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Mika, un cittadino del mondo alla conduzione di Eurovision 2022

Vita, opere, drammi e successi del cantante anglo-libanese. Il rapporto con il padre rimasto bloccato in Kuwait nella Prima guerra del Golfo. La madre che lo ha voluto cantante. E il terribile incidente subito dalla sorella
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Un vero poliglotta cittadino del mondo che viene spesso paragonato a Freddie Mercury, per il timbro e le capacità vocali. È Mika, che sarà alla conduzione dell'Eurovision Song Contest di Torino, dal 10 al 14 maggio, Con la collega Laura Pausini e Alessandro Cattelan.

Terzo di cinque fratelli, Michael Holbrook Penniman Jr., questo il vero nome del cantante nasce a Beirut sotto il segno del leone, il 18 agosto 1983 da madre libanese maronita e padre statunitense. Parla fluentemente inglese, francese e italiano, in seguito alla sua permanenza in Italia. Ha studiato cinese per nove anni; parla anche spagnolo, arabo e il dialetto libanese. Una conoscenza acquisita anche grazie ad alcune travagliate vicende famigliari.

Una vita sempre in movimento

Quando Michael ha appena un anno, la sua famiglia si trasferisce a Parigi a causa della guerra civile in Libano. Poi, all'età di sette anni, un nuovo trauma. "Mio padre, consulente finanziario, era…

Un vero poliglotta cittadino del mondo che viene spesso paragonato a Freddie Mercury, per il timbro e le capacità vocali. È Mika, che sarà alla conduzione dell'Eurovision Song Contest di Torino, dal 10 al 14 maggio, Con la collega Laura Pausini e Alessandro Cattelan.

Terzo di cinque fratelli, Michael Holbrook Penniman Jr., questo il vero nome del cantante nasce a Beirut sotto il segno del leone, il 18 agosto 1983 da madre libanese maronita e padre statunitense. Parla fluentemente inglese, francese e italiano, in seguito alla sua permanenza in Italia. Ha studiato cinese per nove anni; parla anche spagnolo, arabo e il dialetto libanese. Una conoscenza acquisita anche grazie ad alcune travagliate vicende famigliari.

Una vita sempre in movimento

Quando Michael ha appena un anno, la sua famiglia si trasferisce a Parigi a causa della guerra civile in Libano. Poi, all'età di sette anni, un nuovo trauma. "Mio padre, consulente finanziario, era stato preso in ostaggio in Kuwait nell'ambasciata americana (durante la prima Guerra del Golfo ndr). È tornato sette mesi dopo, completamente cambiato. Prima era papà, poi era Mike: non riuscivamo più a chiamarlo papà, quell'uomo magro con la barba, che aveva vissuto cose fortissime, noi figli non lo riconoscevamo più".

Uno shock, che coincide con un tracollo economico familiare: "Abbiamo perso la casa, con i creditori che venivano a pignorarci i mobili. Così ci siamo trasferiti a Londra dove abbiamo vissuto in un bed and breakfast per due anni. Dovevamo ricostruire la nostra vita da zero".

A Londra, Mika frequenta il Lycée Français Charles de Gaulle, la Westminster School e, per tre anni, il Royal College of Music. In questi anni ha problemi a scuola a causa di una forma di dislessia, un problema che tuttora gli impedisce di leggere gli spartiti musicali e l'orario dell'orologio. "È in quel momento che tutti i miei problemi esplodono, su tutti la dislessia, e poi l'insegnante violenta e l'espulsione da scuola", ha raccontato.

La nascita dell'artista

"Mia madre viene da me e mi dice: ok, adesso tu vai a lavorare; o sarai un fallimento totale o un grande successo; se fallisci, uno come te non può che finire in prigione. Non so perché lo diceva, oggi può sembrare una frase buffa, ma è stata l'ossessione della mia vita. Lo spauracchio del fallimento ha cominciato a perseguitarmi da quando ero bambino". E inizia la fase di formazione del futuro artista.

"Mia madre mi mette sotto con il canto: quattro ore di esercizio al giorno. Non voleva la popstar: per me voleva il successo, che per lei significa coltivare un talento creativo, trovare soddisfazione nell'espressione artistica, che è come un superpotere che nessuno può toglierti e che ti dà la vera libertà. Ma la mia nuova vita di allenamento costante mi ha allontanato ancora di più da mio padre. Perché ero diventato un progetto: il progetto di mia madre".

Il primo contratto

Le prime composizioni spaziano tra vari generi (dall'opera alla musica leggera). "Mia madre accettava lavori in tutta Europa, anche quando non ci venivano pagati il viaggio e l'albergo. E così io, lei e le mie sorelle Jasmine e Paloma ci trovavamo a dormire nella nostra vecchia Toyota Previa, fuori dal teatro in cui avrei dovuto esibirmi. Il progetto Mika è stato uno sforzo collettivo, di tutta la famiglia". Poi, finalmente, riesce a farsi conoscere grazie ad una una pagina personale su MySpace (qualcuno ricorda il primo social nato nel 2003?), venendo notato da un discografico che, nel 2006, gli propone un contratto per pubblicare Grace Kelly, il primo singolo, nell'autunno dello stesso anno. Un lavoro che lo porta alla ribalta seguito, l'anno successivo, dal suo primo album, Life in Cartoon Motion, che venderà 7 milioni di copie in tutto il mondo. Poi, nel 2010, una nuova tragedia.

