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Clementino: "Il mio Pulcinella nero con i suoni di Napoli e della California"

Il rapper napoletano ha pubblicato il nuovo album 'Black Pulcinella' prodotto a Los Angeles: "Del resto la Campania è la nostra West Coast"
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"Sono a Roma. No, no scusa... sono a Milano. Se se... Cià Clemé!". Lo spaesamento di Clementino è dovuto a due fattori. Primo: l'emozione. Il suo nuovo album, Black Pulcinella esce oggi ed è rap puro, duro e sì: emozionante. Un tentativo, riuscito, di mettere insieme un suono anni 90 con una produzione e contenuti radicati in questo 2022 di incertezze, speranze e voglia di ripartire. Si balla e il flow è travolgente. Secondo fattore: i cantieri dell'operosa Milano. "Mi hanno svegliato i martelli pneumatici alle sei di mattina. Bum-bum, m'hann accis 'a salute. Forse era un omaggio al mio disco: volevano spaccare anche loro".

Molto poco mainstream in queste canzoni, Clementino.

"Era quello che volevo fare. Non ce la faccio più: mi sono scocciato di ascoltare e vedere sempre le stesse cose. I messaggi, le parole: sempre le stesse. Una noia mortale. Dovevo fare la mia cosa. Come dice Jep Gambardell…

"Sono a Roma. No, no scusa... sono a Milano. Se se... Cià Clemé!". Lo spaesamento di Clementino è dovuto a due fattori. Primo: l'emozione. Il suo nuovo album, Black Pulcinella esce oggi ed è rap puro, duro e sì: emozionante. Un tentativo, riuscito, di mettere insieme un suono anni 90 con una produzione e contenuti radicati in questo 2022 di incertezze, speranze e voglia di ripartire. Si balla e il flow è travolgente. Secondo fattore: i cantieri dell'operosa Milano. "Mi hanno svegliato i martelli pneumatici alle sei di mattina. Bum-bum, m'hann accis 'a salute. Forse era un omaggio al mio disco: volevano spaccare anche loro".

Molto poco mainstream in queste canzoni, Clementino.

"Era quello che volevo fare. Non ce la faccio più: mi sono scocciato di ascoltare e vedere sempre le stesse cose. I messaggi, le parole: sempre le stesse. Una noia mortale. Dovevo fare la mia cosa. Come dice Jep Gambardella: non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare".

Perché Black Pulcinella?

"Black come omaggio alla musica afroamericana. Pulcinella è la maschera della mia terra. Il risultato è un album West Coast, in levare. E del resto la Campania è la nostra West Coast. Ho messo insieme il suono della California con quello di Napoli".

E dalla Campania arrivano quasi tutti i featuring del disco.

"Tutti più giovani di me. Tutti bravissimi. Con Rocco Hunt è stato super automatico. Tipo il ritorno dei capo cannonieri. Le altre collaborazioni sono arrivate di conseguenza, in base alle canzoni. In un pezzo che mi ricordava le sonorità di Compton, quelle degli N.W.A., ci stavano bene Speranza e J Lord e li ho chiamati".

Il disco è prodotto in California.

"Sì abbiamo iniziato prima della pandemia, poi ci siamo ritornati per finire il lavoro. Avevamo lo studio a Hollywood e la casa proprio a Compton. E stare a Compton è come stare nelle palazzine, come vivere a Scampia, nelle Salicelle di Afragola, nella Gescal di Nola. Pompavamo Pino Daniele dal balcone, io con la maglia di Osimhen, la gente del posto che ci salutava con 'South Napoli'. In fondo Los Angeles mi somiglia molto: mare, sole, camicie a fiori e rap pesante". 

In Sound of Napoli critica chi scambia l'essere un rapper con l'essere influencer.

"Quella è un omaggio a Sound da police di Krs-One. Comanda la musica. Uno che vuole essere il boss di questa roba con i like, con le collane o con i macchinoni non ha capitp manc' 'o cazz'. Devi essere bravo a fare freestyle. Se fai rap da cinque giorni non puoi essere il capo. Sei capo quando fai 20 concerti di fila. Quando 20mila persone restano lì ad ascoltarti per due ore. Che ci vuole se ho papà con i soldi e gli chiedo: papà, dammi 5mila euro, mi voglio comprare la collana...".

Fa rappare anche Madame nel disco.

"E certo: era troppo facile farle fare un ritornello che spaccava. E invece spacca pure quando rappa".

Clementino, si è discusso tanto della sua confessione, qualche anno fa, sull'abuso di cocaina. C'è molto del suo "lato oscuro" tra le rime del disco.

"Solo adesso posso raccontare il periodo in cui stavo male. Perché uno che è ubriaco non può raccontare dell'alcol. Uno che è drogato non può raccontare la droga. Ma uno che l'ha vissuto, che l'ha attraversato può raccontare il suo lato oscuro. Per questo sono sboccato, senza censure. Il rap è verità: quelle cose le dovevo dire, le dovevo raccontare".

I dischi, l'amicizia con i Cypress Hill, la conduzione di Made in Sud in Rai. Il Clementino partito da Nola trenta anni fa se lo sarebbe aspettato tutto questo?

"Assolutamente no e sono contentissimo di dove sono arrivato. La televisione è il mio versante pop, mainstream. Mi lascia libero di fare la musica che voglio. E con Black Pulcinella me la sto godendo. Senza pensare a mille cose. Per carità: sono sempre paranoico, ho mille incertezze. E per questo, secondo me, il disco spacca il culo. C'è conflitto e tutti quelli che lo sentono mi dicono: 'Ass 'fa Dio: è quello che ci voleva'. Non è un album, è 'nu paccher'".

E ben vengano i paccheri, i pugni allo stomaco, delle nuove canzoni di Clementino.