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Il rock and roll abita vicino Piacenza: una collezione fra storia e musica

Mariano Freschi ha raccolto migliaia di strumenti e oggetti. E ora si rivolge alle istituzioni per cercare uno spazio dove ospitarli. Compreso un amplificatore di Keith Richards, recuperato dopo una rissa avvenuta nel 1964 a Blackpool, in Scozia
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Il paradiso degli amanti del rock non è la Graceland di Elvis Presley a Memphis. E nemmeno il Rock and roll hall of fame and museum a Cleveland, Ohio. No, il luogo dei sogni è alle porte di Piacenza, nel paesino di San Giorgio Piacentino, dove vive Mariano Freschi, 67 anni, fondatore di Made in Rock, una  associazione senza scopo di lucro che ha come obiettivo la promozione e la valorizzazione della musica e della cultura rock, una vera ragione di vita. "Sono del '55 - sottolinea - alcuni dicono che è l'anno del rock, anche se altri sostengono che sia il '54 con Rock around the clock".

La collezione è sterminata e parlarne con Freschi dà un senso di vertigine: è come affacciarsi sulla storia. Si va dall'amplificatore di Keith Richards alla batteria di Bill Bruford nel suo periodo con i King Crimson, dall'armonica usata da Roger Daltrey in Quadrophenia, all'impianto utilizzato dai Free…

Il paradiso degli amanti del rock non è la Graceland di Elvis Presley a Memphis. E nemmeno il Rock and roll hall of fame and museum a Cleveland, Ohio. No, il luogo dei sogni è alle porte di Piacenza, nel paesino di San Giorgio Piacentino, dove vive Mariano Freschi, 67 anni, fondatore di Made in Rock, una  associazione senza scopo di lucro che ha come obiettivo la promozione e la valorizzazione della musica e della cultura rock, una vera ragione di vita. "Sono del '55 - sottolinea - alcuni dicono che è l'anno del rock, anche se altri sostengono che sia il '54 con Rock around the clock".

La collezione è sterminata e parlarne con Freschi dà un senso di vertigine: è come affacciarsi sulla storia. Si va dall'amplificatore di Keith Richards alla batteria di Bill Bruford nel suo periodo con i King Crimson, dall'armonica usata da Roger Daltrey in Quadrophenia, all'impianto utilizzato dai Free di Paul Rodgers, dal Festival dell'Isola di Wight del 1970 a decine di migliaia di fotografie, poster, libri e riviste. E ci sono perfino due flipper: uno era nella sala prova degli Who e l'altro è appartenuto a Elton John.

Mariano Freschi al flipper 
In totale, oltre 400 oggetti, ognuno un pezzo di una storia lunga oltre 70 anni, tra strumenti, pedaliere, effetti sonori che sono stati sui più prestigiosi palcoscenici internazionali. Anche se la parte del leone la fanno gli amplificatori, in particolare i Marshall: "Ho iniziato a collezionarli 35 anni fa. Per me hanno sempre rappresentato uno dei massimi simboli della musica rock insieme a due chitarre: le Fender Stratocaster e le Gibson Les Paul", dice Freschi, che ci tiene a chiarire: amplificatori e strumenti sono tutti perfettamente funzionanti.

Noel Gallagherseduto sull'ampli Voc AC30 
Una passione, la sua, che nasce dalla sua breve esperienza di "utilizzatore del basso", sottolinea specificando che, nel suo caso, il termine musicista gli "sembrerebbe blasfemo". "Se avessi potuto avrei sempre suonato la musica che adoravo - spiega - ma, sfortunatamente in quei primi 70 se volevi stare in un gruppo e salire su di un palco nel 90 per cento dei casi dovevi fare del liscio. Io che adoravo Jack Bruce (leggendario bassista dei Cream morto nel 2014 ndr) come bassista mi ritrovai a suonare col 'pollicione' una nota ogni 5 minuti".

Amplificatori Marshall Pinstripe Cabinets Sl Plexi-Heads 
Poi, da grande, la rivincita: "Non avevo potuto suonare ciò che avrei voluto e non avevo avuto la possibilità di stare davanti ad un 'muro' di Marshall come il mio mito con i Cream, come i Deep Purple nella copertina di Made in Japan o gli Ac/Dc che tanto amo. Cominciai quindi a "raccogliere" vecchi Marshall lungo le strade del Nord Italia. Il periodo che mi interessa è sempre stato tra il 1966 ed il 1969: il periodo d’oro dei Cream e di Jimi Hendrix, loro hanno portato fama al marchio".

