".