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Louis C.K., il comico scomodo: accusato di abusi, vince il Grammy ma non può salire sul palco

Cinque anni fa le accuse di molestie, ha vinto un Oscar della musica ma gli è stato imposto di non apparire in pubblico, per non turbare gli spettatori
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Cinque anni fa ammise di aver costretto molte donne a guardarlo mentre si masturbava. Pochi mesi dopo venne cacciato da tutti gli show, abbandonato dai manager. In ogni ristorante dove andava a mangiare, vedeva gente mostrargli il dito medio. Domenica è stato nominato vincitore del Grammy, gli Oscar della musica, per il miglior album comedy. Louis Székely, nome d’arte C.K., 55 anni, di Washington, il più controverso comico d’America, non è salito sul palco e il suo nome è stato censurato durante la diretta della CBS. Per lo scintillante show trasmesso dalla MGM Grand Arena di Las Vegas, Nevada, l’artista era degno di vincere il Grammy ma non di apparire in pubblico, per non turbare gli spettatori.

Il comico Louis C.K. (afp)

Una settimana dopo lo schiaffo di Will Smith al comico Chris Rock, il mondo americano dello spettacolo si tro…

Cinque anni fa ammise di aver costretto molte donne a guardarlo mentre si masturbava. Pochi mesi dopo venne cacciato da tutti gli show, abbandonato dai manager. In ogni ristorante dove andava a mangiare, vedeva gente mostrargli il dito medio. Domenica è stato nominato vincitore del Grammy, gli Oscar della musica, per il miglior album comedy. Louis Székely, nome d’arte C.K., 55 anni, di Washington, il più controverso comico d’America, non è salito sul palco e il suo nome è stato censurato durante la diretta della CBS. Per lo scintillante show trasmesso dalla MGM Grand Arena di Las Vegas, Nevada, l’artista era degno di vincere il Grammy ma non di apparire in pubblico, per non turbare gli spettatori.

Il comico Louis C.K. (afp)

Una settimana dopo lo schiaffo di Will Smith al comico Chris Rock, il mondo americano dello spettacolo si trova con un nuovo caso. C.K. è stato premiato per il suo disco che accompagna il nuovo spettacolo, in cui ha scherzato sulle accuse di abusi e raccontato la sua esistenza una volta abbandonato dal pubblico. Il Grammy ha scatenato dure proteste, schiaffo al movimento #MeToo, a tutte le vittime di abusi sessuali. La "cancel culture", hanno commentato alcuni artisti, stavolta non ha cancellato un comportamento sbagliato, ma le sue vittime, inviando un messaggio pericoloso: sei un pervertito, ma fai bene il tuo lavoro, e allora puoi voltare pagina. 

Oltre l’adattamento musicale resta una storia vera di abusi sessuali, che l’America non ha ancora digerito. Il caso era scoppiato nel 2017 quando cinque donne avevano raccontato, nei dettagli, come il comico si fosse masturbato davanti a loro, senza chiederne il consenso. C. K., diversamente da altri personaggi in vista, ha ammesso subito tutto. Con una lunga dichiarazione scritta, l’artista aveva detto “queste storie sono vere” e annunciato un passo indietro. “La cosa più pesante con cui fare i conti - aveva commentato - è il rimpianto di aver fatto qualcosa che ha ferito qualcun altro. Ho speso tutta la mia lunga e fortunata carriera parlando e dicendo tutto quello che volevo. Ora farò un passo indietro e mi prenderò tutto il tempo per ascoltare”.

(afp)

Dopo l’annuncio, la caduta fu rumorosa e rapida. Il canale di intrattenimento FX annullò lo show Louie e Better Thing. Tutti gli agenti e i portavoce lo abbandonarono, Netflix cancellò uno speciale in preparazione e HBO tolse tutti gli spettacoli del comico dal suo archivio. Il film scritto e diretto dallo stesso C.K., I Love you, Daddy venne ritirato. Per molti quello fu l’inizio della fine, per lui solo una breve fine dopo la quale ci sarebbe stato un nuovo inizio. Un anno di clausura è bastato. Nel 2018 il comedian aveva provato a salire sul palcoscenico a New York, ma venne contestato dal pubblico. Lui è andato avanti con ostinazione. Nel 2020 l’annuncio di un nuovo tour di spettacoli che avrebbe attraversato l’America, Sincerely Louise CK.

La vittoria del Grammy, a premiare i brani dello spettacolo, ha rappresentato la consacrazione di un ritorno, ma anche moltiplicato gli attacchi. Molti colleghi hanno manifestato apertamente il loro disgusto, come Rebecca Corry, una delle cinque donne che portò la sua testimonianza, cinque anni fa: “Durante le sedute di prova per un film, nel 2005 - raccontò - mi chiese se potevamo andare nel mio camerino così poteva masturbarsi davanti a me”. “Grazie alla nostra industria per averci ricordato che le vittime non contano”, ha commentato con amarezza Sarah Ann Masse, una delle 80 donne che accusarono di abusi l’ex produttore di Hollywood Harvey Weinstein. “Louise CK - ha scritto su Twitter la stratega politica Atima Omara - ha abusato seriamente di donne ma continua a portare avanti la sua carriera e vince pure un Grammy”.

Il presidente deil’organizzazione dei premi, Harvey Mason Jr., aveva difeso a novembre la scelta di dare una nomination a C.K. “Non guarderemo alla storia passata delle persone - aveva detto in un’intervista - non guarderemo la loro fedina penale, ma solo se il loro lavoro è da premiare”.