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Muse, concerto a Londra dopo due anni e mezzo

La band di fronte a ottomila fan ha presentato alcuni nuovi brani e i grandi classici del vecchio repertorio
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LONDRA. La solita, sinfonica, vertiginosa potenza di una delle migliori band dal vivo. I Muse sono tornati per la prima volta live dopo due anni e mezzo, in un concerto vero, ieri sera a Londra, dopo quello di un mese fa ristretto a trecento fan e con i cellulari sequestrati alla Exeter Cavern, dove iniziarono a suonare quasi trent'anni fa, in Inghilterra. 

È stato un evento speciale, che si ripeterà questa sera per una seconda data nella capitale britannica, ancora una volta all'Eventim Apollo, come lancio del tour estivo che per il momento toccherà l'Italia il 17 giugno prossimo al Firenze Rocks. L'Eventim è una sala da concerti da poco più di 8mila posti in piedi e seduti, e quindi ha incarnato una esperienza ancora più intima e possente rispetto ai live degli ultimi Muse, molto spesso in stadi o grandi e dispersivi parchi, per accogliere quanti più fan possibili visto il loro enorme seguito …

LONDRA. La solita, sinfonica, vertiginosa potenza di una delle migliori band dal vivo. I Muse sono tornati per la prima volta live dopo due anni e mezzo, in un concerto vero, ieri sera a Londra, dopo quello di un mese fa ristretto a trecento fan e con i cellulari sequestrati alla Exeter Cavern, dove iniziarono a suonare quasi trent'anni fa, in Inghilterra. 

È stato un evento speciale, che si ripeterà questa sera per una seconda data nella capitale britannica, ancora una volta all'Eventim Apollo, come lancio del tour estivo che per il momento toccherà l'Italia il 17 giugno prossimo al Firenze Rocks. L'Eventim è una sala da concerti da poco più di 8mila posti in piedi e seduti, e quindi ha incarnato una esperienza ancora più intima e possente rispetto ai live degli ultimi Muse, molto spesso in stadi o grandi e dispersivi parchi, per accogliere quanti più fan possibili visto il loro enorme seguito mondiale. I due eventi di queste due sere a Londra, inoltre, sono in collaborazione con associazioni coinvolte nell'assistenza ai civili nella guerra in Ucraina come War Child, Médecins Sans  Frontières e The Big Issue, cui andrà buona parte degli incassi.

In attesa dell'uscita del loro nuovo album Will of the People, il prossimo 26 agosto, Matthew Bellamy, Chris Wolstenholme e  Dominic Howard hanno aperto il concerto di ieri con il primo singolo dell'opera: la pugnace Won't Stand Down, "non mi piego", che ha fatto impazzire il pubblico e che incarna il manifesto della nuova tendenza della rock band inglese a catturare il pubblico più ribelle, a volte adolescenziale, e che almeno una volta ha ascoltato volentieri Marilyn Manson, Linkin Park o Queens of the Stone Age. Non a caso, il cantante si è presentato vestito quasi da Paranoid Park, con scarpe sportive da skater e felpa con cappuccio molto "emo".

Ma al di là delle apparenze, poi c'è stata la musica dei Muse. Di una potenza live come sempre maestosa e inappuntabile. In attesa della sua uscita, la band ha suonato poco del loro nuovo album. Oltre a Won't Stand Down è stata la prima volta anche del secondo singolo, Compliance, quasi un omaggio ai Duran Duran nelle sue sonorità new wave e funk. 

Il resto, è stata una glorificazione dei grandi, indimenticabili classici dei Muse, come Hysteria, Bliss, Stockholm Syndrome, Supermassive Black Hole, Uprising, Plug in Baby, Knights of Cydonia, fino a Starlight, Pressure, Psycho, per poi regalare al pubblico chicche straordinarie: addirittura un'antica b-side come The Gallery (una delle pochissime volte dal vivo), oltre alla devastante Citizen Erased e la spaziale Space Dementia tratte da Origin of Symmetry, e Assassin nel bollente re-edit Grand Omega Bosses. I Muse, soprattutto dal vivo, ci sono mancati tanto durante la pandemia. Per fortuna l'astinenza è finita.