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Brunori Sas: "Faccio i numeri sul palco e ora anche in vigna"

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Dopo due anni riparte il tour che farà tappa a Roma l'8 maggio e poi in viaggio tra festival e palazzetti
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La vita in tour? Feste fino all'alba, ogni forma di trasgressione a portata di mano. "Sì, come no. Dario Brunori il più rocker tra i cantautori mondiali. Scrivilo pure, tanto lo sanno tutti che si tratta di una menzogna". Nella macchina festante della musica italiana che si rimette in moto, anche Dario Brunori, intestatario della ditta individuale Brunori Sas, produzione di piccole gemme sotto forma di canzoni, torna a correre incontro ai suoi fan. Data zero ad Ancona il 4 maggio. Stasera a Roma e poi un viaggio di alcuni mesi tra palazzetti e festival. "C'è tanta di quella gioia che si rischia di essere stucchevoli. Dico solo: finalmente".


Un tour rimandato, per ovvie ragioni pandem…

La vita in tour? Feste fino all'alba, ogni forma di trasgressione a portata di mano. "Sì, come no. Dario Brunori il più rocker tra i cantautori mondiali. Scrivilo pure, tanto lo sanno tutti che si tratta di una menzogna". Nella macchina festante della musica italiana che si rimette in moto, anche Dario Brunori, intestatario della ditta individuale Brunori Sas, produzione di piccole gemme sotto forma di canzoni, torna a correre incontro ai suoi fan. Data zero ad Ancona il 4 maggio. Stasera a Roma e poi un viaggio di alcuni mesi tra palazzetti e festival. "C'è tanta di quella gioia che si rischia di essere stucchevoli. Dico solo: finalmente".


Un tour rimandato, per ovvie ragioni pandemiche, di ben due anni, l'ultimo album Cip! che aspettava ancora di essere cantato dalle migliaia di persone che trovano nella musica di Brunori un rifugio in cui riflettere su come stare al mondo. "In questi due anni abbiamo fatto di necessità virtù. La prima fase era guidata dalla volontà di non lasciare soli i fan. Poi un blocco. E poi una reazione. Che dal mio punto di vista è coincisa con la nascita di mia figlia, Fiammetta", cui ha dedicato la versione Baby di Cip!. E con un ritorno alle radici, alla terra. "Sì, mi sono dedicato all'agricoltura. Durante il primo lockdown facevo videochiamate con gli amici storici dell'università. Erano sempre in campagna. Mi sono detto: perché no...". Il risultato è una società agricola che produce vino biologico a Cosenza. "Ho rivisto la mia gerarchia di valori. E ora nella mia vita c'è anche questo".


Una revisione che riguarda anche parte del suo repertorio. Band allargata a una sezione fiati, al centro dello spettacolo non solo le canzoni dell'ultimo album ma quelle che tutti aspettano, Canzone contro la paura su tutte. "Sono contento perché il mio resta un concerto in cui si canta ma adesso c'è anche molta ciccia musicale intorno". Dopo il primo concerto, Dario Brunori ha una sensazione che si è trasformata in certezza: "Noi musicisti abbiamo il dovere di suonare in questo momento. Sì, il dovere. Dal nostro lavoro nasce comunità. Nasce l'idea che la bellezza non va mai sacrificata".

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Soprattutto quando c'è la guerra intorno. Una certezza che Brunori ha mostrato partecipando a Bologna al Concerto per la Pace organizzato dalla Rappresentante di Lista. "Anche lì, poche parole e pragmatismo: lo abbiamo fatto per raccogliere fondi. Era necessario". Tornare in tour serve anche per rimettere in moto un settore snervato e sfinito da due anni di crisi. "A volte, anche quando parliamo con le istituzioni, siamo ancora al livello della pura informazione: con me ci sono 60-70 persone. Suonare è farle lavorare".
E allora tutti a "cantare a squarciagola" le canzoni di Brunori. Che di strada ne ha fatta tanta ma che ricorda sempre il suo primo concerto. "A Castelsilano, Sila profonda. Eravamo in tre sul palco e c'erano altri quattro o cinque a guardarci. Tra cui, i miei parenti". I numeri sono cambiati, la sensazione di ascoltare un amico è la stessa.