L'immagine sulla copertina di 'Made in Japan' dei Deep Purple 

Ma nella collezione ci sono anche anche memorabilia varie appartenute alle più grandi stelle della musica rock e più di 45mila pezzi tra fotografie, poster, tour book, picture disc, libri e riviste che il collezionista piacentino ha raccolto nell'arco di oltre quarant'anni di passione sconfinata per la musica. E ogni oggetto ha una storia, come uno dei suoi pezzi preferiti, l'ampli Vox Ac30 appartenuto a Keith Richards, il chitarrista dei Rolling Stones.

"Un ampli che funziona ancora benissimo e che ha una storia pazzesca", dice Freschi. E, in effetti, dietro quell'oggetto c'è un episodio passato alla storia.

L'ampli Vox-Ac30 del 1964 appartenuto a Keith Richards dei Rolling Stones 
Il 24 giugno 1964 a Blackpool, in Scozia, i Rolling Stones si stavano esibendo in un concerto. Alcuni ragazzi ubriachi salirono sul palco e iniziarono a sputare sui componenti del gruppo. In realtà, per quanto possa sembrare strano, non si trattava di un insulto, ma di una forma di ammirazione. un gesto che, in genere, veniva sopportato da altri gruppi, ma non dagli Stones.

La Fender Stratocaster firmata dagli Iron Maiden 
Indispettito, Keith Richards osserva i ragazzi e, individuato il più scalmanato lo punta e gli urla: "Fallo un’altra volta e ti spezzo quel fottuto osso del collo". Ma il ragazzo continua imperterrito. a quel punto, il chitarrista attraversa di corsa il palco e colpisce il ragazzo con un calcio in piena faccia. Da lì in poi è l'inferno. Alla fine il bilancio degli incidenti è di trenta giovani e due poliziotti ricoverati in ospedale e tutta l'attrezzatura presente sul palco distrutta.

La batteria di Bill Bruford durante il periodo con i King Crimson 
"Si è salvato solo questo Vox - spiega il collezionista - Lo ha recuperato il capo del gruppo che faceva loro da spalla. Aveva recuperato anche quello di Brian Jones, ma era a pezzi e il padre, anni dopo, per sbaglio lo ha buttato tra i rifiuti. Po, altri oggetti dai quali non vorrei mai separarmi è la batteria di Jon Hiseman dei Colosseum e un ampli Marshal del 1968, che mi ha venduto direttamente John Etheridge, chitarrista dei Soft Machine". 

La tastiera Korg BX3 appartenuta a Don Arey dei Deep Purple 
Mariano Freschi ha deciso di mostrare i suoi 'tesori' per parlare di un progetto che gli sta particolarmente a cuore, cioè la creazione di una vera e propria 'Casa del Rock': "Non un museo - chiarisce - museo per me è una parola un po' morta: l'oggetto servirà a parlare della band o dell'artista a cui è appartenuto. Un luogo unico - spiega ancora - in cui si respiri in ogni momento della giornata lo spirito della musica che ha cambiato il mondo. Vogliamo parlare a tutti gli appassionati siano essi ventenni o settantenni, amanti del progressive, di hard, heavy o di una delle innumerevoli anime che compongono la meravigliosa galassia del rock".

L'idea della fondazione Made in Rock, insomma, è quella di rivolgersi alle istituzioni, per trovare in Italia un posto molto grande, dove ospitare strumenti e memorabilia (tanti oggetti oggi sono chiusi in magazzino per problemi di spazio) e farli diventare materia di studio della storia del rock. E poi invitare artisti 'del passato' a raccontare la loro storia e artisti attuale per presentare dischi in uscita o libri, sempre a tema rock. E, in tutto questo, potrebbe anche esserci la possibilità di suonare gli strumenti della collezione.

"Quello che vogliamo realizzare è un progetto culturale, non commerciale - conclude Freschi - Tutto questo lo vogliamo fare per spiegare ai giovane cosa è stato il rock e quanto ha influenzato la cultura attuale".