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Michael Bublé, il ritorno con 'Higher': "Questo disco è un affare di famiglia"

Il nuovo album del cantautore canadese a quattro anni dall'ultimo lavoro e dopo i problemi personali legati alla salute del figlio. "In vent'anni sono diventato il più bravo a interpretare gli standard"
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"Questo mio nuovo disco è un affare di famiglia" dice Michael Bublé parlando di Higher, il suo undicesimo album nato durante la pandemia. "L'ho realizzato a casa mia, lavorando a distanza con tanti amici e collaboratori, da Willie Nelson a Paul McCartney, da Ryan Tedder al produttore Greg Wells. I miei tre figli e mia moglie l'hanno visto nascere, l'abbiamo ascoltato e anche ballato insieme". 

Michael Bublé annuncia la guarigione dal cancro del figlio Noah: "Questa cosa mi ha reso migliore"

Il piccolo Noah ha addirittura suggerito il ritornello della title track, tanto che ora il suo nome è tra i crediti del brano: "Me l'ha canticchiato mentre gli facevo il bagnetto" racconta il crooner, "e Ryan Tedder ci ha costruito intorno un grande pezzo: è il mio miglior debutto nelle classifiche radiofoniche in vent'anni di carriera". L'artista canade…

"Questo mio nuovo disco è un affare di famiglia" dice Michael Bublé parlando di Higher, il suo undicesimo album nato durante la pandemia. "L'ho realizzato a casa mia, lavorando a distanza con tanti amici e collaboratori, da Willie Nelson a Paul McCartney, da Ryan Tedder al produttore Greg Wells. I miei tre figli e mia moglie l'hanno visto nascere, l'abbiamo ascoltato e anche ballato insieme". 

Michael Bublé annuncia la guarigione dal cancro del figlio Noah: "Questa cosa mi ha reso migliore"

Il piccolo Noah ha addirittura suggerito il ritornello della title track, tanto che ora il suo nome è tra i crediti del brano: "Me l'ha canticchiato mentre gli facevo il bagnetto" racconta il crooner, "e Ryan Tedder ci ha costruito intorno un grande pezzo: è il mio miglior debutto nelle classifiche radiofoniche in vent'anni di carriera". L'artista canadese, che a 46 anni ha già venduto 75 milioni di dischi, pubblica Higher a quattro anni di distanza da Love, uscito dopo la malattia del piccolo Noah. 

Lei disse che avrebbe voluto smettere e abbandonare le scene.
"Siamo tutti appesi a un filo, anche questa pandemia l'ha dimostrato. Ma i problemi ci rendono migliori. Con Love stavo solo cercando di sopravvivere, ero distrutto e per proteggermi ho voluto in quel disco la musica con la quale potevo sentirmi più a mio agio. Cercavo una comfort zone ma non credo che in quel periodo stessi molto bene mentalmente".

"Higher" è invece pieno di gioia, lei si lascia andare a briglia sciolta.
"Mi sono aperto a molte collaborazioni. Quando Nicholas Jacobson-Larson, il mio direttore musicale, mi ha proposto la produzione di Greg Wells, ho accettato subito: ero un suo fan da Grace Kelly, l'album di Mika. Volevo entrare nel mondo pop di Wells, è stato lui a entrare nel mio. Mi ha messo in guardia: "Non puoi diventare un Justin Bieber, devi mantenere il tuo sound in modo nuovo". Credo che ci siamo riusciti".

Torna il songbook americano.
"In vent'anni sono diventato il più bravo a reinterpretare gli standard. Non vorrei deludere i miei fan".

Però si ritiene un cantante soul.
"Da sempre. Quando scrivo faccio pezzi soul, nella mia discografia ci sono tanti esempi. Non penso che il soul abbia a che fare con il colore della pelle, ma con qualcosa dentro di te".

Con Ryan Tedder eravate in competizione, ora collaborate.
"Ero competitivo con chiunque. Credo che tutti all'inizio siamo ambiziosi, del resto c'è solo un disco al numero uno in classifica e uno solo vince ai Grammy. A 46 anni continuo a voler fare sempre meglio ma sono contento che altri abbiano successo, e se una canzone di Ryan va meglio della mia sono contento per lui. Credo che lo stesso faccia Ryan con me".

Per "Baby I'll wait" ha riconosciuto i diritti a John Mayer.
"La stavamo scrivendo e mi sono reso conto che era troppo simile a qualcosa di suo. Magari nessuno si sarebbe presentato per chiederne i diritti, ma con Greg Wells non vorremmo mai che ci fosse un caso come questo. Sempre meglio essere onesti che riparare dopo".