Eurovision: i premi, la storia e l'ira della Turchia contro i 'Big five'
di Giovanni Gagliardi , di Giovanni GagliardiChi arriva primo all'Eurovision 2022, cosa vince e quanto si mette in tasca? La domanda è, ovviamente, lecita e la risposta è semplice: nulla. O meglio, un bel trofeo e tanta gloria, che nel mondo della musica non è poca cosa, basti pensare al lancio planetario che hanno ottenuto i Maneskin dopo la vittoria dello scorso anno. Poi c'è il diritto, da parte del Paese vincitore, di ospitare la manifestazione l'anno successivo. Ma, a proposito di diritti, ci sono 5 Paesi che godono di un regolamento più favorevole rispetto agli altri 47 che partecipano alla gara (cosa che fa molto arrabbiare la Turchia). Sono i cosiddetti "Big five". Procediamo con ordine.
Il trofeo
L’Eurovision song contest (anche solo Eurovision o in acronimo Esc) è un festival musicale internazionale nato nel 1956 a Lugano e organizzato annualmente dai membri dell’Unione europea di radiodiffusione. Dalla prima edizione del 1956, il concorso &e…
Chi arriva primo all'Eurovision 2022, cosa vince e quanto si mette in tasca? La domanda è, ovviamente, lecita e la risposta è semplice: nulla. O meglio, un bel trofeo e tanta gloria, che nel mondo della musica non è poca cosa, basti pensare al lancio planetario che hanno ottenuto i Maneskin dopo la vittoria dello scorso anno. Poi c'è il diritto, da parte del Paese vincitore, di ospitare la manifestazione l'anno successivo. Ma, a proposito di diritti, ci sono 5 Paesi che godono di un regolamento più favorevole rispetto agli altri 47 che partecipano alla gara (cosa che fa molto arrabbiare la Turchia). Sono i cosiddetti "Big five". Procediamo con ordine.
Il trofeo
L’Eurovision song contest (anche solo Eurovision o in acronimo Esc) è un festival musicale internazionale nato nel 1956 a Lugano e organizzato annualmente dai membri dell’Unione europea di radiodiffusione. Dalla prima edizione del 1956, il concorso è stato trasmesso ogni anno senza interruzioni in tutto il mondo, fatta eccezione per il 2020 a causa del Covid, rendendolo uno dei programmi televisivi musicali internazionale più longevi di sempre. È anche l’evento non sportivo più seguito al mondo.
Niente denaro ma tanta gloria
Insomma, nessun premio in denaro. Tuttavia la vittoria della competizione comporta un enorme popolarità a livello europeo dell’artista che sicuramente gioverà anche alle vendite dei suoi singoli ed album. L’Eurovision, inoltre, da sempre è stato un trampolino di lancio di moltissimi artisti di fama mondiale come gli Abba, vincitori nel 1974 con Waterloo e Celine Dion, che vinse nel 1988 in qualità di rappresentante della Svizzera, con il brano Ne partez pas sans moi e che, secondo Forbes, è la terza artista musicale femminile più ricca al mondo con un patrimonio stimato di 450 milioni di dollari, nel 2019.
I Big five
La prima semifinale si svolgerà il 10 maggio, vi gareggeranno 17 Paesi e voteranno anche Francia e Italia. La seconda si svolgerà il 12 maggio, con 18 paesi in gara e voteranno anche Germania, Regno Unito e Spagna. I cinque Paesi summenzionati, sono appunto i cosiddetti Big five che, come da regolamento, accedono direttamente alle finali. L'esistenza di questo gruppo ha causato molte pomiche: dal 2013, per esempio, la Turchia ha addirittura deciso di non partecipare alla competizione.
Da Sanremo all'Esc
L'esistenza di questi "Cinque grandi" risale agli albori della manifestazione. A ispirare la nascita dell'Eurovision fu il Festival di Sanremo, modello per una gara canora che potesse unire le nazioni europee ancora lontane tra loro dopo gli anni bui della guerra. Era il 1956 e a partecipare furono solo Paesi Bassi, Svizzera, Belgio, Lussemburgo, Germania Ovest, Francia, e Italia. Le ultime tre, ora, si ritrovano, insieme a Gran Bretagna (primo Eurovision nel 1957) e Spagna (esordio nel 1961), nel club ristretto dei "Big five", insomma le cinque nazioni che hanno per prime sostenuto economicamente l'Unione europea di radiodiffusione e che tuttora la supportano maggiormente.