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Lucio Dalla, 'Anche se il tempo passa': a Bologna una mostra su vita, morte e miracoli dell'artista

Al Museo Civico Archeologico di Bologna è partita il 4 marzo, giorno della sua nascita, una grande mostra dedicata al cantautore: tra cimeli e ricordi, c'è una storia ancora viva
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Raccontare Lucio Dalla non è un’impresa facile. Molto complesso il personaggio, enormemente ricca la sua storia, quasi infinito il raggio dei suoi interessi, vastissimo il campo musicale e artistico in cui si è mosso in una carriera che, dagli esordi nel jazz fino alla sua scomparsa improvvisa nel 2012, coperto un arco di oltre cinquant’anni.

Lo speciale, a 10 anni dalla morte

Racchiudere tutto questo in una mostra, come quella che si è aperta proprio nel giorno del settantanovesimo anniversario della sua nascita, al Museo Civico Archeologico di Bologna il 4 marzo, era, dunque, ancora più difficile. Ma chiunque entri nelle sale che ospitano Anche se il tempo passa di questa difficoltà non coglierà nulla, perché la mostra, che sarà aperta fino al 17 luglio, è talmente ricca da far dimenticare ogni possibile mancanza, considerando comunque che la completezza nel caso del lavoro di Dalla era assolutamente imposs…

Raccontare Lucio Dalla non è un’impresa facile. Molto complesso il personaggio, enormemente ricca la sua storia, quasi infinito il raggio dei suoi interessi, vastissimo il campo musicale e artistico in cui si è mosso in una carriera che, dagli esordi nel jazz fino alla sua scomparsa improvvisa nel 2012, coperto un arco di oltre cinquant’anni.

Lo speciale, a 10 anni dalla morte

Racchiudere tutto questo in una mostra, come quella che si è aperta proprio nel giorno del settantanovesimo anniversario della sua nascita, al Museo Civico Archeologico di Bologna il 4 marzo, era, dunque, ancora più difficile. Ma chiunque entri nelle sale che ospitano Anche se il tempo passa di questa difficoltà non coglierà nulla, perché la mostra, che sarà aperta fino al 17 luglio, è talmente ricca da far dimenticare ogni possibile mancanza, considerando comunque che la completezza nel caso del lavoro di Dalla era assolutamente impossibile. Ma la mostra bolognese la completezza l’ha praticamente raggiunta, mettendo in esposizione una gigantesca quantità di materiali, molti dei quali mostrati per la prima volta al pubblico, in un lungo percorso che parte dall’infanzia di Lucio.

Il manifesto della mostra 
La musica, ovviamente, è il filo conduttore, visto che era, nei molti modi in cui Dalla l’ha interpretata, la sua linfa vitale. C’è il jazz, ovviamente, quello degli esordi, legato alla scoperta del clarinetto, c’è il pop degli anni Sessanta, c’è la canzone sperimentale e quella d’autore, ci sono i successi i gli insuccessi, gli amici e la famiglia, il cinema e la televisione, l’arte e il teatro, suddivise in dieci sezioni tematiche, “Famiglia-Infanzia-Amicizie-Inizi musicali”, “Dalla ci racconta”, “Il clarinetto”, “Il museo Dalla”, “Dalla e la sua musica”, “Dalla e il cinema”, “Dalla e il teatro”, “Dalla e la televisione”, “L’Universo Dalla”, “Dalla e Roversi”, “Dalla e la sua Bologna”.

Lucio Dalla in uno spettacolino teatrale
Archivio Antonio Bagnoli 
Insieme ai documenti, tante foto, filmati, abiti di scena e altri aspetti che raccontano in tanti modi diversi la sua vita, l’arte e le sue passioni. E’ un viaggio molto bello e colorato, che mette in luce bene i tanti aspetti della complessa e avvincente personalità di Dalla, compreso la sua capacità di essere manager e intellettuale, compresa la gigantesca quantità di rapporti personali che ha coltivato, compreso il suo tocco come talent scout e molte altre sorprendenti doti e qualità.

Ci sono tantissimi documenti, testi autografi, quaderni di appunti, fotografie (il catalogo è magistralmente dominato dalle bellissime foto dello scomparso Maurizio Viola), tutte le copertine dei dischi, le locandine dei film a cui Dalla ha partecipato, abiti di scena, la sua ricca collezione di cappelli e berretti, le opere d’arte a lui dedicate da alcuni dei più grandi artisti contemporanei italiani, e soprattutto una intera sezione dedicata al rapporto, fondamentale non solo nella storia di Dalla ma in quella della canzone italiana, con Roberto Roversi, arricchita da una lunghissima serie di testi realizzati a mano da Roversi per Dalla e da testi e lettere di Lucio.

Lucio Dalla a torso nudo
Foto di A. Lo Giudice
  
Non basta, insomma, una rapida visita per mettere a fuoco tutto quello che la mostra propone e, soprattutto per appassionati e cultori, entrare nelle sale del Museo Civico Archeologico di Bologna è come addentrarsi nel cuore del mondo di Dalla, per la prima volta messo in luce tutto insieme. E’ una bella mostra, forse poco ‘sonora’, ma anche questa sembra una scelta alla fine giusta, perché l’unica cosa che non ci manca di Dalla, perché ancora oggi è nelle radio, nelle televisioni e soprattutto nei nostri cuori, è la sua musica. 

Lucio Dalla alle Tremiti
Foto di A. Lo Giudice 
Dopo Bologna – prima tappa di un importante percorso nazionale l’esposizione sarà realizzata a Roma in autunno, dal 22 settembre all’Ara Pacis e, successivamente, nel 2023, in occasione dell’ottantesimo della nascita, a Napoli e a Milano.