Il terribile incidente della sorrella

La sorella Paloma, nata con una semi paralisi alla parte sinistra del corpo, mentre fumava alla finestra, "siccome non ha molto equilibrio cade giù dal quarto piano, e cadendo rimane infilzata in una cancellata. Mi hanno chiamato, ero l'unico familiare a Londra. Mi dicono: vada a salutare sua sorella, morirà, non c'è niente da fare. Mi avvicino, era una scena terribile. Le dico: ciao Paloma. E lei: puoi dire a questi stronzi di lasciarmi in pace, visto che devo alzarmi?".

"Così guardo la dottoressa: mi scusi, ma questa non muore. Visto che non potevano semplicemente sfilarla, hanno segato il cancello e l'hanno portata via ancora con le aste che le trafiggevano il corpo". Un incidente terribile, che fortunatamente si è risolto per il meglio e di cui il cantante parla nel suo album My name is Michael Holbrook, del 2019, nato da una crisi creativa e da una rivelazione, come il musicista spiegò in una intervista a Vanity Fair.

La rivelazione

In un cimitero della Georgia, nel Sud degli Stati Uniti, davanti alle tombe degli antenati vive una sua personalissima "Spoon river" nel leggere inciso sulle lapidi il cognome paterno, Penniman, e in alcuni casi anche i suoi due nomi di battesimo, Michael Holbrook. "Non sapevo da che parte cominciare, ero in piena crisi creativa, nel senso che non avevo niente da dire. Così, come sempre in queste situazioni, mi sono detto che dovevo buttarmi verso l'ignoto, e per me l'ignoto è la famiglia di mio padre. Ho sentito il bisogno di difendere le mie radici e ho cominciato a scrivere: My name is Michael Holbrook, I was born in 1983. Mi chiamo Michael Holbrook, sono nato nel 1983".

Il ritorno a casa

"In albergo mi sono messo a scrivere Tiny Love (prima traccia del disco ndr), poi è arrivata la telefonata che ha cambiato tutto. È mio padre che dice: devi venire qui a Dubai, tua mamma sta molto male, ha un problema al cuore, deve fare un intervento e rischia la vita. Come una punizione, nel momento in cui tentavo di emanciparmi da mia madre e dalla mia famiglia, quella telefonata mi ha riportato a casa". Nell'ultimo brano dell'album, la tredicesima, Tiny Love Reprise, cantano la madre e Paloma: "È un messaggio verso il futuro - concludeva il cantante - facciamo pace con il passato, anche con la paura".

Il successo in tv

Mika ha fatto parte della giuria in tre edizioni di X Factor italia, dal 2013, 2014 e 2015. In Francia per tre anni è stato giudice di The Voice: la plus belle voix (dal 2014 al 2017). Ha condotto su Rai 2 per due stagioni lo show Stasera CasaMika (2016 e 2017). Il 17 gennaio 2014, ha partecipato a Le invasioni barbariche su LA7, insieme con Dario Fo, esibendosi in un duetto sulle note della mitica Ho visto un re, scritta da Fo e resa celebre da Enzo Jannacci. La stessa sera, la conduttrice Daria Bignardi gli consegna il disco di platino vinto grazie a Songbook, Vol. 1, la prima e per ora, unica raccolta dei suoi brani, uscita nel 2013.

Il coming out

Il cantante ha fatto ufficialmente coming out il 4 agosto 2012, dalle pagine del settimanale Instinct: "Mi chiedete se sono gay? Io vi rispondo di sì. Mi chiedete se le mie canzoni parlano di relazioni con uomini? Io vi dico sì. Ed è solo attraverso la mia musica che ho trovato la forza di venire a patti con la mia sessualità al di là dell'argomento dei miei testi. Questa è la mia vita reale".

Le offese omofobe a Firenze

L'8 agosto del 2015 un brutto episodio: alcuni manifesti che pubblicizzano il suo concerto al Mandela Forum di Firenze vengono imbrattati e deturpati con scritte offensive e omofobe. Mika denuncia pubblicamente l'accaduto attraverso i suoi social: "Non ho paura di chi discrimina. Nessuno deve averne. L'amore fa quel che vuole" commenta. E su Twitter i suoi fan creano l'hashtag #rompiamoilsilenzio che subito raccoglie migliaia di adesioni ed finisce fra i temi più dibattuti.

"Avevo visto la scritta sui miei manifesti e il mio istinto era di lasciar stare" aveva scritto il cantante, proseguendo in un tweet successivo: "L'odio di alcune persone, una cosa che conosco bene, era meglio ignorarla. Ma voi avete ragione". La foto viene scattata da un utente per la strada, poi la posta e diventa virale. Così l'artista decide di intervenire direttamente.

Il sindaco di Firenze Nardella consegna le chiavi della città a Mika 
Immediata la solidarietà di amici e colleghi, da Tiziano Ferro a Fedez, Ramazzotti e Paola Turci, insieme a una miriade di messaggi dei fan. E il sindaco Dario Nardella scrive su Twitter: "#Firenze non è omofoba ma città aperta #RompiamoIlSilenzio". Nardella fa anche sapere di aver fatto rimuovere dai vigili urbai i poster imbrattati. Il 10 gennaio 2018, il primo cittadino consegna all'artista le chiavi della città, con una cerimonia solenne presso Palazzo Vecchio.